Vincere e fottere

Michele Serra, oggi su Repubblica.

Nella baraonda di parole seguita al voto regionale, mi ero perso questa dichiarazione di Fabrizio Cicchitto (Partito dell´Amore) al Corriere: «La vittoria di Torino è stata clamorosa, politicamente parlando uno “stupro” (virgolette del Corriere, ndr). La caduta della città dell´intellighenzia azionista e comunista segna definitivamente il cambio dell´egemonia culturale del Paese».
A prima vista, è l´uso gongolante della parola “stupro” a colpire, perché perfino da un estremista fanatico come Cicchitto ci si aspetterebbe quel filo di ipocrisia che aiuta a salvare la forma. Essendo però l´azionismo torinese una delle poche pagine nobili e oneste (soprattutto oneste) della politica italiana, si può anche capire che Cicchitto lo detesti al punto di perdere le staffe. Ma è la seconda parte della dichiarazione a dirci, di Cicchitto, perfino più della prima: l´egemonia culturale del Paese non è più comunista, e tantomeno azionista, da almeno vent´anni. La cultura e lo stile dei Cicchitto è solidamente condivisa, impregna il Paese e lo governa. Ma vincere e comandare, a quelli come Cicchitto, non dà sollievo.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.

Abbonamento mensile
8 euro
Abbonamento annuale
80 euro
Altre cose:

2 commenti su “Vincere e fottere

  1. Pingback: Operai sulla gru e dichiarazioni - PoliticaLive

  2. marcella

    che poi, non vorrei dire, ma in tutto il Piemonte proprio a Torino (e Alessandria) il centrodestra non è riuscito a vincere. Gliel’avranno detto, al lieto stupratore?

Commenti chiusi