Eccolo qua, il Natale

Se può valere a essere almeno in due, e a seminare un futuro più sereno impensabile oggi ma magari chissà, aderisco ufficialmente alla mozione Jake Flanagin espressa in questo articolo su Quartz.
Lui dice che per esempio non sa mai cosa regalare ai suoi genitori: hanno quel che serve loro, e sono in grado di soddisfare i propri desideri. Quando domanda consigli, rispondono “ci penso”, o cose simili. Col risultato di annuali stress, routine artificiose, e regali parcheggiati con altri mille.

Ciò nonostante, ogni anno partecipiamo alla grande messinscena. Si scambiano regali non richiesti. Si recitano interpretazioni di gratitudine da Oscar, qualcuno fa una palla con la carta da regalo e la dà da rincorrere al cane, si brinda, il cane fa silenziosamente delle puzze in un angolo, ci si assopisce, si spengono le luci dell’albero, e si reimballa tutto per l’anno prossimo.

Vi fermo per tempo: noi della mozione Flanagin non avremmo niente contro il Natale, se non fosse reso così ottuso e recitato in questi meccanismi consumistici e obbligati, anzi. È la questione dei regali regolamentati tra adulti che è goffa e artificiosa.

Non fraintendetemi: mi piace quasi tutto del Natale. Il tempo con la famiglia, la musica del Natale di Charlie Brown, l’atmosfera generale. I giorni di Natale sono il sogno di qualunque sognatore di fuga, e io sono il campione delle fughe. Questi sono tutti giorni che fluttuano dentro una palletta con la neve: un meraviglioso e temporaneo rifugio da undici mesi di vita schifosa. Se potessi vivere tutto l’anno in una versione della vita ingenua, grondante resina, decorata d’argento, con le canzoni di Bing Crosby, lo farei di corsa.

Ma se non ci siamo comprati delle cose, è probabilmente perché NON CI SERVONO quelle cose. E non avevamo bisogno di aggiungere altri oggetti a tutti quelli che accumuliamo, e poi ci viene l’ansia e compriamo i libri sul Magico Potere del Riordino. I regali sono una bella cosa, quando ci viene un’idea, quando sono spontanei e raccontano un sentimento. I regali ai bambini, poi, a Natale, è una bella cosa, ci mancherebbe.

Ma non c’è niente di particolarmente nobile nello scambiarsi regali tra adulti: generosità forzate, rituali, e cronologicamente prevedibili, non sono davvero generosità, sono norme per l’uso. È una specie di rata del mutuo.

Prendiamo quei soldi con cui ci saremmo fatti dei regali e andiamo a cena fuori, insieme. O ognuno per conto suo, brindando all’altro. E al Natale, che se deve essere questa cosa idilliaca e serena, non ha bisogno di questo stress. Di questa Guerra al Natale.
Un giorno ce la faremo.

8 commenti su “Eccolo qua, il Natale

  1. fernanda tucci

    sono assolutamente d’accordo. Se si è religiosi basta seguire i riti che sono più che belli. Se si è laici la tradizione eè sempre commovente e ricca

  2. Qfwfq71

    si, tutto giusto
    ma io quando vedo che a me i regali non li hanno fatti, “perchè tanto sono quello a cui importa di meno”, mentre gli altri sono li che scartano, sotto sotto ci rimango male.
    certo, quando mi fanno un regalo che palesemente evidenzia una scarsa consocenza delle mie aspirazioni (che ne so, se mi regalano un libro sul calcio, a me che non me ne frega nulla….), anche in quel caso non sono troppo felice; però tendo ad apprezzare la volontà del pensiero.
    eppoi magari chissà, magari scopro che il calcio mi piace lo stesso
    è la resilienza del natale

  3. alexmeia

    Aderisco anch’io. In realtà ho messo in pratica già da anni l’abolizione dei regali di Natale tra adulti, salvo sporadiche eccezioni. Ora eviteremo anche le eccezioni.

  4. NoTtOdAy

    Io ho risolto facendomi regalare le Lego: le apprezzo di più che da piccolo ed ogni anno non c’è che l’imbarazzo della scelta

  5. dan

    Non lo so, non sono tanto d’accordo. O meglio, lo sono se diamo per scontato che si tratta di un rito a cui nessuno importa nulla, se non mettiamo alcuno sforzo nel pensiero. Ma quanto è bello regalare qualcosa di inaspettato, magari di sconosciuto, introdurre un adulto a qualcosa di nuovo. Il regalo al bambino è stupendo, ma è relativamente facile. Per l’adulto serve uno sforzo maggiore. Non sempre vi si riesce, è la parte più difficile azzeccare il regalo per l’adulto, ma quando avviene la soddisfazione è doppia

  6. dalecooper

    Ma basta farsi regali simbolici, anche spendere sotto i dieci euro. Il Natale è un rito cristiano, un piccolo regalo, un biglietto di auguri, un pensiero gentile, sono un rituale. Utile per sottolineare, con un gesto semplice, che siamo tutti parte di una comunità, che ci si vuole bene, che Gesù è venuto sulla Terra perché anche lui ci vuole bene. Tutto qua. Non c’è certo bisogno di regalarsi un’AppleTV per questo: basta il pensiero.

  7. julia

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