Posizioni forti in politica estera

Due giorni che leggo pagine sulla riunione di Confindustria e dell’intervento di Berlusconi e non riesco a convincermi che niente di quello che vi è avvenuto sia una notizia: ma forse sono io.
Poi oggi ho visto sul Giornale – solo sul Giornale, che peraltro lo tratta come una barzelletta – un resoconto che in un altro paese dell’Occidente impegnato sul futuro ambientale sarebbe da prima pagina: il capo del governo dichiara che “non ci sono pericoli sul riscaldamento climatico” e che nelle discussioni con i paesi amici “noi siamo molto più scettici sul fatto che ci sia un’incombenza così forte”.
Magari ha ragione, va’ sapere: sarei anche rassicurato, da cittadino.
Da giornalista registro che l’Italia ufficialmente non ritiene il riscaldamento climatico sia un problema. Notizia, no?

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12 commenti su “Posizioni forti in politica estera

  1. bstucc

    Secondo Al Bore, il riscaldamento (ovviamente antropogenico) “globbbale” avrebbe dovuto -sua previsione del 2006- far aumentare il livello dei mari di 6 metri in 10 anni. Sono passati 4 anni, quindi dovremmo avere un livello più alto di 2,4 metri. Ho telefonato ad amici in Bretagna e a Genova. A loro non risulta.

  2. Callo

    ma che ragionamento è? aspetti che ti esploda il mondo sotto i piedi prima di fare qualcosa?
    meglio prevenire che curare, si dice, e io concordo pienamente

  3. bstucc

    Calma Callo, ammesso che esista, il pericolo non e’ cosi’ incombente. E, tanto per gradire, negli ultimi 10 anni il riscaldamento e’ in calo.
    Mai sentito parlare di “climategate”?

  4. Callo

    se serve una mega bufala che prevede la distruzione del mondo a causa del riscaldamento globale a far svegliare gli abitanti di questo mondo e a fargli cercare modi meno inquinanti dei combustibili fossili di produrre energia, allora sono disposto a crederci :)
    il fatto che il pericolo non sia incombente non mi pare una buona scusa, i nostri padri non hanno ritenuto così incombente il problema dei rifiuti, e ora ci troviamo a dover in un qualche modo riparare a questi sbagli, io preferisco lasciare il mondo migliore di come lo ho trovato (citando Baden Powell)
    Se negli ultimi 10 anni il riscaldamento è calato la cosa mi fa solo piacere, ma non vedo perchè diminuire gli sforzi per annullare totalmente il rischio :)

  5. piccoloaiutantedibabbonatale

    Secondo me c’è un gran pasticcio generale.
    Faccio bene ad ascoltare i Creedence ed a fregarmene.
    Però mi fa ridere vedere come ogni argomento è utile per spaccarsi in due.
    Che sia Dio, il riscaldamento globale, l’aborto, Darwin, la guerra, la pena di morte, calciopoli, i “pretipedofili”….
    Non ci sforziamo neanche di ascoltare, ci vomitiamo addosso la nostra versione dei fatti in maniera acritica, depensata.
    E’ come se esistesse un prontuario per stare di qua ed uno per stare di là: non lo so, ma vi accorgete che a volte assumiamo una posizione più per inerzia che per convinzione?
    Da una parte all’altra si tira la gicca alla scienza per sostenere ciò che giustifica la propria tesi.
    Non so di chi sia la colpa, e non so nemmeno che abbia iniziato per primo, però alla fine i conti non tornano.
    E se avessero ragione tutti e due: se l’aborto fosse una pratica da considerare sostanzialmente irrinunciabile, ma nei fatti obrobriosa?
    E se il mondo non si stesse trasformando in un forno a micro onde, ma è comunque giunto il momento di darsi una regolata?
    E se Darwin avesse avuuto una delle pensate più geniali della storia dell’umanità, ma oggi da sola non basta a spiegarci tutto?
    Poi, a latere, andrebbe fatto un discorso su scienza e natura.
    Rispetto della natura (quindi no aborto, no emissioni, no guerra…) o controllo sulla natura da parte della scienza (quindi si aborto, si alla eutanasia, si alle centrali nucleari…)?

  6. bstucc

    Baden Powell. Buon dio! Un altro pedofilo. Facciamo un sforzo, cerchiamo qualcuno di più citabile, dai!

  7. Callo

    poveretto baden powell non mi ricordo fosse un pedofilo O_o
    comunque non c’è bisogno di citare nessuno per capire che l’energia solare è ambientalmente meno dannosa dei combustibili fossili e che la raccolta differenziata aiuta a sfruttare meno il nostro povero pianeta
    @ilpiccoloaiutantedibabbonatale: hai ragione, ma che il nostro mondo diventi o meno un microonde, il cercare di passare a energie rinnovabili e praticare il riciclaggio non mi sembra così malvagio

  8. Pingback: Links for 12/04/2010 | Giordani.org

  9. Denis Brandolini

    Il riscaldamento per effetto antropico è un fatto; che poi i danni non siano a breve termine è tanto noto quanto preoccupante. Preoccupante perché l’uomo non è solito agire finché non sbatte il muso nei problemi, ma in questo caso l’enorme inerzia del sistema farebbe sì che quel momento sarebbe troppo tardi per fare qualcosa. Se poi vi piace l’idea di lasciare danni incalcolabili ai vostri figli solo per godervi oggi il macchinone e la vacanza in luoghi tropicali, amen: verranno a chiedevene il conto.

    Tirare il ballo il “climategate” comunque non è senso: si è trattata di una colossale idiozia per eccesso di zelo. Il loro sciocco obiettivo era non dare alcun appiglio a quei quattro gatti in malafede – e fuori dalla comunità scientifica – che continuano a negare l’evidenza solo per i suddetti interessi a breve termine, dimenticando però che nella scienza stessa non c’è censura e le cose girano comunque.

    Oramai il danno è fatto e l’imbecillità dei media già ha lasciato passare il messaggio “climagate = il riscaldamento è una bufala”, nonostante sarebbe come dire che non è esistita la seconda guerra mondiale solo perché i racconti della stessa sono un po’ troppo dalla parte dei vincitori…

  10. piti

    > piccoloaiutantedibabbonatale

    Hai ragionissima.

    Però hanno cominciato loro. Davvero.

  11. Pingback: La moralità del riscaldamento globale | Wittgenstein

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