Liberazione

Da due giorni ero sinceramente incuriosito dalle ragioni di chi ha apprezzato l’intervento di Daniele Luttazzi a Raiperunanotte. Sono stati moltissimi, ed entusiasti, e io invece ci avevo visto solo il buon vecchio culo-culo-cacca-cacca: che capisco possa funzionare, ma non tanto da legittimare gli apprezzamenti di cui leggevo. A me non aveva fatto ridere: l’avevo trovato noioso e – babbione io – pure un po’ deprimente (ovvio che condivido tutta la parte di analisi non “satirica”: ma quella non fa ridere). Ma evidentemente mi sfuggiva qualcosa e mi sentivo come quello contromano in autostrada. Poi qualcuno mi ha spiegato che là, a Bologna, ce n’era stata una percezione molto più eccitata e complice: come essere con un amico al bar che fa battute volgari, e al bar per forza funzionano di più. Ma non mi bastava: era piaciuto anche a un sacco di gente che l’aveva visto in video. L’ho riguardato: niente. Non una sola “battuta”, non un invenzione: un paio di calembour scolastici e tre minuti di inculate e silos di carne.
Poi, finalmente, Matteo Bordone ha scritto un post sulla serata, e mi ha dato la spiegazione che cercavo. Questa la capisco, e mi prendo anche il “manica di pirla”.

Luttazzi, abbandonato il peso della carogna bulgara degli ultimi anni, è stato perfetto nei tempi, nei toni, nel modo di portare le battute, e anche nella capacità di smuovere gli organizzatori e la platea. A differenza di Cornacchione e Vauro, Luttazzi spiace in qualche misura anche ai buoni, mentre li prende per il culo per attaccare i cattivi. È fedele, insomma, a quello che ha sempre dichiarato: fare satira alla Lenny Bruce. Le facce di Ruotolo e Santoro mentre lui parlava di sesso anale erano molto eloquenti: si sentiva chiaramente che stava spingendo via dal palco i concetti “cattivo gusto”, “non sta bene”, “non è il caso”. Ma ancora più eloquenti erano le risate del pubblico, fragorose, a testimonianza del fatto che il buco del culo, il cazzo, la figa e la merda divertono molto la gente. È che le reti non hanno il coraggio, non capiscono più, hanno altri progetti — tengono Ferrara e cacciano Luttazzi per spendere il decuplo e perdere pubblico, per esempio — anche se è chiaro che il turpiloquio e i temi bassi sono fondamentali. Sono cose che ci divertono da matti, ci piacciono, ci smuovono, ci fanno arrossire e producono in noi un senso di liberazione pari a quello che si ha facendo tanta cacca. Col vantaggio che siamo bestie sociali, la cacca in pubblico viene male, e stare in mezzo agli altri mentre si prova quel misto di vergogna e esaltazione è la base della forza di tutti i comici americani che tanto ammiriamo. («Mah, la cacca, ecchessarammài?! Pfui! Certo che ti diverti con poco. Tsè.» Guardate che vi sento, manica di pirla.)

update: non cambia l’interessante tema introdotto da Matteo, ma devo fare una piccola ammenda e correzione. C’erano tre minuti dell’intervento di Luttazzi che non avevo visto, e lì un paio di battute mi sono piaciute.

Altre cose:

35 commenti su “Liberazione

  1. Barbara P

    Come ho detto in un altro commento, qualcuno non è rimasto tiepido perché ha parlato di sesso e ha detto le parolacce, ma perché, nella sua metafora, ha usato un immaginario sessista e anche un po’ represso. Dite di no?

  2. rafeli

    Luca credo che la tua prima impressione – prima della complicata analisi di Bordone – fosse quella giusta. D’altra parte non ti ha ha fatto ridere. Alcune delle cose che si sono chiarite dall’intervento di Luttazzi:

    – Che le metafore in primo luogo devono reggere, devono far arrivare un concetto, e se uno un minimo conosce l’Italia di oggi (un minimo) sa che la metafora del buco del culo non regge sotto nessun punto di vista.

    – In altre parole, la metafora del buco del culo vorrebbe significare che l’elettorato vota in un certo modo perche’ é masochista. Questo é oggettivamente falso da qualsiasi punto di vista. Dunque ne consegue che la sua voglia di recitare la metafora del buco del culo era piu’ forte della verita’, o piu’ forte della rilevanza della metafora stessa. Ma questa non é una novita’.

    – Che la gente ride a prescindere. Luttazzi dice “quando fai sesso anale con la tua ragazza” la gente ride. Non e’ una battuta. Quella arriva dopo. La gente ride gia’ sul preambolo. Come i bambini che disegnano cazzi sui banchi di scuola.

    accenti sbagliati causa tastiera estera.

  3. piti

    rafeli, mi sfugge il motivo per cui usi l’avverbio “oggettivamente” per dire ch eè falso che l’elettorato voti in modo masochista.

    A me pare oggettivamente che l’elettorato voti in modo masochista, per dire.

    Quanto alle risate al solo pronunciare “quando fai sesso anale con la tua ragazza”, credo che sia qualcosa di più sottile dei cazzi sui banchi. Credo che sia il senso di complicità fra attore e pubblico, che ne conosce l’esclusione e capisce che gli otto anni fuori dalla tv non ne hanno ammorbidito i toni.

    Per quanto dice Barbara, mi ripeto: il sesso anale di Luttazzi regge perfettamente, nella metafora di cosa negativa, per quello che rigurda l’incipit sia dell’atto sia della politica berlusconiana. Che l’atto ha in incipit, oggettivamente, come direbbe rafeli, un po’ meno piacevole, direi a occhio, di quello che sostieni tu.

  4. Federico Pacciani

    Premesso che non amo le battue volgari e/o a sfondo sessuale, ho apprezzato Luttazzi. Il senso di liberazione è stato percepito da molti perchè lui è stato bravo a trasmettere quello che credo fosse il suo stato d’animo. Che la metafora non regga lo sapremo dopo le elezioni, ma non parlerei di masochismo ma più di un piacere perverso, di fare qualcosa che si sa che non si dovrebbe fare, che non sta bene ma fanno tutti. Forse è sì un immaginario represso ma se sfidarlo serve a rompere l’ipocrisia e il benpensantismo, ben venga. In fondo credo che il linguaggio scurrile non fosse così fuori luogo, la satira è anche questo, sin dalla sua origine storica.
    La Littizzetto è così diversa? Forse lei è più infantile, nel senso che dite voi, ma diverte e fa riflettere insieme. Mica siamo al Bagaglino!

  5. piti

    Dopo 16 anni dalla “discensa in campo”, 5 elezioni politiche, 3 regionali e non so quanti referendum (e a parte il resto, che è moltissimo) non pensavo fosse ancora necessario attendere l’esito delle Regionali 2010 per valutare se Berlusconi lo mette in quel posto all’Italia oppure no.

  6. stefano bonilli

    Discutiamo del Luttazzi-Bruce.
    Anche per Luca Sofri, è un mio sospetto, se il monologo fosse stato fatto in inglese avrebbe avuto un altro spessore :-))
    Va bene che Matteo è un tuo amico ma le cose che ha scritto erano l’implicito del ridere dei più, sugli spalti e a casa.

    @rafeli la metafora del buco del culo col masochismo non c’entra proprio nulla, si tratta di un’altra cosa, si chiama sottomissione, vedi alla voce :-))

    Una metafora sessista, ma dai!!!!

  7. emilator

    A me Luttazzi ha quasi sempre fatto impazzire. Il suo “culo-culo-cacca-cacca” è, a mio parere, un culo-culo-cacca-cacca di alta qualità. Di qualità perché, come ha scritto anche Matteo, è perfetto nei tempi, nella mimica, nel suo stesso modo di parlare da pazzo scatenato. L’obbiezione che mi viene da porre è che effettivamente la metafora inculata-italiani non è affatto nuova, ma lui l’ha esasperata e spinta decisamente oltre, e forse nessuno (qui da noi) avrebbe saputo fare di meglio.
    Aggiungo pure che non mi è mai piaciuto chi si indigna per questo genere di volgarità, o semplicemente non ne ride mai e se ne sta sempre bello composto. Viene da dire che è gente che ha qualche rotella fuori posto, che ha qualcosa da nascondere. Le volgarità da bar, quando c’è dello stile e al momento giusto (per quel che può voler dire), sono una bomba. E in ogni caso a me pare chiaro che il livello sia superiore.
    Quando ho iniziato a leggere questo post ho pensato: “Ecco, è arrivato il rovina feste. A lui non fa ridere. Allora bravo! Cos’è, le tue battute sono migliori?” Poi hai recuperato, un po’.
    Concludo dicendo che il momento che mi è piaciuto di più è quello in cui ha parodiato l’editto bulgaro, per la trovata in sé, ma anche per quanto dev’essersi divertito lui a farlo.

  8. MG55

    Comunque non è che cia tantissimo di nuovo nell’intervento di Luttazzi. E’ stato in pratica un estratto del monologo Decameron (quello su cui era costruita l’omonima trasmissione di La7 poi censurata) con i dovuti aggiornamenti. Io ho apprezzato il rovesciamento dell’editto bulgaro, soprattutto il “erano 8 anni che la volevo dire”…

  9. voldenuit

    Sono d’accordo sul fatto che la metafora non sia calzante; qui non c’entra il masochismo. Poteva essere un discorso valido dieci anni fa, ma adesso direi che le motivazioni siano altre e peggiori. Non si tratta del godimento nel farsi sodomizzare, ma della speranza di poter sodomizzare il prossimo come il proprio monarca fa con il Paese. In altre parole, non stiamo parlando di “poveri Italiani” che subiscono inconsapevolmente e incolpevolmente, ma di gente che vuole essere come lui, che a lui si ispira e, per questo, lo vota.

    Io credo che sia questo il motivo per cui a molti l’intervento, tranne qualche notevole eccezione, è parso poco divertente; se si ritiene che il tema di fondo sia debole, la scurrilità diventa preponderante rispetto al contenuto e si smette di ridere. Se il tema è convincente, allora le parolacce porta a creare quel clima di complicità e intesa che aiuta a consolidare il contenuto. Nel mio caso, poi, ho riso ancor meno visto che gran parte del monologo era ripresa da uno spettacolo di Daniele a cui avevo assistito un anno fa…

  10. Luca

    Stefano, su quel dettaglio ti sbagli. Ne parlavo stamattina con un’altra persona, del nessun valore che ha per me l’argomento di Matteo “gli americani lo fanno”. Poi vorrei chiarire, visto che qualcuno ha usato quell’espressione, che io di certo non “mi indigno” per le volgarità: al massimo mi annoiano, o deludono, e allora cerco di capire cosa ne sia piaciuto agli altri. Non condivido niente del ragionamento di Matteo: ai miei occhi conferma esattamente l’infantilismo liberatorio del turpiloquio, ma apprezzo che lui non lo neghi. Apprezzo ovvero che qualcuno dica non che le volgarità sono un mezzo di esprimere altro – e poi spesso quell’altro non si vede – ma il fine, ciò che funziona di per sé. Questo chiedevo, non essendo il ridere una cosa oggettivizzabile: cosa vi ha fatto ridere. Di Matteo l’ho capito. (Ho anche capito chi parla di “intervento liberatorio”, ma anche in quel caso mi pare si tratti di un’altra cosa che non la qualità comica) L.

  11. rafeli

    @piti:

    Va bene parliamone. ti risulta che l’elettorato italiano voti abberlusconi per masochismo? Voglio dire, conosci qualcuno che lo fa? Un parente, un amico? Che prova dolore nel farlo, ma quel dolore sia piacevole per lui? Credo che l’argomento sia stato ampiamente dibattuto e fra le tante motivazioni (perché l’elettorato è variegato) il masochismo non c’entri niente.

    Dunque, se il masochismo non c’entra, la battuta sull’inculata era fuori luogo. Essendo fuori luogo, esula dalla satira. Non è satira. (Luttazzi spesso giustifica la sua volgarità dicendo che “così è la satira” affermazione tutta da verificare).

    Ripeto: il pubblico ha riso non appena ha detto “quando fai sesso anale con la tua ragazza”. Non era una battuta, non c’era nulla di comico. Stava introducendo quella che sarebbe stata la battuta. Dunque il pubblico ride anche per stimoli semplici e rozzi, e per carità lo sapevamo già, però almeno che non si dica che Luttazzi è molto più alto di Zelig o del Bagaglino.

    Dicono sempre che sia intelligente. Ha avuto un’occasione per mettersi in luce l’altroieri. Quale parte del suo monologo sarebbe stata intelligente? Lo chiedo sinceramente, perché a me quest’intelligenza è sfuggita. Ditemi voi.

  12. Roldano De Persio

    Boh mi viene solo da dire Boh. Al massimo posso chiedermi, ma tutti questi intellettuali il Liceo Classico o Scientifico lo hanno fatto? avete mai sentito parlare di commedia greca e latina? Plauto? Ma anche Pietro l’aretino? Oppure il sommo poeta de:”con il cul fece trombetta”? Eppure il premio Nobel Dario Fo ne dice di scurrilità citando la nostra grande letteratura.

    Io sono romano e adoro e apprezzo la feroce e scurrile satira del Belli, perché la parolaccia quando ce vò ce vò. Che cosa vi hanno fatto per non ridere più insieme al popolo? Dobbiamo riesumare le scurrilità dei film di Pasolini? Messe quindi in un contesto più “aulico” vanno bene?

    Perché il riso amaro di una sodomia imposta non suscita più emozione?

    Boh

  13. piti

    rafeli, ho poco tempo e mi scuso per la breve risposta che ti sto per dare. Quando vedo, conosco, parlo con persone che lavorano per uno stipendio, non hanno ricchezze particolari, capitali all’estero, non possono evadere il fisco lo vogliano o no, che votano Berlusconi, e il cui unico godimento è che per quanto la destra li freghi però frega di più il vicino di scrivania, ecco, io vedo masochismo. Disprezzo di sè. Inconsapevolezza di classe, se posso. Sì, sostanzialmente masochismo. I ricchi votano per i loro rappresentanti, i poveri no. Tu come chiami una simile attitudine?

  14. rafeli

    Eccolo, l’evergreen del fan di Luttazzi: il richiamo ai classici per giustificare la volgarità.

    Se Dante scrive “ed elli avea del cul fatto trombetta” rende l’idea di cosa vuole descrivere, è una cosa pertinente. Se avesse detto solo “culo”, “buco di culo”, “ed elli avea del cul fatto una montagna di mestruazioni”, sarebbe fine a se stesso. Gratuito.

    Luttazzi è più vicino, molto più vicino al gratuito che a Dante. Poi dopo, se vogliamo dare un valore pure alla volgarità gratuita..

  15. rafeli

    piti:
    la chiamo disinformazione. Non sanno quello che fanno. Ne sono incoscienti. Dunque non masochisti. (una parte, perché poi c’è una parte che lo fa per interesse proprio, o per motivi ideologici). Qualcuno che si fa male apposta non lo conosco.

  16. umanesimo

    Non credevo che qualcuno potesse tirare fuori ancora questi argomenti su Luttazzi. A parte – ça va sans dire – Il Giornale, che in un titolone l’ha definito “osceno” senza che nell’articolo venisse spiegato perché.
    Personalmente trovo volgare, non la perfetta descrizione (ad uso di metafora) di un rapporto anale, quanto la televisione tutta e i giullari prezzolati travestiti da seriosi giornalisti che la popolano su tutte le reti e a tutte le ore.
    Quanto a Luttazzi, si possono avere gusti diversi in tema di comicità, ma il quasi perfetto (qualche battuta era scritta male e fuori tempo) monologo dell’altra sera, è stato tutto tranne che volgare.

  17. alce

    Rafeli, se anche tu ti fossi stracciato i maroni come me e molti altri, a leggere le controargomentazioni di Luttazzi a chi gli dava del volgare, del “non facente ridere” e dello sporcaccione, non diresti che è gratuito, ma che ha una capa tanta, e che la usa molto meglio di chi comodamente lo etichetta senza avere un decimo della sua conoscenza culturale sulla satira.
    Boutade provocatoria: la satira non è Noschese, cucù.
    A

  18. Luca

    Scusate, off topic, ma “Umanesimo” ha tirato in ballo la questione: se quella è “la perfetta descrizione di un rapporto anale”, Luttazzi e chi lo pensa ha un rapporto assai strano col sesso, detto che niente è strano col sesso. Insomma, voi fate così con le vostre ragazze/ragazzi?

  19. umanesimo

    la descrizione di “un”, non di “tutti”…

    ribadisco che daniele luttazzi ha descritto magnificamente la dialettica tra un corpo che vuole entrare in un orifizio che – adibito quotidianamente ad espellere – prima lo rifiuta, e poi lo accoglie

    e comunque: a parte i nostri gusti personali (può piacerci o non piacerci, starci simpatico o meno) la gente rideva a più non posso, e quindi come comico funzionava, eccome

  20. tiziano

    sulla metafora e il riferimento al “masochismo” degli italiani: sono d’accordo con Federico, mi pare che il fulcro non sia il masochismo bensì la ricerca di un piacere perverso (non a caso la “terza fase” descritta da Luttazzi è la fase dell’orgasmo).

    sulla ricerca quasi ossessiva del riferimento “ginecologico”, o dell’immagine sgradevole, a me pare una scelta consapevole e distintiva del “personaggio” Luttazzi. Una caricatura di se stesso. Dareste voi mai più di tanto credito ad un represso con il gusto per l’orrido? In questo modo, Luttazzi fa la satira di se stesso: di questo stesso colore, infatti, è la battuta su Hitler con cui Luttazzi chiude il momento più applaudito del monologo.

    Mi pare che Luttazzi si venda, sul palco, per quello che è, senza velleità da “punto di riferimento culturale”: uno che sa far ridere, e riflettere.

  21. vincenzo

    Uno dei meccanismi che scatenano la risata è l’infrazione di un tabù. Descrivere con quei termini crudi davanti a milioni di persone un rapporto anale, chiamando buco del culo il buco del culo, è una cosa che non si fa, che pochi di noi avrebbero osato fare. Il comico ci porta con lui ad abbattere questo freno inibitorio. Ridiamo perché lui, nel trasmetterci un messaggio da noi fortemente condiviso, abbatte i confini della nostra educazione. Non lo fa forse (con l’ombrello) anche il finissimo Altan?

  22. umanesimo

    Viviamo in un paese dove la censura è così pervasiva che oramai agisce per inerzia. E così ci si è abituati all’autocensura.

    In un paese di questo tipo dire buco del culo fa ridere. Perché è liberatorio. Perché fa capire che si può dire qualcosa che chissà perché credevamo non si potesse dire. Tutto qua.
    Un piccolo esercizio linguistico liberatorio.
    Che ci fa capire che le regole stupide si possono sovvertire.

  23. paolo.cosseddu

    Da ragazzino leggevo Luttazzi su Comix – ricordate Comix? – quando parlava già di buchi del culo, ma evidentemente i suoi buchi del culo non erano ritenuti abbastanza “politici” da esser pubblicati su Cuore. Siccome quel giro è rimasto più o meno lo stesso, evidentemente c’è stata una rivalutazione. Dicevo, lo leggevo e mi piaceva molto: ma io ho gusti provinciali, e tutto questo accadeva prima di internet, prima che imparassi un po’ di inglese, prima che mi scaricassi dal web – questa sì, un’esperienza crossmediale – gli spettacoli dei comici americani. Dai quali ho scoperto, nell’ordine, che Lenny Bruce le aveva già dette, quelle cose lì, che George Carlin era molto più bravo (anche a dire shit, piss, fuck, cunt, cocksucker, motherfucker, and tits), e che da Bill Hicks il nostro Luttazzi aveva copiato un po’ di cose. Solo che poi, con l’avvento di internet di cui dicevo, qualcuno l’ha beccato, e le sue giustificazioni non mi sono sembrate convincenti, tanto che da allora, semplicemente, come dire, non riesco più a godermelo nello stesso modo.
    Poi, una sera, ha ospitato un poco noto giornalista, autore di un libro sulle misteriosamente sospette fortune di Silvio Berlusconi, e l’hanno cacciato dalla Rai. E da allora va giudicato in base a quel singolo momento, come molte altre cose del resto. Tanto che, se uno eccepisce, si sente rispondere “e Berlusconi”?
    Dicono che Berlusconi abbia cambiato la testa di metà degli italiani: magari fosse vero, la verità, purtroppo, è che ha cambiato anche buona parte dell’altra metà.

  24. Roldano De Persio

    Luca dato che questa sera siamo in vena di pruderie (leggasi alla francese) e visto che qui su W a forza di scrivere di,a,da,in, con,su,per, tra fra cose volgari rischiamo tutti di avere un “jizz in my pants”, potrei consigliare te e anche il ministro Romani – che si confonde ancora con YouTube – di consultare un sito noto come YouPorn. Dicono che sia molto istruttivo sulle pratiche sessuali umane (sostituire sessuali con riproduttive se si è di religione cattolica). Io, su YouPorn, ho provato a trovarci cose zozze e volgari come un missile, anzi un siluro, che centra in pieno un famiglia in Afghanistan oppure cristiani o musulmani bruciati vivi in nome di dio. Invece nulla solo pratiche sessuali di mammiferi bipedi. Che delusione.

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  26. Esau Sanchez

    Mah, il turpiloquio divertirà e fara riflettere un po’ tutti voi (Bordone compreso), ma non vi pare troppo troppo facile “sconquassare” con un testo come quello di Luttazzi? Io l’ho trovato… triste. E chi, come “umanesimo”, dice che non l’ha trovato volgare, mah, io sicuramente non lo farei ascoltare ai miei figli. Che cos’e’ volgare per te, umanesimo?

  27. Manute

    Bah, già il fatto che ci sia bisogno di articolare un post di analisi sociologiche per giustificare il perchè Luttazzi faccia ridere è sintomo del fatto che, in fondo, non fa più ridere. Prima dei fattacci non ha mai avuto bisogno di queste introspezioni per dimostrare le sue qualità di comico.

    Ora si è illivorito e si è impuntato sul versante “trasgressione ad ogni costo”. Esattamente come Lenny Bruce, che al ritorno dalla persecuzione aveva smesso di fare ridere. Chi rideva a Bologna, a mio parere, lo faceva grazie al carburante esilarante del partito preso, in maniera non molto differente dal pubblico di zelig che si sbellica sui tormentoni. Luttazzi è un martire e un simbolo. Quindi abbiamo bisogna che faccia ridere. Un po’ come la Guzzanti.Il cui fratello, ad esempio, non ha mai avuto bisogno di ost di Bordone per dimostrare di far ridere.

  28. umanesimo

    @manute
    D’accordissimo sulla Guzzanti e sul fratello. Su Luttazzi le analisi sociologiche io – come tanti altri – non abbiamo avuto bisogno di farle. Trovo questo topic infatti vagamente surreale. E i partiti presi ci sono da entrambe le parti. Se ci sta antipatico il travaglismo, non c’è bisogno di segare un comico ospite di una puntata che aveva quel registro. Ecco.

  29. guttu

    Alla fine comunque è sempre un misogino. Va bene la volgarità, vanno bene le elucubrazioni sul turpiloquio e chi si scandalizza più ormai… ok… però è misogino, è aggressivo nei confronti delle donne. Ci avete riflettuto? Secondo voi c’è un motivo??

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