Televista

La televisione ha perso. Ma non per colpa sua. Malgrado internet abbia rovesciato il tavolo cambiando completamente modi e usi legati alla comunicazione, la televisione continuerebbe ad avere punti di vantaggio ancora difficilmente eguagliabili. Raggiunge pubblici più numerosi, ha qualità video superiori, investimenti maggiori e maggiori ritorni commerciali, migliori professionalità, è più familiare: è la televisione.
Ma ormai ha perso: il suo pubblico è diventato più stupido e più vecchio, e meno interessato alle opportunità creative e innovative del mezzo. Quelli che vogliono conoscere il mondo, contenuti intelligenti e di qualità, invenzioni e idee, vanno su internet un po’ per virtù e un po’ per necessità. Non si fa tv migliore, su internet: si fa altro migliore. E chi fa televisione – seguendo un corso diffuso anche in altri ambiti – preferisce soddisfare le attese prevalenti che recuperare quelle minoritarie. La partita è persa: la tv diventerà come i fotoromanzi.
Il problema non è il contenitore: è il contenuto. A spiegarlo a una platea di televisivi in ghingheri per una specie di telegatto tedesco, è stato però un signore di 88 anni: Marcel Reich Ranicki, critico letterario e già conduttore di una trasmissione di letteratura sulla tv tedesca. È salito sul palco a ritirare il suo premio, e ha spiegato che la serata faceva schifo, la cerimonia faceva schifo, il programma faceva schifo, tutta la tv tedesca fa schifo, e lui non immaginava che si sarebbe trovato in una situazione tanto imbarazzante. Il presentatore gli ha proposto di farci un programma televisivo.

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