C’è nessuno, là fuori?

La mia professoressa di inglese ci fece imparare “Another brick in the wall”, in seconda liceo. Lei era brava – considerato anche il testo della canzone – ma non è che fossimo il liceo Marilyn Monroe di Nanni Moretti. È che i Pink Floyd spopolavano, allora. Il 30 novembre 1979 – 35 anni fa oggi – era uscito “The wall”, disco doppio e oneroso all’acquisto (la mia versione fu infatti a lungo una TDK verde): un “concept album” che allora a noi quindicenni suonò come un grande romanzo ispirato (un po’ lo era, ma noi eravamo ingenui e avevamo letto ancora pochi grandi romanzi) di cui imparammo ogni nota e ogni passaggio. Ma era un disco – due – bellissimo, ed ebbe un successo pazzesco che lo fece arrivare fino nelle nostre lezioni di inglese, e oggi è il quarto disco più venduto della storia del mercato americano, per esempio (stimato tra i primi venti nel mondo).
Intorno a The Wall e al suo posto nella storia dei Pink Floyd ci sono ormai mille storie, che se avete la domenica libera è bello andarsi a rileggere e scoprire. Ma il primo consiglio in anniversari come questi, naturalmente è.

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