Più galera per tutti

Oggi in risposta a una lettera a Repubblica di gente seria che si occupa di carcere, Sebastiano Messina ribadisce di volere che sia cambiata una legge che “ha permesso a uno dei massacratori del Circeo (in semilibertà) di uccidere altre due donne e all’omicida di una anziana signora (in permesso premio) di assassinare un carabiniere”.

Approfitto per instillare un dubbio nei detentori di logica spiccia come Messina: è facile verificare che ci sono reati – e anche omicidi – che vengono compiuti da persone che hanno finito di recente di scontare la pena. Finito. Liberi. Questo dovrebbe condurci a pensare che “va cambiata la legge” che stabilisce che le pene siano a termine, a discrezione dei giudici? Dovrebbe condurci a pensare che le persone debbano restare in galera in eterno per scongiurare la possibilità che compiano nuovi reati?

Naturalmente no. La legge prevede che un giudice stabilisca la pena e che un giudice stabilisca se questa pena sia diventata eccessiva. Io devo ancora capire quale limitazione del ragionamento suggerisca a Messina e a quelli come lui che un detenuto in semilibertà con due anni da scontare abbia a priori maggiori probabilità di ammazzare qualcuno dello stesso detenuto in libertà due anni dopo. E uno che ha ancora un anno? E uno che ha ancora tre giorni? Questi ragionano come se l’inclinazione ad ammazzare qualcuno fosse un tagliando del parcheggio.

Faccio un altro esempio: un detenuto finisce di scontare la sua pena di dieci anni. La sconta tutta. Esce, e dopo due settimane ammazza una persona. Avete mai visto giornalisti scatenati addosso al giudice che lo condannò accusandolo di non avergli dato undici anni invece di dieci? E se gliene avesse dati otto?

Naturalmente invece queste probabilità non sono definibili esattamente, a priori. Dipende dai casi, dai contesti, e dalle valutazioni sulle condizioni di ognuno. Valutazioni che fa un giudice, con la stessa possibilità di errore che hanno tutti i giudici (anche quelli che condannano gli imputati a vent’anni, e per cui Messina non chiede sia cambiato niente, e ci mancherebbe). E questo prescrivono saggiamente la legge e il buon senso

Repubblica

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