Educare le masse, va bene

In cerca di definizioni chiare e sintetiche per le promozioni giornalistiche delle prime settimane del Post, a un certo punto dissi ad Anna Masera della Stampa che me lo immaginavo un “prodotto elitario per maggioranze”. A volte quando fai così dici una totale sciocchezza, a ripensarci: ma quella volta lì invece la definizione aveva senso e ci sono ancora affezionato, è il discorso di Un grande paese, fare le cose bene e di qualità e non autocompiacersi di essere nicchia o minoranza, anzi averne fastidio e umiliazione.
Oggi c’è una bella intervista di Repubblica a Roman Vlad, che è un signore di 92 anni grande musicista e intellettuale, che sta in Italia da quasi sempre, e a un certo punto dice:

«La situazione è degradata è vero, ma certi valori s’impongono sempre. Il rischio da evitare è che si riformi una élite… Tutti, invece, dovrebbero far parte dell’élite»

Ma prima ancora Vlad dice un’altra cosa ottima e importante, a proposito di un altro tema caro quaggiù, quello della responsabilità dei media e delle leadership culturali, e dei criteri che debbano muoverli, se pedagogici o commerciali:

«Ho conosciuto Adorno. Aveva previsto questo destino e individuato il ruolo dei media nel portare la cultura alle masse; solo che la mercificazione della cultura ha avuto l’effetto opposto: è il livello della cultura che è stato abbassato al livello delle masse e non il contrario. Invece di educare le masse ci si è conformati al loro gusto»

Altre cose:

9 commenti su “Educare le masse, va bene

  1. 1972

    Forse, in fondo, è meglio non capire quello che lei scrive, caro Sofri. Perché quando si capisce fa un po’ senso.

  2. Elvetico

    Una carriera: Enzo Reale, da faro online della destra liberale e neocon italiana a troll di Luca Sofri.

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  4. johndoe

    Mah Enzo Reale,…destra per destra allora era meglio il berlusca. Almeno quello, appena aveva cinque minuti liberi trombava come un riccio.
    Mi sembra un modo migliore di passare il tempo.

  5. 1972

    No, io preferisco decisamente i “prodotti elitari per maggioranze” di uno che “non si compiace” di essere “nicchia o minoranza”. Cioè, come tutti sanno, il grande Luca Sofri, l’uomo che ha reiventato il giornalismo italiano. A base di riassunti, di umiltà e di dolce stil novo.

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