Straw man!

Che cos’è lo “straw man argument” ( o “straw man fallacy”)  andrebbe spiegato ogni giorno, quindi mi permetto di farlo di nuovo malgrado qui se ne sia già parlato altre volte: andrebbe spiegato ogni giorno perché gli americani gli hanno dato un nome che da noi non c’è, e perché è un elemento centrale degli inganni dialettici contemporanei, nella politica e nel discorso quotidiano (che inganni ne conoscono moltissimi, ci vorrebbe un buon manuale).

Uno “straw man argument” è una tesi che una parte in una discussione attribuisce all’altra parte, malgrado quest’ultima non l’abbia sostenuta: la tesi è una forzatura volutamente e palesemente assurda, sciocca o falsa, in modo da essere facilmente contraddetta. Esempio: io dico che bisogna abolire la caccia e tu mi rispondi che sono un pazzo perché se i bambini non mangiano mai carne non crescono sani. Io non ho mai sostenuto che i bambini non debbano mangiare la carne, ma tu mi hai attribuito questa opinione e io ora dovrò affannarmi a dire che non è vero, ripartendo da un passo indietro.

Questo trucco è abusatissimo, come dicevo e come avrete presente, e funziona sempre: costringe l’ingannato a una smentita che suona sempre debole, o irritata (e lì parte un altro trucco da bambini: “ah, ti irriti, allora è vero!”). Che gli abbiano dato un nome è una cosa buona perché permette, una volta che sia noto e condiviso, di definirlo e smontarlo immediatamente: “straw man!“. Un caso particolarmente frequente che merita il timbro “straw man!” di questi tempi (in realtà ho già provato a parlare pure di questo) è la tesi attribuita – a chi chiede rinnovamento nella politica italiana e in generale nelle classi dirigenti – di volere invece banalmente “eliminare i vecchi e far posto ai giovani”: una schematica sostituzione basata sull’età. Che solo uno scemo sosterrebbe, in questi termini (un effetto accessorio e ulteriormente sgradevole di molti straw man arguments è che implicano che chi ne fa uso pensi di essere l’unico intelligentissimo e/o che l’interlocutore sia cretino).
E così, mostrando ogni volta dei facili e ovvi esempi di giovani cretini e vecchi saggi e capaci, gli utilizzatori dello SMA pensano di smontare le proposte di ricambio e rinnovamento. Naturalmente, qua stiamo dicendo tutti un’altra cosa: stiamo dicendo che vanno sostituite le persone che si siano mostrate inadeguate o perdenti in certi ruoli, come quando si cambia un allenatore, per quanto stimabile sia. E che per come si è fossilizzata la politica italiana, i dirigenti sono spesso piuttosto maturi e quindi si dà il caso che la maggior parte di coloro a cui si chiede spostarsi non sia giovanissima, e che la gran parte di chi ha partecipato al percorso che ci ha portati dove siamo oggi – favorendolo o cercando invano di contrastarlo – sia inevitabilmente da definire sconfitta o inadeguata alla costruzione di un diverso domani.

Certo, io penso ancora che – a parità di altre qualità; ripeto: a parità di altre qualità – una persona di trent’anni abbia maggiore percezione del presente e della realtà corrente, e maggiore interesse e attenzione al futuro, di una di sessanta o settanta. Ma solo a parità di altre qualità. Ma soprattutto, penso, e chiedo sia discusso questo, che squadra che perde si cambia. E su questo fu chiarissimo lo stesso Matteo Renzi, già due anni fa.

“Non ho nulla di personale contro D’Alema, Bindi, Veltroni e gli altri: ma non ce l’hanno fatta”

Se i contestatori di questa richiesta di ricambio vogliono obiettare a questa considerazione, sono benvenuti. Se non sono in grado, non si attacchino allo straw man dell’età.

Altre cose:

35 commenti su “Straw man!

  1. bgeorg

    il “nome che da noi non c’è” è ovviamente “argomento dell’uomo di paglia”; si dice così dal Medioevo quindi l’originale è molto probabilmente in latino (ci sono dispute su questo, ma di sicuro non sono stati gli americani) e le premesse sono in Aristotele.
    poi ci sarebbe il fatto che renzi fa le primarie le fa contro bersani. i dirigenti “in età” che si vuole rottamare non sono però “la squadra di bersani” (molti di questi dirigenti manco lo appoggiavano bersani quando corse da segretario, anzi erano suoi oppositori, “renziani inconsapevoli” e comunque non sono primarie di partito che riguardano assetto interni); la squadra di bersani è fatta invece da altri, spesso anche giovani. quindi l’argomento contro quei dirigenti appare come un grosso “straw man argument in action”, per così dire, o un tentativo di inquinare i pozzi, spostando l’attenzione da ciò che effettivamente lo divide da bersani – un programma più centrista, forse non così elettrizzante per gli elettori in cerca di gran cambiamenti – a ciò che in sé nemmeno riguarda direttamente la contesa con bersani, tentando così, personalizzando lo scontro, di associare l’avversario a quelle figure presentate come emblema di ogni fallimento (tutta gente che è stata al governo più volte, peraltro, quindi anche il “non ce l’hanno fatta” è giudizio da rotocalco o da bar più che da politico). per restare in tema calcistico è un pallone calciato in tribuna.

  2. Broono

    https://www.youtube.com/watch?v=ebJj4qET0JU
    Presentazione del libro “Fuori!” a NDP di Piroso.
    3:45″ – ” Fuori una generazione che ha già fatto quello che doveva fare”

    Vediamo se ho capito il senso del post.
    Sostenere che l’utilizzo del termine “generazione” al posto di persone che si siano mostrate inadeguate o perdenti in certi ruoli sia sintesi di una schematica sostituzione basata sull’età. Che solo uno scemo sosterrebbe significa rispondere alla domanda del post con uno SMA?

  3. amaryllide

    condivido il discorso di bgeorg. Ognuno ha la retorica che si merita, se Renzi dice una bugia comprovata dai fatti, ovvero che i “vecchi” hanno fallito, dopo che sono riusciti a portare la nuova versione di un partito che due terzi degli italiani non hanno mai votato al governo per ben due volte.
    Al contrario, chi ha fallito è chi nel suo piccolo ha fatto peggio di chi l’ha preceduto, visto che è crollato dal 109.000 voti di Domenici ai 97.000 suoi. Un fallimento doppio se si considera che Renzi persevera nella pretesa veltroniana dell’autosufficienza del PD, che da solo non vincerà mai (e su questo punto D’Alema sarà cinico, ma avrà ragione da qui all’eternità, ed è da gaglioffi accusarlo di essere stato antipiddino perchè anzichè parlare per slogan guarda alla realtà dei numeri, che dicono che un partito di sinistra di massa, si chiami PCI, PDS, DS, PD, più di un terzo dei voti non l’ha mai preso)
    E’ già grave continuare una linea politica che ha regalato a Berlusconi la più ampia maggioranza della storia repubblicana, farlo senza aver mai dimostrato di essere in grado di allargare l’elettorato di quel partito, anzi, scegliendo deliberatamente di spaccarlo in due e creando tensioni interne che porteranno a perdere sicuramente voti (conosco personalmente più di un elettore “dalemiano” che dice che se vince Renzi non voterà più PD, e viceversa più di un “renziano” che non voterà PD se vince Bersani), vuol dire lavorare per tutti quei signori che hanno i forzieri alle Cayman, che siano commensali milanesi o di Arcore…

  4. amaryllide

    la prima frase è incompleta…”se Renzi dice una bugia ecc.ecc., si merita di essere preso a colpi di straw man. Finchè il 100% dell’elettorato non sarà in grado di riconoscere da solo le bugie, e quindi di squalificare automaticamente chi basa la sua propaganda su di esse, ai bugiardi non sono dovute risposte oneste. Se si vuole boxare, ci sono delle regole, se inizi mordendomi l’orecchio ho il diritto di darti un calcio nelle parti basse”

  5. Baykal

    Mi sembra quindi di capire dai commenti precedenti che i 20 anni di berlusconismo non siano anche responsabilità di una classe dirigente (generazione? poco importa, in questo caso i 2 termini coincidono) di sinistra (di sinistra? Binetti, Bindi, ecc.) che non ha saputo contrastare Berlusconi ma nemmeno governare quando ne ha avuto occasione. Si, è vero, hanno anche vinto, ma non certo per merito di quella classe dirigente litigiosa, ma solo perchè hanno trovato un nome, Prodi (che per certi versi tanto assomiglia a Renzi, vista la sua capacità di attrarre voti dal centro), che li ha fatti vincere. Salvo poi affondarlo appena possibile. E non si titri in ballo che Prodi l’hanno fatto cadere Bertinotti o Mastella, perchè la litigiosità di quella classe dirigente è stata il motore di tutte le crisi del centro-sinistra. Mi si dice che bisogna far vincere la “sinistra” di Bersani (che personalmente reputo un buon politico, onesto e anche capace, ma non reputo in grado di guidare il paese), per potersi alleare con Casini ed andare al governo. Bene, così finalmente potremo realizzare tutto quello che non abbiamo realizzato in passato, quando di Binetti ne avevamo una sola, mentre con Casini ne avremo a decine. Mi sembra una buona idea. Buona fortuna

  6. uqbal

    Concordo con Sofri e con le considerazioni di Baykal ad Amaryllide. Dopo vent’anni di berlusconismo, di gioiose macchine da guerra, di Gargonze e robe varie, imputare a Renzi la perdita di 10.000 voti a Firenze è farlocco.
    .
    Faccio un’osservazione a latere che forse c’entra cmq con lo SMA. Ogni volta che si parla di rottamazione, si imputa a Renzi di voler togliere ai “vecchi” un ruolo che invece spetta loro e a cui loro hanno diritto. Sembra quasi che Renzi voglia rubargli qualcosa, come se si trattasse dell’ultimo pasticcino a tavola e fosse necessario capire chi se lo merita. E quindi il discorso si sposta immediatamente (SMA) sul: “Ma che diritti vuoi accampare tu? Ma che argomenti hai per dire che i “padri” dovrebbero vedersi togliere un pasticcino che loro pensano gli spetti?…sei giovane, il mondo è grande, non ci sono altri pasticcini? Questo lasciaglielo!”.
    E invece non è questo il punto. I “padri” sono più simili agli autisti di un bus che è andato fuori strada tre volte negli ultimi dieci chilometri. Vero, lo hanno sempre guidato, e sono sempre stati molto dignitosi, e ci si impegnano molto. Però il problema rimane: l’autobus va in giro per portare la gente a destinazione, non per far divertire gli autisti. Se i passeggeri si accorgono che le cose vanno male, hanno perfettamente diritto a chiedere un altro autista, nonostante quelli attuali siano persone degnissime: perché bisogna pensare ai passeggeri, non ai guidatori.
    Nel Paese in cui le scuole sono a misura di insegnante, in cui i treni funzionano per i ferrovieri, gli orari dei musei sono pensati per i custodi invece che per i visitatori, e la politica è pensata per i politici, questa non è una cosa banale.

  7. bgeorg

    state facendo un discreto numero di sma, come vi piace dire, non so se ve ne rendete conto. proviamo a dirlo con un linguaggio più adeguato: al di là del giudizio politico sul ruolo del centrosinistra negli ultimi 20 anni, e sulla capacità dei singoli, questo con le primarie di renzi contro bersani (nella cui squadra militano più orfini e fassina che non Bindi fioroni o Veltroni e persino D’Alema) “che c’azzecca”? (poi sì, il giudizio storico che si concentra sui singoli fa molto sussidiario di scuola media e le conclusioni stile “non hanno contrastato Berlusconi” esprime una concezione della lotta politica molto sportiva ma assai poco legato alla realtà: quel blocco sociale aveva governato anche nella prima repubblica e averlo contrastato a volte con efficacia inventandosi nuove strategie – unità tra sinistra e cattolici su posizioni moderate ad es – pur in un momento in cui quello si saldava con un potere economico e mediatico sterminato non è poi stato così una merda. ma di nuovo: che c’azzecca tutto ciò ad esempio con fassina che quella linea politica la vuole in molti punti archiviare?)

  8. reta

    ma caro signor sofri, è stato il suo amico renzi che usando la parola rottamare ha fatto di ogni erba un fascio. è lui che chiaramente deve spiegare ogni volta.

  9. uqbal

    bgeorg

    Non mi dire…”Straw man sarete voi!”…quanto tempo ti ci è voluto per elaborare questo po’ po’ di risposta?

    In ogni caso, c’entra tutto: le primarie servono per decidere se tenerci l’attuale classe dirigente oppure se cambiarla. E come facciamo a decidere se cambiarla? Da una parte analizziamo chi si propone come alternativa, mentre dall’altra ci facciamo una semplice domanda: “Beh, come hanno governato in questi 20 anni gli attuali dirigenti? Bene? Male? Vogliamo continuino?
    Per quanto mi riguarda, sì, è stato una merda, per tante ragioni, non ultima il fatto che lo strapotere berlusconiano è dipeso anche dall’incapacità della sinistra di affrontarlo politicamente (sconfiggendolo definitivamente nelle urne -non vincendo di poco e poi facendo cadere il governo) e istituzionalmente (conflitto di interessi). Certo, uno che parte dal presupposto che quel “blocco sociale” fosse quasi imbattibile si accontenta di tutto…

    Fassina c’entra perché la sua idea è che per superare gli anni ’90 bisogna tornare agli anni ’70. No grazie.

    Io nelle primarie ci vedo questo. Tu?

  10. paolofantin

    Caro Luca, la raffinatezza di questo tuo intervento conforta e conferma la mia abitudine a leggerti. La rottamazione renziana, però, è, come da lui ammesso, un argomento “volgare”, un acceleratore di visibilità rozzo e grezzo ma che gli è stato utile. Tornare indietro, ora, gli sarà faticoso. Sarà il “rottamatore” per sempre? E se perderà, come spero, le primarie, sarà lui il “rottamato”, così giovane e aitante?
    Bindi, D’Alema, Veltroni, Bersani & C. non ce l’hanno fatta a fare cosa? Se Renzi vincerà le primarie e poi le elezioni del 2013, non sarà anche e proprio in funzione del fatto che queste persone hanno portato il PD ei i suoi alleati alla possibile vittoria? In fondo, credo che Renzi sia nel PD solo perché ha valutato che in Toscana non si può prescindere da esso per puntare al potere, il vero e unico suo obiettivo.

  11. gfranco

    la noia totale poi subentra una buona dose di irritazione. così alla fine ho non guardi più i telegiornali (o quotidiani) oppure entri nella fase della totale indifferenza per assuefazione da: lui ha dichiarato che, quell’altro ha risposto che, e lui ha contro dichiarato che. il tutto moltiplicato per quanti sono i “giocatori in campo” ( e che per fortuna qualche “squadra” negli anni è stata eliminata…). E ovviamente “sostenendo” tesi tipo: ho sentito dire, che quel giornale ha scritto, che quello è andato a mangiare con un amico dell’amico di un ladro di polli. E via ore di teorie. Francamente non se ne può più (già da qualche lustro…). Io capisco che non sia facile riempire i giornali e i tg e talkshow e che bisogna vendere, però anche no. Negli USA esiste un’altra parola che io amo molto e che qui non sento dire mai. “no comment”. cioè non è che devo per forza risponderti (e alla meno peggio inventarvi delle cose pur di argomentare su una materia che non conosco ) a domande “stupide” che niente hanno a che fare con il mio lavoro. Insomma se proprio devo dire “cazzate” meglio se sto zitto. E viceversa. Concludendo (per amor di causa): matteo lascia perdere, come giustamente hai detto diverse volte, non ti curar di loro, ma dei programmi e dei fatti. Confrontatevi su contenuti anche “con fervore” ma lascia perdere certi show e gossip da “hai cominciato tu”…. (in questo grillo un po ragione c’è l’ha).

  12. Luca

    @reta: obiezione estranea al presente discorso: “rottamare” (termine il cui uso ho già commentato) non allude a una questione di età più di quanto alluda a una questione di responsabilità e capacità.

  13. gfranco

    ps. aggiungo.
    non sono un “tecnico” o “importante osservatore politico” ma credo che si possa discutere quanto si vuole (sulla forma) ma in “sostanza” (ed quello che per me conta) alla fine la “campagna rottamazione” sta portando i suoi effetti. Era mai successo prima? Per me questa è una già una vittoria. buona giornata!

  14. tanogasparazzo

    Sono giovane sono mediano sono anziano, sono infine un elettore. La rottamazione, spacchettando la parola in due parti si trasforma in “Rotta” che poi in seguito togliendo una gamba alla “M” ovvero i burocrati dello stato dai stipendi vergognosamente alti. Si forma per ovvietà la parola:”La Rotta della Nazione Italia” Dopo che finirà il governo del Amministratore Delegato Italia Monti, messo per volontà degli azionisti partiti sia di destra che di sinistra, sistemi organizzativi traversati nel loro interno, e quindi contaminati, da faccendieri, finanzieri con passaporti di paradisi fiscali, oppure residenti all’estero senza pagare una goccia del loro salario in patria. Si spera che io giovane io mediano, oppure anziano, rompano definitivamente “SMA”nel 2013, prima nelle primarie.. poi quello vero la prova del nove nella cabina elettorale.

  15. bgeorg

    uqbal, “c’entra tutto” è un buon modo per aggiornare il termine benaltrismo riferito alla discussione presente. no, non c’entra tutto. c’entra solo l’argomento della trave nell’occhio dell’uomo di paglia.

  16. ilbarbaro

    Suggerisco la lettura dell’articolo di Massimo Mucchetti su Renzi, sull’inserto Sette del Corriere della Sera di ieri. Sì, lo so, è vecchia stampa cartacea, e qui son tutti giovani, così giovani che si gioca col trenino virtuale, ma che volete, ho una certa età e sono in Rete solo dalla sua nascita.
    Forse si potrebbe riprendere anche la lettura di un articolo su nativi digitali e immigrati digitali che dice di come i primi, incapaci di adattarsi, come i secondi, alle nuove tecnologie, ne saranno distrutti.
    Il problema di fondo resta: una cosa è chiedere a persone (indipendentemente dall’età) che hanno fallito di farsi da parte, assumendosi il rischio di non fare meglio e l’impegno, in questo caso, di farsi da parte a propria volta, un’altra pretenderlo come un diritto generazionale, per di più con un’arroganza che già espone al sospetto e fa dubitare di essere in possesso delle richieste capacità.
    Il mandato da sindaco di Renzi non è ancora scaduto e il bilancio fin qui non è certo positivo. Quello come presidente della provincia nemmeno, anzi. La leggerezza di certe affermazioni, anche e soprattutto in materia di economia, con relativo sostegno fa il resto.
    Se, poi, anche questi sono SMA, allora ditelo e torno ad ascoltare Houses of the Holy.

  17. antopicci84

    @amaryllide @Paolofantin; Per valutare il fallimento o meno dell’attuale classe dirigente usate gli stessi parametri di d’Alema (abbiamo portato per la prima volta la sinistra al potere e bla bla bla). Vi è mai venuto in mente che governare non è un fine ma il mezzo per cambiare il paese?
    Ora a chi dice che la nomenklatura Pci-Ds-Pd non ha fallito vorrei ricordare un paio di cose:
    – Non c’è stato nessun ventennio berlusconiano, come spesso di dice: negli ultimi 3 lustri la sinistra ha governato per 7 anni, Berlusconi per 8: questo è un fatto.
    – I 7 anni di centrosinistra sono stati un fallimento tanto quanto gli 8 di centrodestra, tanto è vero che quando i vari d’Alema si trovano a giustificare il loro operato le frasi di rito sono: abbiamo abbassato il debito pubblico, portato l’Italia in Europa.
    – Entrambe le giustificazioni di cui sopra sono solenni sciocchezze: basterebbe leggere un grafico per rendersi conto che il debito pubblico è sceso anche quando governava Berlusconi, per poi esplodere nel 2009, causa crisi. Per quanto riguarda l’ingresso in Europa stendiamo un velo pietoso: siamo la terza economia del continente.
    – Ricordate qualche riforma incisiva ed equa fatta dai vari governi di sinistra, in materia di giustizia, burocrazia, mercato del lavoro etc? Io no, anzi.
    – A me sembra invece che la sinistra contribuì in maniera determinante a creare il dualismo del mercato del lavoro che oggi fa finta di combattere indignata (pacchetto Treu, al governo c’erano anche i comunisti); ricordiamo pure la sciagurata riforma delle pensioni da 9 miliardi del governo Prodi.
    Peraltro, e qui chiudo, se il governo Prodi non fosse caduto a causa di quelle penose alleanze, sarebbe rimasto in carica fino al 2011, con buona pace del così detto ventennio.
    Mi fermo qui, mi chiedo come faccia qualcuno a non reputare un fallimento quanto sopra, solo perché, viva Dio, dopo 50 anni, “la sinistra è andata al potere”.

  18. Epicuro

    “Uno “straw man argument” è una tesi che una parte in una discussione attribuisce all’altra parte, malgrado quest’ultima non l’abbia sostenuta: la tesi è una forzatura volutamente e palesemente assurda, sciocca o falsa, in modo da essere facilmente contraddetta. […] Questo trucco è abusatissimo, come dicevo e come avrete presente, e funziona sempre: costringe l’ingannato a una smentita che suona sempre debole, o irritata (e lì parte un altro trucco da bambini: “ah, ti irriti, allora è vero!”)”
    Un altro trucco abusatissimo e altrettanto infantile, se non di più, è quello di mettersi a urlare “Straw man argument! Straw man argument!” quando la propria tesi viene smontata da sillogismi efficaci e metafore calzanti. Succede spessissimo, anche qui sul Post. Il concetto di forzatura volutamente e palesemente assurda, sciocca o falsa a quanto pare è abbastanza discrezionale, a volte un po’ troppo. E, nei casi reali, la smentita non suona sempre debole o irritata.
    Venendo al merito, la tesi attribuita ai Renzi boys non è di volere banalmente “eliminare i vecchi e far posto ai giovani”, ma di “voler eliminare i vecchi e fare posto a NOI”, il tutto condito da una vaga aura di predestinazione e di giustizia celeste. Non sto qui a discutere se sia giusto o meno, tanto non voterò né per gli uni né per gli altri, ma la cosa pare dotata di una certa dose di evidenza e attribuirne all’altra parte una banalizzazione è, questo sì, un discreto straw man argument (di cui, tra l’altro, un effetto accessorio e ulteriormente sgradevole è che implica che chi ne fa uso pensi di essere l’unico intelligentissimo e/o che l’interlocutore sia cretino).
    Buone primarie a tutti.

  19. Stephano

    Concetto che è sempre bene cercare di identificare.
    Vi sono esempi del caso anche in direzione opposta:
    “Matteo Renzi
    16 October via Mobile
    Oggi l’Unità – quotidiano del mio partito – sostiene in prima pagina che io sia autore di una proposta fascistoide. E con stile e sobrietà mi giudica volgare, rozzo, populista, suicida, cinico, arrampicatore, brutale. Tutto in un solo articolo. Ho molto apprezzato che non ci sia alcun riferimento alle mie evidenti responsabilità nella creazione del buco dell’ozono…”
    riferendosi all’articolo di Michele Prospero http://laboratoriodipolitica.com.unita.it/2012/10/16/la-politica-non-e-populismo/

    L’esempio più emblematico l’accusa a D’Alema di lanciare intimidazioni in qualità di presidente del comitato di controllo sui servizi segreti.
    http://www.repubblica.it/politica/2012/10/18/news/intervista_renzi-44758495/

    Lei ha paura di D’Alema che promette battaglia?
    “La battaglia politica è legittima e rispettabile. Anzi mi rende felice. Mi fa paura invece quando fa altri ragionamenti”.
    Cioè?
    “Quando il presidente del Copasir mi dice che mi posso fare male, allora sì mi preoccupo”.
    Vuol dire che D’Alema usa i servizi segreti contro di lei?
    “No, dico però che quella è una frase infelice. O almeno spero che sia solo una frase infelice.”

  20. fafner

    È vero, il tentativo di depotenziare Renzi appiccicandogli addosso una versione banale del suo messaggio è stato fatto.
    Vorrei mettere in guardia gli amici di Renzi, che di questo si lamentano, a non cadere in futuro nello stesso errore.
    Nel caso Renzi conquisti un risultato modesto, ho l’impressione che ci sarà la tentazione di spiegare l’insuccesso col fatto che la sinistra è formata da tutti gattopardi, senescenti, codini, reazionari, nemici del merito, ideologizzati, acclimatati nel declino, statalisti, sussidiati, sindacalizzati, renditari, baby pensionati e incapaci di pensare fuori dal collettivo.
    La vera novità sarebbe evitare di dire: avete sconfitto me, ma la vera sconfitta è vostra, perché siete tutti gattopardi, senescenti…
    Specularmente, se Bersani perderà, mi aspetto che non attribuisca agli elettori di essere stati così scemi da seguire l’ennesimo politico che suona il piffero, non fa politica ma marketing, ha importato il berlusconismo nella sinistra, è corteggiato da tutte le televisioni, è al soldo di banche e finanza, e così via.
    Insomma, cerchiamo un po’ tutti di impegnarci a evitare gli straw man argument per il futuro.

  21. splarz

    “Un altro trucco abusatissimo e altrettanto infantile, se non di più, è quello di mettersi a urlare “Straw man argument! Straw man argument!” quando la propria tesi viene smontata da sillogismi efficaci e metafore calzanti.”
    Purtroppo Epicuro ha ragione.

  22. reta

    caro signor sofri sarà pure estranea al presente discorso, avrà senz’altro ragione lei, ma è un’immagine molto forte quella della rottamazione e prima che io me la tolga dalla mente…..certo probabilmente sarà solo un problema mio

  23. uqbal

    @Epicuro e Splarz

    Come quella fastidiosa abitudine di continuare ad urlare “Al fuoco!” quando la casa sta DAVVERO andando a fuoco. Sarà ripetitivo, ma è vero.

    Poi, Epicuro, vorrei ci scodellassi qualcuno dei sillogismi efficaci e delle metafore calzanti…dico davvero!

  24. Epicuro

    @uqbal
    Per carità. Davanti ad argomenti pregnanti tipo “come quella fastidiosa abitudine di continuare ad urlare “Al fuoco!” quando la casa sta DAVVERO andando a fuoco” alzo le mani e mi dichiaro sconfitto. La tua dialettica mi ha tramortito e umiliato, mi ritiro a vita privata.

  25. Epicuro

    Oppure, in ultima istanza, ti spiego perché l’ultima vignetta di Makkox, che ho notato solo ora, pubblicata sulla homepage di una testata il cui direttore si scaglia lancia in resta contro questo “straw man argument” (madonna come odio i gerghi), può scatenare una certa ilarità.
    Solo che se devo spiegartelo, è inutile.

  26. Franco1955

    sarà che ho 56 anni … ma io continuo a mettere davanti le idee e cosa sanno fare le persone:
    due esempi:
    Rosi Bindi nel primo governo Prodi è riuscita in una eccellente operazione che sembrava impossibile: impedire ai medici mille incarichi nella sanità privata mantenendo posti apicali nella sanità pubblica: con la sua riforma dovevano scegliere; abbiamo visto riforme di questa entità toccare una casta in questi decenni? a me non sembra.
    Veltroni, secondo me doveva dimettersi da PD, non tanto dal Parlamento: il suo progetto di fare il PD, al di là delle sue migliori intenzioni ha “messo il partito in mano dei democristiani” che rendono impossibile ogni proposta di modernizzazione a livello sociale…
    Renzi mi sembra un populista attento a piacere imprenditori che non fa mai trapelare alcun attaccamento ai diritti di chi vive con un salario, degli ultimi e all’importanza di RIDURRE IL GAP SOCIALE.

  27. bobryder

    Ossia quello che accade quotidianamente alla politica italiana.E Renzi ne è l’ultima, celebre, “vittima”.Non fa una grinza.Anche se, almeno lui,non lo vedo affannato.

  28. leonardo bolognesi

    Se con “rottamare” si intende mettere da parte chi è inadeguato ( e non chi è vecchio) Renzi rischia come gli altri. D’altronde egli concorre per guidare una coalizione – che dovrà vincere le elezioni – e quindi una nazione.

  29. Oznerol

    Un po’ come mettere in bocca all’avversario, per esempio, che i giudici sono matti.

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  31. piti

    ” io penso ancora che – a parità di altre qualità; ripeto: a parità di altre qualità – una persona di trent’anni abbia maggiore percezione del presente e della realtà corrente, e maggiore interesse e attenzione al futuro, di una di sessanta o settanta. ”
    Non so se questa ipotesi sia vera, ma per quello che voglio dire non mi importa neanche molto sapere se lo sia. Quello che voglio dire, e spero di riuscire a spiegarmi, è quanto segue.
    La politica non è sport agonistico. Lo penso già quando leggo che per vincere bisogna imbarcare idee e uomini e voti di parte avversa per fare i numeri necessari, come se fosse l’Inter che compra Messi e Iniesta per primeggiare nel campionato e in Champions. Se in politica vinco perché adotto temi e uomini altrui, in realtà perdo.
    E la politica non è uno sport agonistico (e qui provo a venire alla ciccia del mio ragionamento) anche per un’altra ragione. Nello sport, che temo abbia colonizzato il nostro modo di pensare oltre il dovuto, gioca Baggio in Nazionale, poi Baggio invecchia, perde colpi e metti il giovane Totti, che poi invecchia e perde colpi e metti il giovane Cassano e poi vedremo chi dopo di lui. C’è un solo scopo, nello sport: portare a vincere quell’individuo o quella squadra, con gli uomini più adatti, più freschi nel presente.
    La politica, se permettete, si occupa di tutto e tutti. Allora prediligere in politica i giovani perché hanno maggiore concezione del presente (ammesso e non concesso: lo sguardo lungo sulle cose viene con gli anni, secondo me. Ma non è questo il punto) significa privilegiare una classe sociale e anagrafica che di c’era prima se ne frega, detta pari pari. Ecco, in un Paese che, piaccia o no, ha una componente matura molto ampia, dare potere ai giovani seguendo la logica esposta da Luca Sofri suona molto come “I giovani una volta al potere non faranno niente di buono per gli anziani, i loro problemi, le loro pensioni, il loro diritto (maggiore, non c’è ma che tenga) alla stabilità lavorativa eccetera. Buttar fuori dalla politica Bersani, D’Alema, Bindi ecc, non creerà per i singoli soggetti tragedie personali. Ma con le logiche renzian-sofriane, in forte sospetto di pensare solo alla loro generazione, al loro punto di vista, temo che di tragedie per le generazioni più anziane ne possano sortire molte.
    La cosa insomma è questa, alla fine: sembra che “i giovani” vogliano governare per farsi le cose come pare e comoda loro, secondo le loro priorità. E allora, scusate, non è giusto, e non è politica, non è Balotelli che veste la maglia che fu di Gigi Riva perché lui ha vent’anni e Riva settanta e non corre più. L’impressione è che l’obiettivo nascosto dietro quella “percezione del presente” di cui parla Sofri ci sia una rottamazione, vera e appropriata nel termine, di una generazione sociale. Non di Bersani: dei sessantenni.

  32. pifo

    Pochi sono talmente stupidi da ritenere che il Renzismo contemporaneo ruoti tutto intorno ad una “pulizia anagrafica” della nostra classe dirigente ma assai meno sono quelli che in questi 4 anni che ci separano dal famoso convegno “Uccidere il padre” ( al quale Renzi non prese parte ma che fu invece organizzato anche dal nostro Sofri) il tema del “ricambio generazionale” (a prescindere dalle responsabilitá nei fallimenti) sia diventato un dei due-tre topos ideologici autonomi intorno al quale sono nate o hanno acquisito visibilitá e sono cresciute diverse personalitá oggi abbastanza note che abbracciano il renzismo soprattutto in questa chiave interpretativa. Quando qualcuna di queste personalitá scrive nella sua dichiarazione pro Renzi “Rinnovamento è leggere il proprio tempo con gli occhi di chi lo vive” non parla esplicitamente di rottamazione anagrafica ma non cita neanche troppo chiaramente il fattore “responsabilitá”, rivendica per se un ruolo sulla gestione del proprio futuro. O no?
    La pulsione, del tutto legittima, a farsi largo e a rivendicare il posto che spettava alla propria generazione, indipendentemente dall´insuccesso di quelle precedenti, é stato un elemento di identitá culturale di un preciso gruppo di riferimento all´interno del PD, una forma di aggregazione e collante che é servito a richiamare attenzione e a promuoversi ed é abbastanza “debole” dimenticarcene oggi, oggi che molte di quelle personalitá si sono finalmente affermate, anche se su percorsi diversi rispetto a quello che fino a qualche tempo fa sembrava comune.
    Non e´un crimine intellettuale perfezionare le nostre idee, modificarle ed adattarle alla strategia che si rende necessaria per il successo ma rinnegarle totalmente, far finta di non averle mai sostenute, accusando per giunta l´avversario dialettico di SMA, é solo una specie di exusatio non petita che ammette la debolezza di alcuni argomenti.
    Saluti.

  33. Lazarus

    Chi non c’è ‘ha fatta vada a casa? Ma Renzi già ha dato pessima prova di sé come sindaco, come potrebbe governare bene un intero paese e a capo di una alleanza che si preannuncia divisa e assai litigiosa?
    Del resto di lui abbiamo solo questo precedente e quello di presidente della Provincia dove non ha certo brillato (la Corte dei Conti ha anche aperto una indagine sulle ingenti spese effettuate durante il suo mandato). Prima ancora coordinava gli strilloni della Nazione che si appostano ai semafori (magari a far quello era bravino…) , niente che faccia pensare a lui come a un leader di grande caratura.

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