The trouble with Nicole

Ma cosa vuol dire questa improvvisa perentoria insistenza di Alfano e Berlusconi sulle dimissioni di Nicole Minetti? Non è una domanda retorica, mi chiedo davvero quale argomento venga presentato pubblicamente a sostegno di questa richiesta: è chiaro che di argomenti concreti ce ne potrebbero essere molti, ma nessuno può essere coerentemente sostenuto dalla leadership del PdL. Dire che Minetti è inadeguata significherebbe ammettere che fu candidata per ragioni diverse dalle sue qualità politiche, visto che queste non sono diminuite da allora. Dire che le controversie giudiziarie che la riguardano e le accuse contro di lei rendono inopportuno il mantenimento della sua carica equivarrebbe a dire che si deve dimettere anche Silvio Berlusconi da parlamentare, vista la stretta correlazione delle accuse.

Non potendo il PdL ricorrere a nessuna di queste obiezioni – a differenza di noi umani – dovrebbe cercare argomenti più generici: ma Minetti è stata eletta democraticamente come i suoi colleghi, ed è piuttosto assidua alle sedute del Consiglio.

Insomma, la richiesta di dimissioni sembra generare alcune contraddizioni interne: candidamente e seriamente, ad Alfano viene da chiedere: “perché?”. Ci faccia sapere che siam curiosi.

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21 commenti su “The trouble with Nicole

  1. pablito

    di sicuro non ti risponde , quindi fai funzionare il cervello ,analizza casi analoghi della storia che conosci,
    ad esempio vai a vedere Mata Hari !

  2. bobryder

    Il discorso sulla Minetti (fatte le dovute differenziazioni) a me ricorda il caso Lusi (è un mio parere, non condiviso dai magistrati, che evidentemente hanno basi su cui fondare le loro decisioni):a pagare alla fine è un soltanto.Ma la differenza più importante è che nell’affaire Minetti,a decidere chi è “più uguale degli altri” non è stato(non ancora, almeno) un magistrato ma piuttosto il padre-padrone del pdl che, detta prosaicamente, beccato con il sorcio in bocca, ha deciso che la donna(che tra l’altro difese,via telefono, in quanto degna persona a “L’infedele”, poco più di un anno fa) che siede nel consiglio regionale lombardo non è più meritevole di quello scranno.La ragione è semplice e la troviamo negli stessi motivi che hanno portato l’ex premier a ridiscendere in campo: salvare il partito.Non il bene comune,non la sconfitta della Crisi, ma salvare il partito(dire salvare mè stesso sarebbe stato troppo sincero, perfino per un gaffeur-programmato però-come Berlusconi).E per salvare il salvabile di quanto resta del pdl,occorreva(e occorre) una vittima sacrificale.La mossa, sicuramente ipocrita, è pero perfettamente comprensibile.Tirare poi in ballo Alfano lo trovo abbastanza vano: da che mondo e mondo le teste di legno non hanno autonomia cerebrale, e quindi decisionale.A meno di non credere nelle favole: eh già,che di un grillo parlante davvero coscienzioso il partito delle libertà(in attesa di restyling denominativo) avrebbe un gran bisogno.I prestanomi sono nati per tacere o per assentire.

  3. bobryder

    Non so se l’espressione “ridere(anche se amaro) a crepapelle” ha ancora una sua valenza.Beh, se collego alla richiesta di dimissioni della Minetti le domande retoriche: e Formigoni? e Verdini?, allora si,RIDERE A CREPAPELLE,ha ancora una sua valenza.

  4. clarenza

    semplice: misoginia

    ovvero: usare una donna, farle credere di essere una regina, e poi buttarla via come uno straccio vecchio.

    mi auguro che Minetti in questa occasione dia il peggio di sé.

  5. whiteyes

    Un’operazione di facciata; nascondere un pò di polvere sotto il tappeto, in nome del nuovo look Monti-style che fa tendenza.
    Non avrebbe dovuto avere alcun ruolo politico nel nostro paese, come molti altri (parlamentari e non) del resto.

  6. wiz.loz

    @clarenza: triste verità. Devo dire che un po’ mi sento solidale con la Minetti.

  7. whiteyes

    Sarò un fesso ma, se mi proponessero da un giorno all’altro di entrare in un Consiglio Regionale mi farei un esame di coscienza sulle mie capacità, competenze e attitudine, e alla fine direi: No grazie.
    La Minetti, o qualunque altro nominato, si sarà mai messa seriamente in discussione? Non facciamone una questione di discriminazione di genere. E’ diventata, mettendocene parecchio del suo, un caso mediatico imbarazzante.
    Resta comunque un’operazione di facciata.

  8. fausto57

    Qualche commentatore precedente ha provato a dare la propria risposta alla domanda posta da Luca. Ma a ben vedere è andato fuori tema. Mi spiego: ha risposto alla domanda “secondo voi perché Berlusconi e Alfano insistono così tanto nel chiedere le dimissioni della Minetti?”. Però la domanda di Luca è un’altra e precisamente “Secondo voi quale palusibile ragione potranno PUBBLICAMENTE sostenere Berlusconi e Alfano per chiedere le dimissioni della Minetti senza sputtanarsi altrettanto pubblicamente?”. Forse, dico forse, sono stato bravo a capire la domanda di Luca. Però io una risposta non ce l’ho, resto in attesa degli eventi.

  9. clarenza

    ieri, all’Intervista di Maria Latella, alla domanda se ritenesse che dovesse dimettersi, Alfano ha risposto con un monosillabo: sì.

    spiegazioni plausibili da esprimere pubblicamente non ne hanno.

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  11. giaimeddu

    Non so che scusa potranno trovare. Non credo che ce ne siano di plausibili, visto che la nostra è sempre stata ligia alla disciplina di partito e le motivazioni che l’hanno portata in Consiglio Regionale in Lombardia non sono certamente politiche. Poi non so, ho come l’impressione che ci sarà da ridere…

  12. francix

    Ciao Luca, anch’io ho pensato immediatamente a quello che hai scritto tu. Ciò che mi ha stupito è la totale indifferenza da parte dei giornalisti coinvolti, sull’approfondire la notizia. E’ calato come una sorta di giudizio divino, inappellabile. Da questo momento (non si sa perchè) la Minetti non è più degna. Un cattivo retropensiero scatta nelle menti più subdole, ma non è il caso di esplicitarlo… La cosa grave è la supposta (ehm…) strategia che ci sta dietro (ehm…). Cioè la ricerca di una nuova verginità (ancora ehm…). Ma davvero, ancora una volta, pensano seriamente di riuscire nell’intento? Questa volta non mi sembra possibile…

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  14. frap1412

    Che strano paese, il puttaniere chiede alla puttana di dimettersi; la domanda quindi é : é più colpevole chi paga o chi si fa pagare….

  15. rafeli

    Pensato la stessa identica cosa. Però la spiegazione potrebbe essere più semplice: Alfano preso alla sprovvista non ha pensato prima di parlare. Rispondendo “Si” infila in un cul de sac, ma sul momento non se ne deve essere reso conto. Se fosse stato avvertito della domanda, si sarebbe preparato ed avrebbe gettato del fumo negli occhi per esempio affermando che “noi non chiediamo…” oppure “sta alla coscienza di ognuno valutare…” oppure “nessuna accusa è stata ancora dimostrata” etc etc. Tanto di cappello alla giornalista che è stata volpissima ponendo la domanda con un “mi dica Alfano: Sì o No?”

  16. bobryder

    Francamente trovo disgustoso che nel Pdl non trovino la forza morale(sic) di mettere politicamente da parte personaggi come Formigoni o Verdini e si accaniscano con “l’ultima ruota del carro”.Dovrebbero fare mea culpa e dire: abbiamo sbagliata a metterla lì,ma visto che è stata votata credo che non sia giusto trombarla(senza malizia).Che è poi lo stesso discorso che andrebbe fatto per gran parte della classe dirigente italiana(sopratutto del pdl).Tra l’altro,chiedendo a Nicole il fatidico passo indietro,il partito del(ex?)caimano smentisce anni, anzi decenni, di rapporti con la giustizia basati su vittimismo e dietrologia.Però,secondo me, tutti questi ragionamenti sono fatti dalla “nostra” ottica di ESTERNI al pdl,perchè chi ha fatto tale richiesta ha ragionato in modo più semplice e diretto: occorre una (politicamente parlando) vittima sacrificale da immolare sull’altare(già abbastanza screditato e consunto) della presunta moralità ritrovata del pdl(o quel che sarà).Se Nicole Minetti non fosse finita sotto processo, i probiviri del partito e LUI(Alfano conta niente) non avrebbero mai avuto nulla da ridire sul fatto che una ballerina di italia uno(colorado cafè) venisse a rappresentare la regione Lombardia.E questa è la cosa davvero grave e stucchevole.Alla fine la Minetti si dimetterà(c’è anche assonanza) e il pdl strombazzerà la sua purezza su tg nazionali e giornali vari.Se gli italiani abbocchino,poi,lo sapremo solo verso la metà del prossimo aprile, magari tra un programma di varietà e l’altro,senza soluzione di continuità e con qualche omogeneità di palinsesto.

  17. ipponax

    “Mi dica Alfano: Sì o No?”
    E dopo: “Perché”?
    E dopo ancora: “Perché è stata candidata”?
    Allora sì che avrei riso di gusto…

  18. lorenzo68

    @LUCA

    Confesso che c’era un po’ di retorica nella mia domanda.
    Un po’ come le affermazioni alla Build del ‘principale’ di Alfano e subito smentite dietro al canonico equivocando.

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