Repubblica, alcuni siti, e l’agenzia APCom hanno riportato come “sorprendente” (“sfata leggenda”, “arriva la rivelazione”) il racconto di Karl Rove, ex consigliere di Bush, per cui il Presidente leggerebbe diverse decine di libri l’anno. Ma l’articolo di Rove sul Wall Street Journal era solo il consuntivo annuale delle letture di Bush: elenchi simili erano usciti anche negli anni scorsi, e la discussione sulle molte letture di Bush è stata già fatta allora: le rivelazioni non possono esserlo ogni anno.
L’impazzimento ignorante della stampa per Facebook meriterebbe un libro, ma non è diverso dai ciclici tormentoni su questo o quel fenomeno web. Certo Facebook non è volatile come Second Life, ma presso i media italiani oggi ha lo stesso potere: dici Facebook e fai notizia. E se un centinaio di squinternati aderisce con un clic alla pagina “Liberiamo Totò Riina”, questo viene dipinto come un fenomeno sociale degno di ampie riflessioni. Il risultato è che dopo aderiscono altri mille e tutti tra loro si insultano, e i filomafiosi sostengono di aver voluto fare “una provocazione”. Insomma, scemenze, come se ne dicono al bar e a scuola: ma quelle su Facebook i giornali le fanno diventare preoccupanti fenomeni sociali.
Nel titolo di Repubblica la nuova versione cinematografica di “Viaggio al centro della terra” arriva nelle sale italiane dopo aver “conquistato gli USA”: la formula “ha conquistato gli USA” ormai non la si nega a nessuno, ma non è che questo “Viaggio” abbia scatenato particolari attenzioni. Questa è la sintesi di “The Hollywood News” sul risultato americano del film: “ha incassato la discreta somma di 99 milioni di dollari. No, non una cifra pazzesca: “Il cavaliere oscuro” ha guadagnato lo stesso in due giorni! Ma è una cifra rispettabile, soprattutto rispetto al costo di 45 milioni”. Ecco: capirete che per “conquistare gli USA” forse ci vuole qualcosa di più (a onore dell’articolista e onere del titolista, nel testo non si fa cenno a nessun successo americano del film).