Una rockband che dedicò il suo primo disco all’opera di Krishnamurti, pensatore e filosofo indiano di grande spessore (al cui pensiero è riferita anche una bellissima canzone di Van Morrison). Si chiamarono “Live”, venivano dalla Pennsylvania e facevano un rock piuttosto-tosto, aggraziato dalla voce nasale del cantante Ed Kowalczyk. Nel 1994 fecero il botto con un disco notevole, “Throwing copper”: rock “anthemico”, come gli inglesi chiamano le canzoni dal ritornello semplice e proclamato, più che sviluppato in versi classici. Poi altri dischi non all’altezza. Quello nuovo, che è appena uscito, si chiama “Songs from Black Mountain”, e ha passaggi duri e sanguigni ma anche concessioni alla leggerezza radiofonica. In macchina, è un piacere.