Il metodo Insinna

Visti anche i risultati in termini di ascolti, propongo l’applicazione del metodo Insinna su tutte le scelte a venire che riguarderanno il palinsesto Rai. Il metodo Insinna è ormai noto e insegnato nelle più moderne accademie di studi della comunicazione. Consiste nel sovvertire radicalmente una prassi consolidata nella scelta dei conduttori televisivi – prassi per cui alla conduzione del più importante programma di approfondimento si conferma Bruno Vespa, alla direzione del maggior appuntamento musicale si conferma Pippo Baudo, eccetera – con la seguente inedita idea: alla conduzione di un importantissimo appuntamento di prima serata sulla rete principale, si investe a sorpresa su una persona di promettente curriculum e dimostrate capacità, ma sotto i cinquanta, inedito in quel ruolo, e sconosciuto abbastanza da generare la domanda “Flavio chi?”. Col che si risparmiano dei soldi, si rinnova l’immagine della rete, si crea un personaggio nuovo, e alla fine si porta a casa uno share da fare invidia. Complimenti alla Rai per averlo inaugurato, ma ora non si torni indietro: il metodo Insinna si applichi sul talkshow politico serale di raiUno (un’idea: Luca Telese), sul contenitore domenicale (un’idea: Flavia Cercato), su quello del pomeriggio (un’idea: Riccardo Rossi), sull’approfondimento di attualità impegnato (un’idea: Giacomo Papi). E così via, fino alla direzione generale e al consiglio di amministrazione. Applausi.

Vanity Fair