Sul Sole 24 Ore ci sono oggi due distinti articoli che descrivono le velleità rispettive di Leoluca Orlando ed Enzo Bianco di candidarsi di nuovo a fare i sindaci delle città di Palermo e Catania, che guidarono in stagioni lontane e un po’ migliori di queste. Orlando è stato sindaco di Palermo per dodici anni, a cominciare dal 1985. Bianco è stato sindaco di Catania per otto anni a cominciare dal 1988. Lo sono stati fino al 2000. Erano sindaco quando molti degli elettori di oggi non erano neanche nati. Sono cambiate parecchie cose nel frattempo, e loro due anche: l’Italia ha un bel po’ di guai, ma non si risolvono ricorrendo a carrozze, cavalli o calamai.
Con tutto il rispetto, lascerei perdere.
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IL SOGNO DI ORLANDO E IL CANTO DI BIANCO
Sulla cima di una montagna sopra le nuvole
che fluttuano sotto di me come un mare
io ho detto che quella vetta è il pensiero di Leoluca Orlando,
e quell’altra la preghiera di Enzo Bianco
e questa è il sogno di Orlando
e quell’altra il canto di Bianco,
e questa è Catania e questa è Palermo,
e questa è la Catania di Bianco e questa la Palermo di Orlando,
e questa la speranza della Madre Chiesa,
e questa- insomma tutte queste vette sono poemi
poemi e preghiere che fendono le nubi.
E ho detto: ‘Che cosa se ne fa Dio di Orlando e di Bianco
che si elevano quasi fino al cielo?Che cosa è la speranza
se non la cosa con le piume come diceva Emily Dickinson
se la cosa con le piume non è mio nipote, come asseriva Woody Allen,
ma un’isola che si sveglia una mattina e si trova trasformata
in una protesi in cui da un lato c’è la Catania di Orlando
e dall’altro la Palermo di Bianco e Woody Allen che cerca suo nipote
per portarlo da uno specialista a Lampedusa?’
(da : “Se fosse l’Antologia dell’Orlando Bianco”)
Cazzo (ehm): l’eterno ritorno esiste…