Il costume degli italiani

Riflessioni al bar con gli amici sui tormenti delle passate settimane senza talkshow politici. Riflessione numero uno: sono stati tutti una manica di cialtroni, dai radicali al CdA Rai. Riflessione numero due: ma Bruno Vespa non ha protestato proprio niente niente niente? Neanche un pochino? Riflessione numero tre: certo che alla fine non è che sia sentita questa cappa di disinformazione, no? Cioè, va bene il principio, e ci mancherebbe: ma in fin dei conti parlavamo di politici che fanno campagna elettorale per le regionali. Riflessione numero quattro: ma succede anche negli altri paesi che i talkshow di approfondimento politico siano affidati completamente ai politici di professione? Beh, no. In America per esempio non li vedi mai. Ci sono giornalisti che discutono con giornalisti, opinionisti, professori, esperti, responsabili di istituzioni culturali e think-tank politici. Eh, ma qui non ce li abbiamo i think-tank politici. No, c’è quello di Fini! Vabbè, ma perché da noi i politici sono così presenti in tv? Beh, intanto quelli che vanno in tv saranno un decimo dei parlamentari, per esempio: sempre gli stessi. E poi forse è perché alla fine la gente li conosce e li vuole e quindi nei talkshow li invitano anche se ci sarebbero persone molto più brave a spiegare le cose in tv. Dici? Quindi è per non annoiarsi? Ma se ci annoiamo tantissimo. Già. Boh. Adesso comunque tornano in tv, no? Certo. Bene.

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12 commenti su “Il costume degli italiani

  1. malapropysm

    l’assenza dei talk show televisivi ha determinato solo una par condicio di disinformazione. C’è stata la sola, unica voce fuori dal coro che è potuta apparire su 5 TG nazionali per svariati minuti dicendo qualsiasi cosa gli sia passata per la mente.
    Se per questo in America ci sono gli incontri scontri televisivi con i corrispettivi Berlusconi e Bersani. Qui neanche a parlarne.

  2. Rob

    C’è un filo di suspence, nei talk show con i politici ospiti, legato alla sottile speranza di vedere alla fine una stretta di mano ed un accordo su qualcosa, che ovviamente va sempre disatteso. Ma questo non fa che aumentare le aspettative nella puntata successiva.

  3. aparodi

    * Per la precisione lunedì sera in trasmissione Vespa ha detto che per lui la sospensione dei talk-show è stato un errore e anche un boomerang per Berlusconi, che di solito è uno molto abile a sfruttare la tv.
    * Aggiungo anche che la lega e il movimento 5 stelle hanno avuto successo stando alla larga dalla tv e facendo politica in piazza, a prescindere dai divieti.

  4. umanesimo

    La censura ha favorito il cavaliere. O quantomeno ha soddisfatto una suo intimissimo desiderio Basta leggere le vergognose preci di Berlusconi a Innocenzi. In ogni caso al di là di chi abbia favorito, questa censura è stata un abominio democratico e un caso unico al mondo.
    C’è tutta una parte di cittadini lobotomizzati che si informa esclusivamente attraverso la tivvù. Questi cittadini non hanno saputo e non sanno neppure cos’è il movimento 5 stelle. Mentre. e qui Vespa è un vero ipocrita (ma lo sappiamo da trent’anni che lo è) la Lega in tivvù (nazionali e locali, ne possiedono addirittura una) ci va eccome.

  5. Denis Brandolini

    Ma un talk-show politico all’italiana ha mai spostato un voto per quanto viene detto? Per il colore della cravatta o il tono della voce non dubito, ma non è questo il punto.

  6. Marzio

    …a me non sono mancati. Per nulla.
    Per un pò, evitando in TG, è stato possibile in TV cambiare canale senza incontrare (a tradimento) le facce di La Russa, D’Alema, Castelli e Casini.

    Tempi passati ormai, aspettiamo la pausa estiva.

    Non mi sono mancate le risse, le urla, il parlarsi sopra, i giornalisti-megafoni schierati a dx e sin, l’argomentare di convenienza.
    Io non credo che i talk in Italia consentano di approfondire i fatti.
    Per comprendere qualcosa, ci sono i giornali (non tele, only giornali) che, per fortuna, ancora fanno il loro dovere, nonostante tutto. E la radio. Soprattutto la radio.

    Ciao

    Marzio

  7. umanesimo

    @aparodi
    Tti rendo edotto che il vicedirettore generale della rai – Antonio Marano – è in quota leghista e che c’è una tv, telepadania, che voleva essere centrale nelle strategie della lega e poi non lo è stata. Diverse emittenti locali lombardo-venete fanno comunque da strutturato megafono ai leghisti. Insomma le parole di Vespa (che i leghisti li invita sempre e li riverisce per bene) sulla Lega che non va in tivvù sono di un’ipocrisia totale. Il movimento di Grillo – che ti piaccia o meno – invece è effettivamente escluso (leggasi censurato) dalla programmazione televisiva. Chi usa esclusivamente la televisione per informarsi, non sa neppure che esiste.

  8. aparodi

    ahah immagino abbia influito molto sui voti con tutti gli spettatori che ha…

  9. Lithium_paola

    Approfittiamo dell’assenza e li sostituiamo con programmi belli?
    un blitz di cultura.
    ……..magari………

  10. Daniela RN

    “In America per esempio non li vedi mai”

    In America solitamente alle conferenze stampa che vengono trasmesse in tv parla il portavoce di Obama.
    Pensavo, magari fosse così anche da noi, almeno Berlusconi sarebbe meno sovraesposto.
    Però poi mi sono resa conto che così sarebbe sovraesposto Capezzone, e allora davvero non so più cosa scegliere….

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