Il boxino morboso del Post

Appassionati di anniversari d’altri, non facciamo mai caso ai nostri. Ho notato ora che tre settimane fa hanno compiuto quattro anni i Flashes, la sezione del Post che sembra accessoria ma che è un pilastro della varietà della nostra offerta di cose. Il primo andò online a metà gennaio del 2016, concretizzando – con il tempo lungo tipico della storia del Post, e dovuto alla distanza tra la precocità di molte intuizioni e le risorse necessarie a metterle in pratica – un pensiero che nacque così, nella mail dell’ottobre 2014 che avevo indirizzato a Fabio Cabula perché ne facesse una cosa vera.

ti mostro una cosa che ho pensato nel weekend e su cui sono combattuto. L’obiettivo è di costruire un contenitore per una serie di news piccole e più “pop” che oggi non trovano spazio – non solo fisico, ma proprio di misura editoriale – nella homepage del Post, o lo trovano rosicchiandolo in angoli come i postit e le +news: per descriverle, direi una via di mezzo tra il “virale” e il “boxino morboso”, ma virato Post, quindi comunque dentro un’idea di news e cose che succedono. Non gattini, ma copertine dell’Economist. Foto, video, tweet, news piccole e cronache notevoli: lo capisci meglio dagli esempi nella immagine che allego (esempi presi dal Post, ma ce ne sono moltissimi altri che scartiamo e che ci starebbero, e funzionerebbero).
Questa bozza grafica l’ho fatta io: è migliorabile sia graficamente che funzionalmente, ma l’idea c’è. Non è complicata da costruire, ma ha bisogno di un po’ di lavoro WordPress, in un momento in cui i nostri in Banzai sono un po’ impicciati, soprattutto con WordPress.
Poi può anche darsi che sia superflua, e che queste cose si possano fare facendole girare sui social network, senza che serva un contenitore: però il contenitore serve anche per creare una linea editoriale parallela, una specie di magazine, che dia senso a cose che invece sul Post suonano un po’ troppo laterali.

Fabio fece un bel lavoro come sempre, e lui e le altre persone in Banzai trasformarono quella bozza in quello che poi divenne, scegliendo l’idea allora ancora poco diffusa dell’infinite scrolling. E così da quattro anni il Post ha un contenitore per una serie di contenuti che non sono le news “da rullo” o le storie più lunghe e rilevanti, ma sono comunque cose che incuriosiscono noi stessi, colpiscono, divertono, interessano, su scale minori e spesso leggere: e dall’inizio del Post un criterio è che “se delle cose interessano a noi, dobbiamo pensare che interessino anche ad altri: e abbiamo un mezzo per raccontarle”, qualsiasi siano. Alla fine i Flashes sono davvero quella cosa là che dicemmo – “il boxino morboso del Post” – prendendo in giro quelle colonne di contenuti trash o acchiappaclick dei siti di news (ormai traboccate assai fuori dalle colonne e dai boxini). E sulla scala più piccola, riflettono la storia, le soddisfazioni e le fatiche del Post stesso: ci viene un’idea, ce la figuriamo, passa un sacco di tempo in cui la assestiamo e la costruiamo con forze limitate, e finalmente diventa esattamente quella cosa là che volevamo fosse, e funziona. Ok, forse non è andata così con tutto tutto, ma facciamo finta di niente. Coi Flashes sì.

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