“Non dimenticatemi!”

Ero in macchina, in autostrada, e ho fatto girare la successione delle playlist nell’iPod. Va a finire che sento sempre le stesse, le prime, e anche con la riproduzione casuale mi sembra di conoscere tutto a memoria. Quindi ho saltato avanti e mi sono fermato sulla playlist numero nove, senza vedere cosa fosse. È cominciato un pianoforte, accordi lenti un po’ pesanti: ho alzato il volume, che in autostrada le note spaiate di pianoforte un po’ si perdono.
E poi è cominciata “seduto qui, davanti a te…”.
Era Renato Zero. Era “Motel” di Renato Zero.
Nella vita mi sono trovato spesso a dover faticare per convincere i miei amici di alcune mie passioni musicali: è stata molto dura soprattutto con i Pet Shop Boys, autentici geni dell’elettropop inglese equivocati qui per meteore degli anni Ottanta. Ma riuscire a convincere i miei cari che il debole per le canzoni di Renato Zero (fino a EroZero) non era una bizzarria adolescenziale, ma una consapevole e durevole ammirazione è sempre stata un’impresa impossibile. Quello che in effetti è impresentabile è una pesantezza kitsch di arrangiamenti e interpretazioni che magari un giorno ritroverà una sua attualità: adesso non si può sentire, capisco.
Ma in autostrada ero solo, e mi sono goduto la playlist delle canzoni di Renato Zero (fino a EroZero) sognando l’unica cosa che possa render loro onore: un disco acustico di cover di Renato Zero cantate dai Baustelle, o da Morgan. Ci conto.

9 commenti su ““Non dimenticatemi!”

  1. ilbarbaro

    Allora vanno bene anche i Duran Duran. E Roberto Vecchioni e, magari non subito, al prossimo viaggio in autostrada, Claudio Bagnoli. E dire che ho comprato Playlist a mia moglie (che lo ha messo sul comodino dicendo “questa è roba per te”) e che quando sono in macchina da solo ritiro fuori J.J. Cale. E Ry Cooder, e Leon Redbone, e Jackson Browne, e Manolenta, e i Dead e…

  2. Luca

    Dai Duran Duran vado domani. E Vecchioni va bene, basta non fraintenderlo per la rivoluzione. Claudio Bagnoli è bello.

  3. clarenza

    Mi identifico in tutto il tuo post!
    Le playlists di prima e di seconda fila, playlists comunque piuttosto ricercate e “di qualità”, l’ ascolto in macchina in autostrada, la riproduzione random che sembra sempre uguale (e secondo me lo è, nessuno mi toglierà dalla testa che ci sono dei percorsi misteriosi di ripetizioni coatte) e infine…. la playlist di Zero, grande interprete di un genere che definirei, nel senso migliore, “di vere canzoni italiane”… goduta a sorpresa e anche cantata.
    Posso aggiungere una mia ulteriore preferenza? Zero che canta Jack Skeletron in Nightmare Before Christmas di Elfman/Burton…

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  5. elisa

    Buongiorno Luca,
    ho letto il suo articolo su Vanity Fair, come faccio sempre, e mi ha fatto un immenso piacere trovare questa bella valutazione su Renato..ho 48 anni e mi ha accompagnato sempre da quando ne avevo 14 insieme a tanta altra musica a dire il vero così lontana da lui..ma la passione per la musica è così, va al di là di ogni etichetta, spiegazione, sentire..pertanto gli Opeth, Blind Guardian suonano accanto a Sinatra nelle mie compilation e Bowie non si schifa di Endrigo, tanto per dirne alcuni.
    Le consiglio di travalicare Erozero però, perchè è vero che Trapezio/Zerofobia/Zerolandia e a tratti Erozero fondano tutta la ragione d’essere di Renato anche per me che ancora me lo vado a vedere con godimento, ma dal 1980 ad oggi ha prodotto molto, moltissimo e qualche sparuto brano da aggiungere nelle sue playlist lo troverà senza dubbio..
    Un caro saluto e a rileggergi sul suo blog

  6. hairstreak

    Mi fa piacere di non essere l’unica a sentire una certa affinita’ tra Baustelle e R.Zero. Anche se forse Zero e’ l’unica fonte a cui i Baustelle non attingono direttamente con citazioni e copia-incolla.

  7. Mark

    Nei grattacieli di sale,
    Costringi la verità
    Se questo mondo è sbagliato,
    tu dici si rifà si rifà si rifà

  8. ilbarbaro

    Già, Bagnoli perché mi sento proprio come Fonzie con “sbagliato”: non riesco nemmeno a scriverlo. Intendiamoci, la musica è come il sesso, va bene tutto se si è consenzienti, basta non mettersi a fare i moralisti, dopo.

  9. riccardo r

    La musica è strana, ché mi piace Bollani e i Paramore, De André e i talent show, mentre NON mi piacciono ne Morgan ne Madonna o M.Jackson, per dire.

    Quindi quoto ilbarbaro: la musica è come il sesso…

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