Mai nel mezzo

Posto che le accuse di Travaglio sono sempre costruite in modi ingannevoli e artificiosi, e anche quella di ieri sera al programma di Michele Santoro, le sue parole contro l’atteggiamento zerbinato dei maggiori quotidiani nei confronti di Mario Monti e del suo governo avevano un robustissimo e stucchevole fondamento: ci sono stati nei giorni scorsi veri momenti di comicità involontaria nelle descrizioni “da Istituto Luce” pubblicate dai giornali, coinvolti anche loro in questo assurdo momento di “sospensione della democrazia” e vittime di una spettacolare contraddizione tra l’aggressività del giorno prima e l’indulgenza del giorno dopo il cambio di governo.

Non che si debbano scatenare campagne critiche dove non c’è niente da criticare, quello è il mestiere di Travaglio e dei suoi in cerca di un senso alla propria presenza sul mercato e di consensi a rischio di distrarsi: però magari evitare l’enfasi celebrativa di ogni più insignificante momento della giornata del professor Monti renderebbe un po’ più credibili e meno inermi – come è stato ieri sera Massimo Giannini, la mano che lo nutrì – nel rispondere alle ghignanti prepotenze dei concorrenti. Ma vedrete che staranno un po’ più attenti, Travaglio e il Gabibbo mettono paura a tutti.

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41 commenti su “Mai nel mezzo

  1. goemon

    Mi sembra che il post sia un po’ sconnesso in sintassi e grammatica nella prima parte. O è solo una mia impressione? Per il resto, queste beghette tra giornalisti invidiosi, non sono per niente appassionanti.

  2. pifo

    In effetti non c’e` nulla da criticare perche’ lo scambio gustoso e piacevole tra Travaglio e Giannini, nel suo complesso e nel rispetto delle personalita’ giornalistiche diverse dei singoli protagonisti, fornisce sfumature molto apprezzabili a chi non milita per professione tra le file degli Anti-Travaglio o degli anti-Rep.
    La tendenza media della stampa laica su Monti, sulla quale, nel suo stile, Travaglio ironizza esiste ed e’ percepibile ma e’ anche vero che Giannini per primo ha iniziato a pungolare il premier con i suoi editoriali. E’ stato quindi bello sentire l’uno e l’altro, facendosi trasportare ora dall’una e poi dall’altra parte, senza rimanere nel mezzo!

    Rassicuro Cafonauta, quando L.S. parla di certi temi, 4 letture e’ il minimo: la seconda serve per l’analisi grammaticale, la terza per quella logica e la quarta per la analisi del periodo.

  3. Hytok

    Il livore sofriano antitravaglio sfocerebbe nella comicità se non provenisse da un giornalista direttore di una testata. Così, invece, fa solo orrore.

  4. scemax

    Sui monologhi di ieri(un po’ lunghi e tra i meno graffianti) ho avuto anch’io la stessa impressione. Mi sembra facile citare solo le banalità su Monti scritte nelle ultime settimane. Credo che un po’ di gossip sul minuto per minuto dei primi momenti sia stato normale. E ricordare che i giornalisti non sono fatti per “leccare” è stata un sparata qualunquista per attirarsi qualche nuovo acquirente. Resta il fatto che Milone poteva rimanere dov’era.

  5. wiz.loz

    Confesso di non aver capito bene, alla seconda lettura, questo post. Però parla male di Travaglio e quindi sono d’accordo.

  6. 1972

    No, dai, non scherzate. Un Post di Sofri che non si capisce? Naaa… siete voi che avete bisogno di un corso accelerato di pensiero involuto. Chi vi credete di essere? Sofri, il Mahatma, l’intoccabile. Rileggete 500 volte, prima di parlare.

    Enzo Reale

  7. lorenzo declich

    Cercando di strappare risa ieri Travaglio ha parlato del nulla. Un giornalista che ricorre alla comicità per parlare male di chi? Dei giornalisti? Uno spettacolo inguardabile.

  8. Luca

    Però il tempo che dedicate a cercare di capire quello che scrivo e a spiegare che non lo capite mi lusinga. Grazie a tutti.

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  10. maragines

    Io non ho difficoltà a capire il post, né sul piano sintattico né su quello del suo significato.
    *
    Trovo repellente Travaglio, trovo insultante (per me lettore) il suo modo cialtronesco di presentare le notizie in modo poco onesto, ma al tempo stesso quando capita (è capitato) posso trovare buoni certi suoi articoli.
    *
    Quello che però trovo sbagliato e il coro beota della stampa e dei politici nella presunta “sospensione della democrazia”, l’attuale governo è stato legittimato democraticamente dal Parlamento. Semplicemente rispetto al precedente non è composto di parlamentari. Vista la qualità di questi (i parlamentari) mi pare potenzialmente un passo in avanti… Anche verso la democrazia che non è, come pensano in troppi, eleggere il governo…

  11. ribio

    che palle quelli che credono di sapere l’italiano solo loro. il piccolo post si capisce benissimo leggendolo una sola volta. per chi vuole.
    travaglio mi piace quando fa il giornalista vero, quando fa informazione o controinformazione. gli dobbiamo molto. quando fa lo spiritoso ad oltranza, quando afferma le sue verità come fossero le uniche, quando vuol far intendere che lui è l’unico giornalista onesto (insieme a santoro) mi fa veramente c…..e

  12. voldenuit

    Giusto, non scateniamo sempre campagne critiche dove non c’è niente da criticare. “Posto che le accuse di Travaglio sono sempre costruite in modi ingannevoli e artificiosi, e anche quella di ieri sera al programma di Michele Santoro…” Ops, Luca in clamoroso corto circuito. Attendo con fiducia il giorno in cui tu e Travaglio riuscirete ad andare oltre le piccole beghe private e i reciproci risentimenti personali.

  13. minimAL

    L’antipatia del Sofri per Travaglio proviene da liti condominiali di bassa lega, non certo da profonde e dotte dissertazioni etico-professionali.
    Se poi il Sofri non lo dice, o non ha il coraggio di dirlo, appartiene a una riconoscibile attitudine famigliare.
    Sulla sintassi e la grammatica, poi, è meglio stendere un velo pietoso.
    Il problema è un altro: ma ci godete così tanto a farvi insultare dall’ineducazione cronica del Sofri?
    Io non resto sorpreso dall’arroganza delle sue repliche, ma da chi la subisce silente.
    Boh
    Alessandro

  14. Bruno Martelli

    Addirittura “sempre” costruite, accidenti. E’ possibile fornire qualche link o argomento a supporto di questa informazione, qualche articolo anche vecchio con una analisi approfondita, degli esempi concreti? Io non ho mai trovato nulla di ingannevole o artificioso nei ragionamenti di Travaglio, probabilmente sarò stato ingannato :-)

    D’altro canto, non capisco questo subbuglio sulla sospensione della democrazia. Siamo in una Repubblica parlamentare: il Popolo vota il Parlamento, il quale elegge chi crede più opportuno. Quando il Parlamento ritiene che il Governo non sia più adatto, lo cambia. Quindi il governo Monti è proprio uno dei rari casi in cui il sistema democratico ha funzionato bene. Tanto più che gode evidentemente di un consenso popolare superiore a quello precedente. Il Parlamento è sempre lì e può ritirare la delega quando vuole. Solo che il Parlamento resta popolato da cialtroni impresentabili, e quello è il vero problema.

  15. facci

    Sì, però Travaglio evitava i nomi dei giornalisti per ragioni diplomatiche: qualcuna era sua amica.
    Tempo fa io scrissi questa, e i nomi ci sono.

    ***

    Vi prego, procuratevi gli articoli di Chiara Beria di Argentine e Concita Di Gregorio e Maria Laura Rodotà usciti su Corriere e Repubblica e Stampa di ieri: non c’è sintesi che possa rendere l’idea di che cosa sono state capaci di scrivere, dovete proprio leggerli in toto. Il tema è: loden a Monti e cappotto di legno a Berlusconi, alias una stucchevole passata di lingua per il nuovo venuto e una puerile disprezzo per chi malvolentieri gli cede il posto, e ciò nonostante – dettaglio – il primo sia cooptato e il secondo banalmente eletto.
    Partiamo dall’articolo più stupido in assoluto, quello di Chiara Beria di Argentine dedicato alla «Rivincita dei milanesi sobri e in loden verde». Urge intenso virgolettato: «Il cappotto che Berlusconi porta sulle spalle è il tipico cappotto in morbido e regale cachemire prediletto da “lor scior pien de danee”… la Milano esplosa nei favolosi Anni Ottanta che si estende da Montenapoleone alla «Brianza Saudita»; quella che ama esibire successo&potere e detesta ogni moderazione; che, per l’aperitivo, si ritrova in «Montenapo» da Cova o alla pasticceria Sant Ambroeus; per solcare il mare ha la «barca», gioca a golf nei circoli di Monza e Barlassina e, per il Capodanno 2012, ha in agenda o un party nelle ville di Casa De Campo, l’enclave per milionari a Santo Domingo o una cena cotillon e conti da infarto al Grand Hotel Palace di Saint Moritz». E avanti con tutto il campionario dei film di Boldi e De Sica. E invece Mario Monti? Lui che cappotto ha? «E’ tutt’altro tipo… Varesotto di nascita, studi a Milano seguendo il percorso tipico dei giovanotti dell’alta borghesia (Berlusconi, nato nel popolare quartiere Isola, ha dovuto faticare ben più)… è il tipico milanese che non ha mai smesso il rigido, eterno, affidabile e persino un po’ noioso loden di color blu (sola variante accettabile del classico verde). 
Il cappotto in loden è, del resto, la vera divisa per i maschi appartenenti alla borghesia milanese di stampo e tradizione calvinista; quella da ottimi studi anche all’estero, solidi matrimoni, volontariato e parche vacanze in montagna o nelle belle case sui tanto piovosi laghi. Una borghesia solida e colta… medici, avvocati, professori universitari».
    Ora: a parte il compiaciuto classismo di Chiara Beria (che si sente in qualche modo imparentata a Monti, o vorrebbe) e a parte il disprezzo per quel Berlusconi che «ha dovuto faticare ben di più» (sarebbe un demerito) in definitiva abbiamo capito che Berlusconi ha un cappotto blu e Monti ha un cappotto blu: il resto sono fumi alcolici di chi peraltro non ci capisce granché: il «loden di color blu» non esiste, il loden – e chi scrive lo sa bene – è un tessuto di lana infeltrito e garzato (dicasi panno) che sin dal medioevo viene prodotto in Tirolo nei colori grigio (l’originale) e poi bianco, rosso, nero e da ultimo verde, quello più diffuso e che per misteriose ragioni compare nel titolo de La Stampa ed è ricollegato a Mario Monti: anche se il suo cappotto, scrive Chiara Beria, è blu.
    Fa niente: passare da un cappotto blu a un altro cappotto blu, secondo Chiara Beria, rappresenta comunque una «incredibile svolta morigerata», basta con le Papi girls e le borsette di Prada e Hermes (buttale via) e basta con le sciure leopardate alla Santanché, scrive. Mettetele il loden tirolese, alla Santanché: come quel Giuliano Pisapia che a suo tempo smise l’eschimo (verde, rigorosamente) e però oggi mette pure lui il loden verde, eh sì, perché è un «tipico esponente della Milano calvinista, quella che ritiene che oggi il vero lusso sia poter girare in bicicletta la città superinquinata e soffocata dal traffico e trova assai volgare quelli con l’auto blu e tanto d’autista in estenuante attesa fuori dal ristorante «Il Bolognese» o dall’hotel Four Season». Cioè: in pratica Chiara Beria – anche perché l’elenco continua – ha elencato tutti i posti di Milano che le stanno sulle palle. E il bello che per tutto l’articolo – dovete trovarlo e leggerlo tutto, insisto – prosegue così: Berlusconi e Monti utilizzati inn chiave simbolica per contrapporre una sorta di banda messicana a una confraternita di frati cistercensi. Il culmine dell’adulazione ovviamente è per la Prima della Scala: «In quell’occasione, sotto il suo loden, l’impeccabile Mario Monti indossa, come vuole la tradizione, lo smoking». Invece Berlusconi, sotto il cappotto, è nudo con la pompetta.
    Sull’articolo di Chiara Beria staremmo delle ore, ma dal loden dobbiamo passare all’osanna di Concita De Gregorio su Repubblica: Monti è «un signore con la tazza di the a Saigon» (ha scritto «the», alla francese, senza accento) e che deve «colmare una differenza antropologica, la distanza che separa quel profilo asciutto dalle risa sguaiate, quella sobrietà dagli ammiccamenti di chi si da di gomito, dalle barzellette e dalla compravendita, dagli “e ammè che ne ne frega, io che ci guadagno?”». Prosa a parte, non fosse chiaro, il primo è il profilo di Monti e il secondo quello dell’archetipo berlusconiano, tutti così, tipo quel «Gasparri che si aggira gesticolando con Matteoli che gli si affanna dietro». Ecco invece Monti: «Un ufficietto frugale e di servizio a Palazzo Madama… I suoi ragazzi della Bocconi hanno portato i computer… la moglie è arrivata con la valigia di camicie pulite: il ricambio c’è, ora si tratta di capire se si può cambiare l’Italia». Viene il diabete, ma è anche vero che dall’altra ci sono «Brunetta, Sacconi, Rotondi e qualche altro relitto del ventennio appena trascorso. Col coltello in bocca allertano Lamberto Dini». Sentite poi come scrive che Dini è un rincoglionito: «80 anni, presidente del consiglio 25 anni fa (in realtà sono 16, ndr) si scopre improvvisamente l’uomo nuovo, gli devono battere due volte sulla spalla, non capisce, sì tu, parlano di te, saresti pronto? Certo sì, presidente del Consiglio, che avevi capito». Da immaginare la lucidità che la De Gregorio attriburebbe a Giorgio Napolitano, che va per gli 87. Parliamo di una signora che è stata capace di scrivere, nello stesso articolo, che l’applauso riservato a Monti è apparso «sollevato da sinistra, servile da destra». E saper distinguere, di uno stesso applauso, che parte è «sollevato» e parte è «servile» non è mica roba da tutti.
    Per ultima lasciamo Maria Laura Rodotà (Corriere) perché è la più simpatica e non va confusa con le altre due Monti-girls. Oltretutto la sua rubrica di ieri è apparsa invero disarmante nella sua ammissione che l’amore per Monti, ora come ora, possa spazzar via persino ogni velleità femminista: «Siamo oneste. Ieri, la prima reazione di molte di noi all’osservazione “non ci sono donne nel nuovo governo” è stata “ma chi se ne frega se non ci sono donne nel nuovo governo». Chi se ne frega. Sì, perché siamo oneste: «Ci si preoccupa più per lo spread che per le quote». Giusto. E pure miracoloso, perché siamo oneste: il prossimo dicastero Monti non ha solo spazzato via la volontà popolare e la democrazia parlamentare, è riuscito nell’impresa ben più complicata di spazzare le storiche e legittime velleità delle femministe italiane. Ma non è detta l’ultima parola: «Un nuovo governo ancora non c’è», scrive la Rodotà. Giusto. E Giorgio Napolitano e Mario Monti, del resto, sono «signori non più giovani, ma civilizzati di altri», ergo «pare altamente improbabile il governo tuttimaschi che in questi giorni alcune paventano». Ecco perché «si spera in qualche faccia nuova, qualche personaggio interessante». Stragiusto: mai smettere di sperare. E se anche dovesse andar male, vabbeh, che sarà mai, la Rodotà lo ammette: «Viviamo una fase terribile». Se anche non ci fossero donne, cioè, «chi se ne frega». Fa parte di un percorso.

  16. splarz

    Incredibile come per Sofri sia necessario insultare Travaglio per dire ha ragione, il secondo concetto isolato proprio non gli riesce.
    Eddai: se riesco io ad apprezzare qualche rara volta Facci, ja fai con Travaglio pure tu.

  17. pla8

    è il mercato… la loro scaramuccia non è stata tanto diversa da plasmoncontrobarilla – fattocontrorepubblica. x entrarci non devi chiedere il permesso

  18. braccale

    Che le inchieste di Travaglio e le sue modalità di rappresentrale abbiano spesso raccolto perplessità non solo strumentali (ci sono anche quelle, certo) per evidenti pregiudizi e una fastidiosissima attitudine manichea, è un fatto, non una personale ripicca di Sofri.

    Lo stesso Sofri ne ha dato ampie e documentate ragioni. L’attacco poi alla sua storia familiare è una bassezza che si commenta da sè.

    Ma la zelota adunanza di tutti questi ‘defensor linguārum’, questa sì, che mi fa sbellicare.

  19. Luca

    Ho una solida opinione sulla devastazione culturale e civile che Travaglio ha indotto e fomentato in molte teste italiane, simmetrica a quella berlusconiana: e sulla pratica falsificatrice dei suoi forcaiolismi, e sul perseguimento di ambizioni di piccola vanità personale a forza di demagogie e violenza, nonché stilisticamente sgradevoli e meschine. Tutto questo lo trovo molto molto male per tutti noi, e con me parecchi altri. Se poi qualcuno qui si sente più saputello ad alludere al fatto che non sia per questo, ma invece perché Travaglio è stato bugiardo e vigliacco con i miei familiari, che io contesto le cose che dice, faccia: bisogna essere un po’ scemi. Ma non inganni gli altri imparziali. E non mi costringa a parlare di Travaglio più di quanto meriti: ogni tanto capita che faccia notizia.

  20. Bruno Martelli

    Mah. Lo stile di Facci invece è gradevole e nonviolento? Ho provato a leggere l’articolo che ha riportato sopra: quello sì che va letto dieci volte prima di capire qualcosa, e per me non bastano di certo. Non conosco quasi nessuno dei nomi citati, non conosco i luoghi fichi di Milano, so a malapena cosa sia un loden: l’unica cosa che ho capito è che vuole colpire due o tre giornaliste con una sfilza di gossip al vetriolo e una ironia incomprensibile per chi non è branché. Boh, fate voi eh.

  21. Marzio

    Lascio perdere la diatriba Sofri Vs. Travaglio. Non è interessante. E’ solo energia dissipata in attrito. Non fa luce, solo calore. Ma la sinistra è purtroppo (quasi) solo questo, ormai da molto tempo.
    Calore senza luce.
    Venendo al merito, è vero. E’ ben visibile la santificazione di Mario Monti.
    Forse perché non ne potevano più del baccano, delle liti, dei discorsi fatti di fumo.
    Monti è una persona che quando parla è meglio starla ad ascoltare. E prendere appunti.

    Ciao

    Marzio

  22. cervelletto79

    Non mi interessano assolutamente le opinioni su travaglio,ognuno ha il diritto di dire la sua;quello che non mi piace è che nella vicenda con sofri c’è un evidente conflitto di interessi (seppur minimo).travaglio critica bignardi,sofri si incazza,sofri critica travaglio.
    In questi casi,dott.sofri,è meglio evitare altrimenti qualsiasi essere senziente avrà il dubbio che il suo è solo rosicare

  23. 1972

    Per dirla in musica e concludendo: “Che confusione, sarà perché ti amo”.

    Enzo Reale

  24. ilbarbaro

    Più illeggibile e incomprensibile del Post di Sofri jr. c’è solo quello di Facci, ma questa non è una notizia. Non è una notizia nemmeno il livore di entrambi per Travaglio, che continua a essere uno dei pochi giornalisti italiani alla ricerca di fatti. Li espone in modo fazioso e spesso incivile, ma la faziosità di certi suoi prezzolati e ugualmente incivili colleghi che adorano censurare e insultare, anche direttamente, i loro lettori è quanto meno pari; peccato che di fatti, nei loro “articoli” se ne trovino sempre pochini, a esser generosi. La mia impressione è che a dir male di Travaglio, non gli si faccia che un favore. Se poi lo si fa in modo scomposto, si finisce solo per perdere il confronto. Peccato.

  25. Hytok

    Sofri detesta Travaglio non tanto perchè critica sua moglie, ma per quel che pensa della sentenza di condanna del suo papà.

  26. tonio

    lo stile con cui si scrive è personale, l.s. probabilmente lo fa di getto senza rivedere il testo, così piace a lui e a chi lo legge spontaneamente. A m.t. invece si contesta, e mi sembra quasi un plebiscito, il contenuto di quanto scrive perché tende all’accanimento mistificatorio, anche se con successo. Fin qui ogni dibattito è lecito, nulla quaestio. Da lettore, che vuole informazione, il problema lo vedo nascere nel momento in cui si scrivono critiche, che si leggono come offese private tra persone che non si tollerano vicendevolmente. In questo caso esistono mezzi privati per comunicarsi tutto il peggio possibile, senza togliere spazio all’insinuata sospensione della democrazia e al vincere facile di monti.

  27. pifo

    I commenti esigenti di molti dei lettori “pacifici” de Il Post saranno anche di matrice zelota ma rappresentano, per stessa ammissione della Redazione, un patrimonio di questo giornale. Quello di essere automaticamente iscritti al club dei forcaioli travaglisti se, in quanto lettori, si evidenzia la “insufficienza sintattica” di un post su il co-fondatore de Il Fatto e´ un problema che riguarda il direttore di questo giornale e non me, che Travaglio lo seguo assai poco. Io sono lettore convinto e regolare di questo giornale e credo che il direttore dovrebbe prendere con piu´ professionale considerazione l´insoddisfazione di molti espressa tra le righe sopra, abbandonando quell´atteggiamento che spesso lo contraddistingue e per il quale chi lo critica nei commenti in rete lo fa per puntiglio, per solitario divertimento, voglia di contrapposizione oppure per malsana e anonima ambizione.
    … comunque, sara´anche una questione di stile personale ma non vedo male una ripassatina del revisore prima di pubblicare.
    Saluti.

  28. 1972

    Direttore, provo a riformulare la domanda nel caso volesse per una volta scendere dal piedistallo e rispondermi. Bloggo da quasi tanto tempo quanto lei, abbia pazienza.
    Per quale motivo i miei commenti sul Post non compaiono mai? Avete un filtro personalizzato che esclude automaticamente tutto quello che proviene da me? O sono i suoi zelanti e servizievoli redattori a non far passare le mie osservazioni critiche?
    Oggi, per esempio, mi sono permesso di chiedere perché, per presentare i 10 libri dell’anno secondo il NYT, aveste pubblicato una foto di Obama. Così, mi sembrava una scelta quantomeno peculiare, più degna della KCNA che di un giornale italiano. Il commento, come sempre, non è apparso. Ecco, direttore, per quale ragione? Così, per sapere. Grazie.

    Enzo Reale

  29. toscarlo

    Una mia curiosità (vogliate tutti perdonarmi per la mia pulsione infantile): com’è il bilancio condanne/assoluzioni di Travaglio, considerato il fatto che pare venga querelato ogni 30 secondi?
    Così… Per capire. Penso che un giornalista così caustico vada giudicato anche in base a questi numeri.

  30. splarz

    @ toscarlo: non è dato sapere perchè le cause civili contro Travaglio sono centinaia. Su Wikipedia ci sono solo pochi esiti con sentenze note. A mio avviso è però utile leggerle, perchè si evince che, anche in caso di condanna, non ha raccontato balle ma ha offeso gente (chessò: si può dare del mezzo mafioso a Schifani ma non si può dargli del semi lombrico, nè si può invitare Confalonieri a sputarsi allo specchio). Le volte che gli hanno contestato i fatti, tipo quando non precisa che alle riunioni è sì presente Previti ma-non-nel-momento-clou (e l’articolo s’intitolava Patto scellerato tra mafia e Forza Italia) si cucca la condanna dalla magistratura e dell’infame da Facci sul Giornale.
    Con tutti i suoi difetti è un ottimo giornalista, checchè ne dicano qui dentro.

  31. toscarlo

    @ splarz: è esattamento ciò che penso, ma l’ho espresso con ipocrita “timore”… E’ questo il punto a mio avviso. Travaglio è caustico, offensivo, fastidioso, ma non inventa ciò che scrive. Tutto è sempre ben documentato e, aggiungo, la sua formazione di storico lo impone.

  32. ILSENSOCRITICO

    In realtà la questione posta da Sofri era un’altra e noto, da come si svicola dal tema del post, che Travaglio è un’intoccabile che non può essere criticato.
    Condivido l’opinione di Sofri su Travaglio, che non inventa ma è furbo nel ‘ritagliare i fatti’ come vuole: un esempio su tutti, la nomina del nuovo capo dell’Antitrust, definito da Travaglio ‘di dubbia qualità’ perché si tratta di un ex-avvocato di Schifani; peccato abbia omesso di dire che quella stessa persona è stata anche avvocato di Antonio Ingroia, pm anti-mafia amico di Travaglio, che ha pubblicamente elogiato Pitruzzella come uomo onesto e capace.
    Per tornare al tema del post, credo che alcuni articoli comparsi nei giorni scorsi [come l’ultimo editoriale del Corriere della Sera scritto da Alesina&Giavazzi, citato senza far nomi dallo stesso Monti nella conferenza stampa di domenica] smentiscano almeno in parte l’affermazione di Sofri.

  33. alessandra

    mi dispiace, caro luca sofri, che lei si accenda così tanto quando parla di travaglio. non credo che travaglio abbia indotto o fomentato devastazioni intellettuali. quello di travaglio è un punto di vista, non il mio, ma un punto di vista. le sue arringhe vorrebbero spronarci a fucilare, ardere e decapitare. mica cose belle. sopratutto perché nella furia ci vanno di mezzo persone per bene. ciò detto credo che travaglio abbia qualche volta terribilmente ragione. in un momento così drammatico per il paese, i giornalisti ( e non solo loro, per la verità) dovrebbero essere vigili e critici. e invece leggere i giornali in questi giorni è un’esperienza desolante. leggo tra i commenti che qualcuno ritiene che quando monti parla si debbano prendere appunti. sarà vero, ma anche farsi e fargli qualche domanda difficile non sarebbe male. non si può dare il paese “chiavi in mano” a un “tecnico” e mettersi tranquilli in un banco ad ascoltare cosa ci dice. non siamo gli studenti del professor monti, condividiamo con lui la responsabilità del nostro futuro.

  34. Simonluca Merlante

    Io la vedo in modo un po’ diverso e, in un momento di grande instabilità per l’Italia, una “sospensione dello scetticismo” nei confronti del nuovo arrivato ha anche un valore civile, e cioè riportare fiducia sui mercati mostrando un fronte di cambiamento compatto. Si sono raggiunti eccessi (e l’articolo sui cappotti citato da Facci è fra questi) ma all’uomo Monti va comunque riconosciuto il merito di aver riportato la professionalità al governo, almeno nell’attitudine, e non è poco.

    Poi, che il post sia meno equilibrato e sottile di quelli a cui il p.d. (peraltro direttore) ci ha abituato, probabilmente è vero, ma da qui alla dietrologia…

  35. minimAL

    Evviva gli scemi, dunque… “scemo è chi scemo dice”, o qualcosa del genere.
    Non te la prendere, Luca: non puoi essere amato da tutti.
    Stai sereno,
    Alessandro

  36. cessione del quinto

    Non m’interessa il discorso e i litigi di travaglio e compagnia ma vorrei dire che sono molto fiduciosa sul nuovo governo di Monti, penso che lui è una persona intelligente e onestà che proverà a fare del suo meglio per migliorare la situazione dell’Italia e questo, visto quello che abbiamo avuto negli ultimi anni, non è per niente male.

  37. Erik

    Avevo intenzione di leggere “Un Grande Paese”, ma se anche da quelle parti giudizi pesanti come pietre vengono tranciati con la stessa svampita leggerezza forse è meglio lasciar perdere. Non è il fatto che i giudizi siano negativi che non condivido, ma la superficialità , la gratuità, l’assolutezza, l’inconsapevolezza tipica dei discorsi fatti tra amici al bar e che su un log che aspiri ad un minimo di serietà sono fuoriluogo e deludenti.

  38. The Life After

    Dopo questa manovra da criticare ce n’è eccome. Sinceramente io avevo da criticare anche dopo la nomina dei ministri. In ogni caso c’è da dire che con l’arrivo di Monti tutto sembra perfetto agli occhi dei giornalisti italiani. Sono un po’ impaurita!

    The Life After

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