Consensi e dissensi su Saviano

Ci sono un paio di temi nell’articolo di Roberto Saviano sulla questione Boschi/Banca Etruria che trovo sia giusto trattare e discutere, e che siano rilevanti. Uno è che per quanto corretto e motivato possa essere il comportamento del governo sulla questione, il fatto che un ministro abbia un padre coinvolto non è una cosa che il governo e la sua comunicazione delle cose possa eludere: e meno che mai ridurla alla risposta “mio padre è una persona perbene”. È una condizione di fatto su cui bisogna essere in grado di presentare doppia e tripla chiarezza e argomentazione. È una condizione di fatto che non può diventare un’aggravante, ma nemmeno essere elusa come se niente fosse e come se si fosse al di sopra di ogni sospetto. Si è sempre al di sotto di ogni sospetto, se si è al governo, e si è sempre in debito di spiegazioni, non di indignazioni.

L’altro tema che condivido è quella che mi sembra un’assenza di dibattito critico all’interno dei laici osservatori delle cose che fa Renzi e che fa questo governo. Non parlo naturalmente né del ricco partito degli odiatori pregiudiziali di Renzi, né di quello altrettanto affollato dei lodatori strumentali di Renzi. Ma mi pare che gli spauracchi dei gufi, dei grillini, dei salvini, trattengano invece molti tendenziali simpatizzanti dei cambiamenti annunciati da Renzi dall’avanzare normali e puntuali dubbi o richieste di spiegazioni di fronte alla successione delle cose fatte o non fatte. Vedo in giro – anche questo weekend – molto dire e dirsi “Siamo fortissimi! Siamo bravissimi! Guardate questi numeri come sono buoni!”, e poco chiedere e chiedersi “Come siamo? Come stiamo andando? Cosa dicono questi numeri, e questi altri?”. C’è una grande intimorita aria da “non parlare al conducente”.
“Va tutto bene, finora?”, sarebbe invece una domanda normale, e saggia: e sarebbe normale ascoltare risposte che dicano “tutto tutto, no; anzi”, due punti. E prenderne atto, nei modi più saggi e sensati. Il caso Banca Etruria è magari limpido – non so – ma i risultati di altre scelte più grosse sono ancora tutti da discutere e capire, e invece per ognuno si è chiusa la riflessione dopo ogni voto parlamentare, riducendo tutto a “chi ha vinto e chi ha perso”.

Queste cose le vedo, nell’articolo di Saviano. Poi ce ne vedo altre più piccole che non mi convincono.

Prima, generale: la domanda sui diversi comportamenti nei confronti di Renzi e di Berlusconi ha una risposta candida e sensata, secondo me. Ed è: certo che ad alcuni perdoniamo cose che ad altri no, per maggiore e minore fiducia. È normale. Se mia moglie si alza da tavola senza sparecchiare non le dico niente, se lo fa mia figlia dodicenne la richiamo e glielo faccio notare. Giudico violazioni eventuali nel contesto, e rispetto alla loro rilevanza e alle loro conseguenze e ai comportamenti da cui sono generate. Non si può prescindere dagli autori dei comportamenti, dalle loro motivazioni, e dai loro curriculum, per giudicarli: lo si fa anche nei tribunali, per legge.
Quindi non è un fidarsi “a prescindere”: è un fidarsi – in misure diverse – a ragion veduta.

Seconda, Boschi: può darsi che Saviano abbia ragione nel suo scandalo. Non ne so abbastanza sul ruolo del signor Boschi e sulle dinamiche di quello che è successo per giudicare. Ma ipotizziamo invece che Boschi avesse un padre lattaio: e che il Consiglio dei Ministri avesse agito alla stessa maniera sulle banche, cosa che mi pare ipotizzabile (a meno non si sostenga che la scelta sia stata dettata unicamente dagli interessi Boschi, e sia di conseguenza scellerata comunque). E se questo è ipotizzabile, la mia domanda è: cosa avrebbe dovuto fare Boschi per rendere corretta la scelta del governo sulle banche?

Terza, parere mio: le “dieci domande” non hanno ma inchiodato niente e nessuno da nessuna parte. Questa è una narrazione autocompiaciuta di un partito chiuso che trovava la sua legittimazione in Berlusconi e nell’antiberlusconismo: furono piuttosto un’ottima trovata promozionale e di comunicazione per quel quotidiano, confortante per i suoi lettori. Inoffensiva, per il resto. Berlusconi è stato persino assolto, altro che inchiodato.

Quarta, idea del giornalismo: io trovo che sia retorica autoassolutoria dire che il compito del giornalismo è fare domande, come se le risposte fossero responsabilità di qualcun altro (il “potere”, poi: come se non conoscessimo il quarto). È il lettore che fa domande, alle quali il giornalista dà le risposte, se è capace di trovarle. 

Quinta, not in my name: io non ero “giustizialista sempre”. Io e diversi altri. Abbiamo criticato tutte le cose di Berlusconi che abbiamo trovato criticabili (tantine): ma non abbiamo respinto le cose sensate (pochine) che sono ogni tanto affiorate dalla sua maggioranza, solo perché venivano da lì o perché dovevamo lisciare il pelo al nostro pubblico. Quindi in quella contraddizione sollevata da Saviano, Saviano non può aspettarsi si trovino tutti i suoi lettori. Se si fanno distinzioni ora e allora no, è allora che si fu ciechi.

Sesta, tornando su Boschi: manca nella riflessione sulla questione attuale un giudizio critico o degli argomenti contro la manovra del governo sulle banche, che è l’unica cosa che conta. Era una manovra ragionevole o discutibile, e perché? Io questo vorrei vedere argomentato e spiegato, prima di vedere tirata la solita riga in terra e sentirmi chiedere da che parte sto. A prescindere.

Altre cose:

12 commenti su “Consensi e dissensi su Saviano

  1. minimAL

    Per parte di quelle domande Berlusconi non fu proprio assolto.
    Sulle colpe dei padri che cadono sui figli, fossi in te eviterei di parlarne; questione di stile

  2. rodo

    Voler infilare con la forza nei propri pregiudizi (nel senso di giudizi dati a priori, che non entrano nel merito) comportamenti e decisioni di chi non ti è simpatico: Saviano come i “migliori”, i duri e puri della sinistra vera. Per no parlare di chi considera una colpa quel che ha fatto tuo padre.

  3. gfranco

    io non ho capito ancora, sono duro di comprendonio scusate, esattamente da cosa deve difendersi la ministra Boschi e il suo governo. La sua colpa è di essere figlia e sorella di?? Poi non lamentiamoci che in Italia arriva la condanna prima della sentenza (in questo caso dell’accusa). Ultima e seconda cosa: ma davvero Luca Sofri è convinto che il Governo Renzi raccolga tutta questa simpatia e accondiscendenza da parte dei media e degli intellettuali? Sinceramente a me sembra che neanche nel suo stesso partito abbia tutta questa popolarità… ps, ma forse io sono di parte. Grazie.

  4. tanogasparazzo

    Nei vari post si è parlato varie volte sulle famiglie famose, che della politica vivono, voglio solo ricordare l’interferenza della ministra della Giustizia Cancelliere per liberare la figlia di un noto banchiere assicuratore, del figlio del ex ministro Lupi, infine stiamo parlando della più famosa ministra Boschi, citata dalle varie lobbing come un personaggio donna tra i più famosi. salvo poi cadere nell’oblio del quasi odio, dal titolo “figlia di padre perbene” perciò la figlia è perbene. Le dieci domande di repubblica, ed i danni fatti dal governo B. che in questo piccolo spazio vorrei ricordare le leggi ad personam, abolizione del falso in bilancio, prescrizioni varie, che hanno permesso, sia a destra che a sinistra, ai colletti bianchi rimanere impuniti, attraverso ammende varie che erano pagate con soldi delle banche in default, ai dirigenti gestori. Ora la domanda molto semplice se vi erano condanne dure questi signori non avrebbero giocato con la vita di semplici cittadini perché le perdite sono sempre a carico dei più deboli, o, sprovveduti Sono passati quasi due anni dall’ascesa in campo del rottamatore, nulla è cambiato dal disastro Berlusconiano, le modifiche di queste leggi non sono state attuate, anzi la ministra in oggetto è stata la protagonista di una riforma, che secondo le loro priorità, avrebbe dato una continuità di -vincere facile all’elezioni-prossime future, dove l’ingresso nel parlamento di un non parlamentare, avrebbe un significato di un’apoteosi, somma di calcoli, che governare secondo le regole, non porta da nessuna parte. Invece continuano i progetti dell’ ex ormai decotto anziano. La dote data al cinico cazzaro è sintomatico. Penso ormai da troppo tempo, che questi “personaggetti”sono figli di quella politica portata avanti senza cambiamenti, che in Leopolda era annunciata, senza presentazione dei libri di Bruno Vespa.

  5. dasar

    Mi spiace caro Sofri, ma anche con tutta la buona volontà non riesco a trovare riflessioni ragionevoli in quello che scrive Saviano.
    Le disattenzioni sul caso del Saviano mi sembrano piuttosto un modo manifestamente strumentale di iscriversi al partito degli antirenziani a prescindere.
    E questo offusca qualsivoglia possibilità di condivisione del testo, anche perchè uno scrittore sa bene che una rappresentazione artefatta della realtà con toni scandalistici colpisce i lettori meno attrezzati condizionandone negativamente (e irrazionalmente) l’opinione

  6. Massimo

    Io credo che in questo caso abbia avuto il sopravvento l’istinto giornalistico/aziendale di Sofri, avere Saviano sul Post, al di là di quello che dice (e in questo caso, poco e male), è in qualche modo uno scoop. Non posso biasimarlo più di tanto, specialmente io che usufruisco del suo lavoro gratis ogni giorno. Posso però dire che le argomentazioni a sostegno della pubblicazione del pezzo di Saviano sono deboli e vaghe, supporterebbero la pubblicazione di qualsiasi cosa. Comunque, che il pezzo non sua piaciuto agli abituali lettori del Post, mi sembra assodato, per quello che ciò possa valere.

  7. Marziale

    Non mi è chiaro un punto: quando lei si alza da tavola senza sparecchiare si dice qualcosa o no?

  8. andrea61

    Saviano poteva benissimo sollevare questioni assolutamente fondate sull’operato di Renzi senza cianciare a vanvera su cose che o non ha capito o non ha approfondito.

  9. donkishotte

    Abbiate pazienza, sono uno lento. Mi affanno nei ritagli di tempo a leggere quel che trovo sull’argomento. Ma non ho ricavato le risposte alle domande che ritengo propedeutiche:
    1-Dal decreto del governo, c’è un vantaggio economico per il ministro? e per la sua famiglia?
    2-Con il suddetto decreto, ci sarebbe un vantaggio legale? una depenalizzazione, un ammorbidimento di qualche posizione, nel caso di un’azione penale?
    Per quel che se ne evince fin’ora, no, quindi di cosa si sta parlando? Nessuno osa neanche far finta di prendere una posizione sul decreto in se, ma si sottintende che si doveva adottare un criterio ancor peggiore: Escludere l’Etruria dalle Banche interessate perché per 8 mesi un parente del ministro…. Ma allora facciamo governare direttamente Riina, tanto la pensiamo a stragrande maggioranza come lui..

  10. julia

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  11. gianmario nava

    minimAL12 dicembre 2015 at 10:56
    Per parte di quelle domande Berlusconi non fu proprio assolto.
    Sulle colpe dei padri che cadono sui figli, fossi in te eviterei di parlarne; questione di stile

    minimAl: buuuuuuuuuuu! (ma a dir tanto)

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