Sulla stessa barca
Cose che penso del No Berlusconi day.
1) penso che se leggo il testo dell’appello su cui è indetta la manifestazione, non mi piace. Non parla di politica, ma ha al centro la priorità che Berlusconi si faccia processare, e usa un linguaggio travaglista e un po’ fascista sulle pretese indulgenze dell’opposizione. Sostiene superficialmente e falsamente che “la stampa estera” definisca quella italiana “una dittatura”. È insomma allineato – secondo me con maggiore buona fede – alle posizioni più giustizialiste, fallimentari e poco costruttive di un pezzo di opposizione che in questi anni ha portato a casa solo sconfitte e nessun progetto.
2) penso che, malgrado le buone intenzioni dei promotori, Di Pietro abbia fatto di tutto – ancora ieri sera a Ballarò – per spacciare la manifestazione come sua, e nessuno di loro gli ha detto di stare al posto suo, ovvero in piazza e silenziosamente. E penso che l’esibizione della testata del Fatto come primo “media partner” non deponga a favore di una apertura di vedute dell’iniziativa.
3) e penso che una manifestazione che chieda le dimissioni di Berlusconi in quanto Berlusconi non mi soddisfi. Benché sia una motivazione che valga di certo ad auspicarle, per chiederle – che è un atto politico e culturale più impegnativo – ci vuole maggiore concretezza. Almeno per chiederle io. Io non voglio che Berlusconi si dimetta perché glielo chiedo: voglio che perda il consenso democratico di cui gode e voglio lavorare per quello. Le dimissioni di un uomo che la maggioranza del paese vorrebbe tuttora a propria guida non mi sembrano un successo: mi sembrano una sconfitta doppia.
4) e però penso che qualunque manifestazione sia legittima, e se si batte per una buona causa, benvenuta. I proponenti della manifestazione vogliono un’Italia migliore e hanno individuato parte del problema. E hanno lanciato una manifestazione, non una guerra civile o un partito. La facciano, speriamo sia grande, e che aumenti la condivisione del problema e della speranza.
5) e soprattutto penso che il dovere di un grande partito di sinistra sia discutere con i suoi elettori, ascoltare le loro richieste, adattarle a un progetto e renderlo convincente. Se una manifestazione sembra un bicchiere mezzo pieno, si cerca di riempirlo: si parla ufficialmente con quella manifestazione, si fanno delle proposte, si cerca un fronte comune. Ci si va e si parla del mezzo vuoto. Non si sta a casa per via del bicchiere mezzo vuoto. Quelli sono i tuoi elettori, o i tuoi potenziali elettori: non è demagogia trovare dei punti di intesa, fare un progetto assieme. Demagogia è fingere di aderire totalmente alle sue parole d’ordine, come fa Di Pietro. Pensare che non riguardi il PD è ridicolo, e inetto. Rosy Bindi ha detto, l’altra sera, “poi però quelli che votano sono quelli che restano a casa”. Ma quelli che restano a casa non ti votano da un pezzo, Rosy Bindi. Quelli che devi convincere sono questi: quelli a cui devi spiegare cosa stai facendo per migliorare il paese e che progetti hai. Loro non sono tuoi concorrenti, sono quelli che rappresenti e che si aspettano che tu abbia delle idee. Spiegagliele. E che se ne accorgano sempre più persone, dentro il PD, rende ulteriormente ottuso l’atteggiamento “spostati-ragazzino-lasciaci-lavorare” del preteso nuovo corso del partito.
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dicembre 2nd, 2009 at 13:17
[...] (studenti, ricercatori, operai) che sabato andranno alla manifestazione del NO Berlusconi Day, espressione legittima di molti italiani. Ai piagnistei di certi ex dirigenti (che poco hanno fatto nel cambiare le cose [...]
dicembre 2nd, 2009 at 23:49
[...] A completare le parole del nonno, sul blog di Luca Sofri è uscito un interessante articolo. [...]
dicembre 3rd, 2009 at 04:18
[...] Wittgenstein – Sulla stessa barca (No Berlusconi Day) [...]
dicembre 3rd, 2009 at 08:01
[...] Sulla stessa barca Luca Sofri (tags: letture politica) [...]
dicembre 3rd, 2009 at 09:07
[...] Sulla stessa barca | Wittgenstein Quello che dico ormai da settimane sul No Berlusconi Day. Ma meglio (tags: No-Berlusconi_Day 5_dicembre) [...]
dicembre 4th, 2009 at 10:14
[...] la manifestazione di iniziativa popolare che chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi. Luca ha riassunto nei giorni scorsi una serie di motiivazioni che sono in gran parte anche le mie sul NoBday ma non [...]
dicembre 5th, 2009 at 01:17
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dicembre 5th, 2009 at 01:50
[...] Io ci vado, anche se molte cose del lato organizzativo mi restano oscure e sia d’accordo con quanto scrive Luca [...]
dicembre 5th, 2009 at 19:15
[...] spiego, seguitemi. E’ vero, come dice Francesco muovendo dalle parole di Luca, che, se il punto è cacciare Berlusconi, è anche vero che lui non si deve dimettere sol perché [...]
dicembre 9th, 2009 at 08:43
[...] Magari non condivido al 100% l’appello, ma spero (come altri blogger che leggono abitualmente: Luca Sofri, Massimo Mantellini, Pippo Civati) che la manifestazione riesca, sia ricca e piena di gente, [...]