Leggo che ieri, di fronte a una scelta liberista della UE sul pagamento dei diritti d’autore, i discografici avrebbero tirato fuori di nuovo il solito ricatto morale che “così si danneggiano i nuovi talenti”. Senza entrare nel dibattito facile sulle responsabilità reali che hanno danneggiato in questi decenni i nuovi talenti a favore delle nuove mancanze di talento, ormai sono dieci anni che lo sento dire: e non mi pare che ci manchi musica buona da sentire, anche cercando un po’ in mezzo alla quantità industriale di fuffa che la discografia butta sul mercato. Anzi, io faccio fatica a godermi le cose che escono. Un po’ più di calma ci farà bene.
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