Il commento del dopopartita

Adesso che la questione è esaurita, e non si rischia più di entrare nelle semplificazioni di grillini e antigrillini, mi permetto di mettere a verbale alcune cose sulla discussione intorno alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024.

La prima è che era una candidatura, e molto in salita, e c’erano quindi cospicue probabilità che le Olimpiadi a Roma non si facessero comunque avesse deciso Virginia Raggi: è il caso di ricordarselo perché negli accapigliamenti delle settimane scorse sembrava si fosse perso quanto fossimo lontani dal decidere davvero sulle “Olimpiadi a Roma”.

La seconda è che l’opinione del Post era rimasta grossomodo quella di sei anni fa: niente è cambiato tra le ragioni di allora, ma ci torno tra poco.

La terza è che sono piuttosto convinto – ammetto che ci sia una presuntuosa supponenza in questo – che gran parte delle opinioni e delle posizioni (e il rilievo stesso del dibattito) siano derivate non tanto dal merito della questione, ma dall’averlo sostituito con un confronto di appartenenze tra grillini e antigrillini. Lo so che questo pensiero implica dare dello sciocco fazioso a un sacco di gente, e me ne scuso, e trattengo le certezze quanto posso: ma molte cose mi fanno pensare che se non ci fosse stata di mezzo la giunta Raggi non solo il tema avrebbe accalorato molto meno, ma pure le posizioni sarebbero state diverse. Se il sindaco Giachetti avesse annunciato che il grande lavoro da fare su Roma nei prossimi anni avrebbe avuto bisogno di energie e prudenze eccezionali, e di non essere complicato e distratto e indebolito dall’organizzazione di un’Olimpiade, beh, io penso che molte opinioni sentite in queste settimane sarebbero state invertite.

La quarta, per trattare il merito della questione, è che c’è una città che funziona male (senza esagerare con i sensazionalismi da Suburra e simili, eh) e che va fatta funzionare bene. Non c’è ragione di pensare che quello che non si è riuscito a fare in questi anni e che sarà difficilissimo riuscire a fare funzionare nei prossimi, svanisca nel momento in cui si deve affrontare un’emergenza come le Olimpiadi, emergenza da cui quasi nessuna città organizzatrice è uscita vincente (Londra, certo: vedete voi se sia realistico paragonarsi alla città più dinamica e tosta del mondo). E se qualcuno pensa che Roma sia in grado nei prossimi anni di raccogliere forze, energie, approcci, e volontà di organizzare con successo un’Olimpiade, beh, la risposta è: organizzi una città. È possibile, per esempio, che la capitale d’Italia debba leggere ogni giorno di come tutto funzioni meglio a Milano, per dirne una? Vogliamo una sfida per il futuro? Pensiamo di sapere affrontare un grande obiettivo di efficienza e qualità? Ribaltiamo questa sconfitta quotidiana con l’altra grande città italiana. State pensando “non succederà mai”? E allora volevate organizzare un’Olimpiade?
Sarebbero arrivate delle “risorse”, dice. Con tutto il rispetto per il potere del denaro – una tantum, poi -, non mi pare si possa dire che i problemi di Roma derivino dalla mancanza di risorse.

Insomma, mi pare che i fautori della candidatura siano entrati in un circolo vizioso di bellicosa eccitazione fatta di un misto di visione sognatrice di splendenti nuovi edifici e festanti tricolori, polemica con le mediocrità grilline, disperazione per il quadro poco promettente del presente e del futuro romano; e che la battaglia sulle Olimpiadi ne sia diventata la sintesi e sfogatoio. Comunque fosse – magari avevano ragione loro, chissà – ormai è andata: se a Roma c’era davvero tanta energia e volontà di fare cose, le occasioni per dimostrarlo non mancano, da parte di tutti. Senza dover aspettare il 2024.

Altre cose:

10 commenti su “Il commento del dopopartita

  1. Luca Glamorama

    A differenza,immagino,dell’autore del blog e di molti altri,chi vive a Roma-la stragrande maggioranza-non solo era contro le Olimpiadi ma lo era-e qui lo sbaglio del post-indipendemntemente dall’appartenenza grillina o meno.Chiunque viva nella Capitale capisce (ha capito) che essere favorevoli a un (altro) grande evento era come mettere una pistola alla tempia a una bellissima città,sull’orlo del collasso.Chi era a favore-semplifico-era in gran parte 1-non abitante a Roma,e probabilmente nemmeno lavoarava nella medesima 2-era uno di quei piddini con la bella villetta che però poi i bus mica li prendono,al massimo un taxi.
    Quindi,pur rispettando ogni cosa etc,credo sia saggio di farsi una bella vacanza-misure renziane permettendo-di una settimana a Roma,e poi capirà come la posizione della Raggi e dei grillini è di puro buon senso; come chiunque ha a cuore la propria città,avrebbe fatto.Palazzinari e amici dei palazzinari,esclusi.

    Beh, non hai bisogno di “immaginare” l’opinione dell’autore del blog: basta leggere il post. Ed è opposta a quella che dici di immaginare. Luca S.

  2. Effe

    “Se il sindaco Giachetti avesse annunciato che il grande lavoro da fare su Roma nei prossimi anni avrebbe avuto bisogno di energie e prudenze eccezionali, e di non essere complicato e distratto e indebolito dall’organizzazione di un’Olimpiade, beh, io penso che molte opinioni sentite in queste settimane sarebbero state invertite.”
    Io trovo che il discrimine tra una posizione ragionata ed una del tipo “grillini vs anti-grillini” si possa trovare proprio all’interno di un ragionamento di questo tipo. Ovviamente nessuno può sapere cosa avrebbe annunciato Giachetti, ma sappiamo cosa ha annunciato Raggi nella sua conferenza stampa. Il fatto è che la sindaca di Roma durante la conferenza stampa sulle Olimpiadi ha detto di no semplicemente perché altrove queste hanno generato eccessivi debiti. Punto. Viceversa la prima cittadina romana non è stata in grado di descrivere, se non retoricamente, un progetto su cui concentrarsi al di fuori dei Giochi olimpici e teso a migliorare la situazione di Roma. Inoltre quando, durante la conferenza stampa, qualcuno le ha esplicitamente chiesto quali fossero i suoi progetti per Roma (una volta assodato il “no” alle Olimpiadi) non solo non ha saputo rispondere ma addirittura ha passato la parola al suo capo di gabinetto confermando che per lei la materia era troppo “tecnica”. A tutto questo si assommano le difficoltà nel comporre la giunta.
    Ora, io sono anche d’accordo sul rischio di dividersi a priori tra girllini e anti-grillini. Però mi viene anche da dire che di fronte ad una situazione di questo genere (e sperando vivamente che a Roma le cose possano andare per il meglio) ci vuole un bel po’ di forza di volontà per non schierarsi nel campo anti-grillino.

  3. andrea400

    Fondamentalmente sono d’accordo, l’unica cosa è che Roma è talmente malmessa che si fatica a pensare che possa rimettersi in piedi con forze ordinarie.
    Al di là della giunta Raggi, anche avesse iniziato meglio, anche promettesse di più di quel che abbiamo visto finora, la sensazione è che per alcuni le Olimpiadi potessero essere un “la va o la spacca”: nel pur ipotetico caso di vittoria di Roma, nell’improbabile ipotesi si fossero riusciti a mettere a frutto gli stanziamenti conseguenti, c’era almeno una speranza di vedere una città in condizioni decenti in tempi non biblici, mentre con le sole forze finanziarie ordinarie praticamente nulle sarà molto difficile e molto molto lunga.
    E’ un po’ come pensare: peggio di così non può andare, proviamo a giocarci tutto con l’opzione Olimpiadi, la tipica mossa della disperazione. Probabilmente è la solita ricerca di scorciatoie, il solito tentativo di recuperare senza prima passare a pagare dazio per i popri errori passati, però sta di fatto che la città è messa veramente male male sotto tantissimi punti di vista e dubito che una buona amministrazione ordinaria, se mai avremo un giorno la fortuna di vederla, possa riuscire a recuperare nel giro di pochi anni una situazione del genere.

  4. Luca Glamorama

    @Luca S Beh,se è così-cioè continui appunto a pensarla come sei anni fa-dovresti solamente ringraziare la Raggi e il m5s.Perchè,forse ti è serenamente sfuggito,fosse dipeso dai tuoi amici e colleghi piddini,le Olimpiadi si sarebbero fatte.Immagino,ancora una volta,che però un renziano ammettere che avevano ragione gli altri sia difficile e se gli altri-per esempio-invece che al destrorso Ferarara fanno capo ai neofiti del m5..beh allora ammettere i torto è doppiamente difficile.Tanto rumore per nulla:dovrebbero scalpitare quelli che le volevano fare se-tenendo buona cosa detta un lustro+1 anni fa-non tu,allora.

  5. Ermes

    Pertanto per Sofri e molti di coloro che frequentano Il Post Roma non ha speranza per il futuro, non ha uomini, donne ed energie che possano permetterle di guardare ad un futuro in cui i problemi di traffico e di spazzatura saranno risolti o almeno molto migliorati nei prossimi tre/quattro anni e, di conseguenza, non può neanche lontanamente pensare a Olimpiadi e – suppongo – altri eventi di qualsiasi tipo. Roma “caput mundi” è ormai disperata e sola.

  6. donkishotte

    Non potrei essere meno d’accordo. Lasciamo perdere esempi come Los Angeles in cui non fu speso un penny di soldi pubblici e fu un clamoroso successo per le casse cittadine, restiamo su Roma. La Roma di oggi è ancora quella del 1960. Quella di Onesti. (chi era costui?) Infrastrutture, Parchi, impianti, aeroporto di Fiumicino.. Dopo c’è stata la Moschea e l’Auditorium… in 50 anni!!! Se davvero ci stiamo abituando a mirare così in basso e ad avere così poca stima di noi stessi, forse dovremo riaprire i libri di storia, anche quella recente.

  7. microtal

    Considerazioni opinabili, ma razionali di chi è contro la candidatura e porta argomento ragionevoli e valutabili. La Raggi, diversamente, non ha utilizzato nulla di questo armamentario. In campagna elettorale è stata reticente e ambigua, da sindaco vergognosamente remissiva a diktat esterni. Una parola, una parola sola, poi l’avrei spesa per i primi della classe, i campioni dell’onestà a parole, sempre con il ditino alzato a redarguire gli altri, che alla prova dei fatti si dimostrano incapaci, fanfaroni e arroganti.

  8. bugiaggo

    @Effe: ecco, abbiamo qui l’esempio di uno che si è apertamente schierato. Anche perché, dopo tutto quello che è successo con Marino (devo veramente fare l’elenco delle persone che si è inimicato e delle sue azione dubbie?), si potrebbe anche scrivere: “Ora, io sono anche d’accordo sul rischio di dividersi a priori tra girllini e anti-grillini. Però mi viene anche da dire che di fronte ad una situazione di questo genere (e sperando vivamente che a Roma le cose possano andare per il meglio) ci vuole un bel po’ di forza di volontà per non schierarsi nel campo grillino”. (Preciso che solitamente sono anti-grillino).

  9. bugiaggo

    @Luca Glamorama: non voglio credere che Sofri sia renziano, anche solo per il fatto che reputo il Post un giornale importante, una fonte di affidabilità – e chiarezza – irrinunciabile. Ma non è tanto per Renzi, che per quanto mi riguarda potrebbe anche essere il miglior presidente del consiglio della storia italiana (cosa di cui dubito fortemente), ma proprio per il fatto che non si può essere di parte e poi pretendere di fare un giornale lucido e imparziale su tutto. E’ proprio per questo e per il valore che di solito attribuisco al Post che sopporto con fatica la visione non fotogenica di Scalfarotto che compare puntualmente fra i blogger del giornale.

  10. Luca Glamorama

    @bugiaggio caro bugiaggo, che Sofri-Luca,perlomeno-sia renziano è nelle cose,nei fatti-a meno che non abbia cambiato idea negli ultimi 3 giorni.Lo dice-prescindendo dalla pubblicistica esterna-tutto quello che ha scritto su questo blog,dai tempi della prima Leopolda.Per quanto mi riguarda,leggo questo blog perchè lo trovo interessante,e mi riservo,essendo un pacifico antirenziano-e antipiddino-le critiche del caso.Ma dare troppo credito agli Scalfarotto è un errore: se non ci fosse lui, ci sarebbe Romano e -male che vada- i nutriti fan di Renzi che risiedono nel centrodestra.D’altronde,che questo sia uno dei governi più buffi e malinconici-anzi,malincomici della Repubblica-è evidente.Ma-questo è il punto centrale-l’errore più grande non è tanto essere renziani(scelta opinabile,incomprensibile ma rispettabile,ovvio) ma far si che l’essere così schierati porti a dare giudizi faziosi sulle cose della politica.Non mi sembra che il relegare,per esempio,tutto ciò che fanno i grillini al rango di mediocrità porti un granchè al dibattito.Per quanto mi riguarda,sono sereno:ho critcato-molto- m5s e plaudito,quando lo ritenevo giusto.Occasioni in cui Renzi ha fatto buone cose fatico a ricordarle ma per il più semplice dei motivi: il premier-come Berlusconi-è un’opportunista ma con meno stile dell’ottaguenario (auguri,comunque sei un grande,Silvio).In questo,gli va dato attoi,D’alema era più,nella sua superbia pre-renziana-gradevole: uno che faceva quello che faceva per il partito,oltre che per sè,senza gardare troppo i sondaggi.E poi ha avuto il buon gusto di dimettersi dopo aver perso le regionali,nel 2000.Ecco,il renzismo è allergico a certi schemi.Chi,ahinoi,pensa che dopo vittoria-probabile ma non affatto sicura- dei NO, l’omino toscano,delegato dalla Bce e da Napolitano,si dimetta resterà sommamente deluso.Sarà,il 5 dicembre,più facile trovare uno che legga L’unità piuttosto che un renziano-tipo Sofri jr-che ricordi a questo premier pieno di sè-e malamente assistito,rileggete sempre i nomi dei ministri- che una promessa è una promessa, schwarzeneggerianamente.

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