Cancel culture è sempre quella altrui

Qualcuno dice una cosa normale, abituale in molti altri contesti e occasioni, insignificante, in un ambito limitato, senza che il suo dirlo abbia conseguenze negative per nessuno; ma invece qualcun altro la nota, si indigna, la prende e urla al mondo che è una vergogna, puntando il dito accusatore contro i colpevoli di quelle espressioni scandalose e offensive, e viene seguito da una marea di altre indignazioni conformiste e di attacchi che costringono il malcapitato originale a chiedere scusa e ritirare quello che aveva detto. E d’ora in poi tutti staranno attenti e ricattati, nell’uso del linguaggio.
Mi pare di avere capito sia questo quello che chiamano “cancel culture”, no?