Far finta di niente

Quello che vado pensando e dicendo da qualche giorno del ritorno sulla scena di Veltroni e del suo progetto – il migliore a parole, ma follemente indifferente al suo precedente fallimento – lo ha scritto con parole sue Francesco Costa,e per pigrizia ricopio quelle.

Al netto del prevedibile citazionismo, il progetto politico descritto da Veltroni nel discorso di sabato al Lingotto – così come quello descritto al Lingotto tre anni fa – mi sembra ancora l’unico disegno coerente, progressista e adeguato ai tempi che esista in questo momento in campo, nonché l’unico realisticamente percorribile da un partito di sinistra che voglia tentare l’insolita e temeraria impresa di attrarre nuovi elettori – che poi è quello che dovrebbe fare un partito, per via della sua ragione sociale, e più è pesante più lo dovrebbe fare – e non solo corteggiare infruttuosamente i partitini verso i quali sono andati per sfinimento i propri ex-elettori.

L’ottimo impianto del Lingotto ha un grosso limite, però: cioè che in nessun universo possibile Veltroni, Gentiloni e Fioroni possono esserne credibili interpreti e ambasciatori nel Partito Democratico e nel paese, per ragioni diverse che hanno a che fare con alcune circostanze contingenti e soprattutto con le gravi responsabilità del loro recente passato che si ostinano a non voler affrontare. Se hanno a cuore il progetto descritto al Lingotto, e non dubito che sia così, farebbero meglio a rendersene conto presto e occuparsene. Altrimenti, così come successo nel biennio 2008-2009, finiranno per danneggiarlo e comprometterlo un’altra volta.

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7 commenti su “Far finta di niente

  1. stefano tinti

    Si, non si capisce bene la chiosa, però: che cosa intende per ‘occuparsene’, che se ne deve andare a casa? Quì adesso facciamo tutti gli americani che quando uno ha fallito è bruciato e via a casa. Anche se questo è l’unico che conosce la strada.

  2. apatie

    sono convinto anch’io che Walt sia quanto di meglio c’è sul mercato. non pensate anche voi che se riuscisse nell’impresa di formare una squadra di governo di alto profilo già da prima delle primarie potrebbe vincere. Veltroni è un punto di riferimento per tanti fuori dall’apparato dei partiti e come dicevano in alcuni commenti sul post è un mago della cooptazione (lo dicevano in senso negativo): ma immaginate una personalità riconosciuta alla Cultura; un uomo di pace all’Interno; uno conosciuto nel mondo agli Esteri, e così via. secondo me avrebbe appeal da vendere dentro e fuori il PD.

  3. Mr.Tambourine

    D’accordo con Stefano, non è chiara la chiusa, ma secondo me se ne devono andare. Il progetto è buono, ma le persone sono completamente inadatte.

  4. Francesco

    Veltroni non si è bruciato perché ha perso un’elezione.

    Si è bruciato perché ha portato il pd al massimo storico al prezzo di portare il centrosinistra al minimo storico.
    Si è bruciato perché dopo aver annunciato il ritiro ha fatto il segretario (“scusate, ma il PD era lo scopo della mia vita…”) e finita quella fase è rimasto senza manco più trovare una scusa.
    Si è bruciato perché la via che ha indicato e conosce è “strada Calearo” e adesso tutti i potenziali elettori del PD pensano “via Calearo” (ma anche: “non tornare”).
    Si è bruciato perché come leader di minoranza interna rilascia tante dichiarazioni da oscurare il segretario.
    Si è bruciato perché il riassunto veloce (quello che passa al pubblico distratto) di tali dichiarazioni è “il PD non vale niente se non sono io il capo” o anche solo “il PD non vale niente”.
    Si è bruciato perché a forza di posizioni intelligenti (e credo che in fondo la sua lo sia) da imporre alla base, la suddetta base appoggia quasi con rabbia chiunque dica qualcosa di comprensibilmente “di sinistra” (tipo Vendola, che neppure vota PD) o magari passa alla Lega, che almeno fa finta di occuparsi delle persone.
    Si è bruciato perché ha forza di cercare di attrarre nuovi elettori ha disgustato tanto quelli che aveva che questi fanno qualsiasi cosa tranne votare per il PD (ecco, questo forse è il punto più forte, anche perché basterebbe non averlo fatto per essere sicuri di vincere qualsiasi elezione nel futuro prossimo, e non è certo il solo responsabile).

    Ecco, secondo me dovrebbe (esattamente come i renziani) farsi vedere il meno possibile, fare una corrente e fare propaganda alla sua linea finché non diventi maggioritaria nel partito e nella base, poi vincere le primarie e tutti con lui, ma solo allora (credo si chiami democrazia, in fondo). Altrimenti non serve a nulla indicare o imporre la via a un partito, perché se non hai il sostegno della tua base quella va altrove (come ha fatto), devi prima convincerli, poi guidarli, non il contrario.

    Scusate la prolissità

  5. Valeria

    Ho votato Veltroni sempre, ogni volta che è stato possibile, ma questa volta reputo intollerabile il suo ritorno. Ha lasciato che per due interminabili anni il PD perdesse valore, credibilità, forza, senza fare pressoché niente, se non scrivere ai giornali e favorire il cosiddetto “sfarinamento” dall’interno, per poi riapparire e offrirsi come carta vincente insostituibile. Pensavo fosse una persona seria, non lo è.

  6. Carlo M

    “veltroni, il migliore, a parole”. perfetto (e forse involontario) giudizio universale finale su uòlter.

    bisognerebbe dire a della valle di farlo scolpire sul colosseo.

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