Retroscena anch’io, ma facile

Io non credo che la politica di avvicinamenti di Casini a Bersani via dichiarazioni e interviste implichi che nuove “promettenti” prospettive di alleanze facciano saltare le primarie del PD. Non è realistico. Quella che è realistica, invece, e piuttosto palese, è la successione causale degli eventi che hanno preceduto la serie di dichiarazioni e interviste di avvicinamento a Bersani da parte di Casini (ricordiamo che per Casini, dichiarazioni e interviste non costituiscono un accessorio della politica, ma ne sono l’unica e totale espressione, che padroneggia con sapienza).

Venti giorni fa Pierluigi Bersani ha annunciato le primarie nel PD. La prossima candidatura di Matteo Renzi è diventata più vicina e concreta. Nei giorni successivi c’è stata un’accelerazione di allontanamenti tra il PD e i suoi potenziali alleati “di Vasto”. Sabato Matteo Renzi è saltato al centro della scena col suo discorso e la sua convention, e soprattutto con l’ipotesi diffusa e fondata che sia capace di prendere molti voti al centro e portarli al PD, se mai riuscisse a vincere le primarie.

Il giorno dopo, domenica, Casini ha attaccato Renzi, dando su di lui giudizi critici che hanno occupato i titoli e regalandoli al patrimonio di credibilità di Bersani. E il giorno dopo, lunedì, Casini ha dato un’intervista al Corriere proponendo con inedita disponibilità alleanze e percorsi comuni a Bersani. Il quale Bersani ha tempestivamente raccolto il “passo importante dal significato politicamente di grande rilievo”.

Non so se è di grande rilievo, ma il significato pare chiaro anche a me.

Altre cose:

11 commenti su “Retroscena anch’io, ma facile

  1. uqbal

    splarz

    Non ce ne sono. Non con questa dirigenza. Civati e Renzi se ne dovrebbero andare, e alla svelta.

  2. rodo

    a splarz:
    credo non sia una questione di PD, PDL, UDC, FLI, ….
    L’unico motivo per cui votare qualcuno anziché un’altro è: ascoltare, leggere ed informarsi di quel che dice e propone.
    E fidarsi.
    Perché chi ci rappresenta ci rappresenta, appunto.
    E ci può dar fastidio,
    ci può indignare,
    ci può umiliare,
    ma solo tanto quanto può far male lo specchio che restituisce la nostra brutta immagine.
    Perché è nostra mancanza il non avere avuto sufficiente senso civico da informarci quel tanto da capire chi erano coloro che avremmo dovuto votare, perché rappresentassero i nostri bisogni.
    La democrazia non è merce gratuita, costa fatica pertanto non è per pigri.
    Se chi abbiamo votato non è stato all’altezza del compito è forse a causa del fatto che noi tutti non siamo adatti alle impegnative pratiche della democrazia.
    Per esempio non siamo in grado di fidarci e dare il tempo per lavorare a chi di noi (in qualche modo e fino alla prossima votazione), è stato scelto per prendere decisioni che ci riguardano.
    Saremo mica malfidenti perché non ci fideremmo neanche di noi stessi?

  3. Democratico In Diretto

    Sono anni che è pronta questa alleanza. Secondo me ci sta anche Vendola, che deve alla neutralità dell’UDC la sua seconda elezione a governatore. Meglio così: la democrazia è scegliere chi è meno peggio, e se ne faranno una ragione anche i Grillologyani, dai quali si accaserà Di Pietro (se lo pigliano…).

  4. stefloris

    L’ onestà politica di Renzi resta per me un enigma, su quella di Bersani & Co. ormai pochi dubbi.
    Sarà interessante vedere i disaggregati territoriali dei risultati alle primarie per valutare gli eventuali effetti di questa mossa.
    Perché le primarie ci saranno e Renzi parteciperà nonostante le già scarse possibilità di vittoria si riducano ulteriormente dopo questa mossa, ormai non può tirarsi indietro.

  5. Broono

    Il nodo sta tutto in quell’ostinazione che il PD dimostra nel voler continuare a chiamarsi Partito, quando in realtà è nato e si è sempre comportato come niente più di un Patto elettorale.
    Che è un’altra cosa.
    Se lo chiami Partito e analizzi ogni mossa dalla sua costituzionead oggi, davvero poche cose appaiono coerenti e logiche.
    Se al contrario lo chiami Patto elettorale tutto magicamente trova il suo incastro e ogni mossa d’improvviso appare coerente, Casini compreso che avendo davanti un berlusconismo in maniche di camicia non fa alcuna fatica a girarsi indifferentemente da una come dall’altra parte.
    Che oggi basti disegnare un cerchio con un disegnino dentro, andare da un notaio e scrivere uno statuto, per dire di avere in mano una forma Partito, non significa che poi lo si abbia anche nella sostanza.
    E se non ce l’hai nella sostanza, puoi passare secoli a limare la forma che il risultato sarà sempre il medesimo.
    E’ un Patto elettorale, questa è la sostanza, motivo per cui non potrà mai avere altro argomento che non sia il sempre successivo appuntamento elettorale.
    Un Ulivo con il difetto di avere un Ulivo nella propria storia, un PdL senza Berlusconi.
    E’ grande la responsabilità della classe dirigente del PD nel declino inarrestabile di questo paese e nella sua impossibilità di chiudere il ventennio appena trascorso, davvero grande.
    E ancora più grande quella di quella classe che ama dirsi pensante e che al suo interno passa le sue giornate a criticare ogni angolo di PD disponibile al tiro al bersaglio, quindi ogni angolo di PD, senza mai però far nulla perché la recita si concluda e qundi di fatto contribuendo a perpetrarla.
    Nella distruzione di ogni prospettiva di futuro decente di questo paese, forse il PD ha addirittura più responsabilità di quante ne abbia Berlusconi e l’unica cosa che permette a questo circo a 360 di continuare a occupare la cabina di guida è che non esiste una legge che imporrà mai loro di rispondere di tutto ciò che hanno impedito, vanificato, impoverito, sminuito, ridotto a fustino di detersivo.

  6. waltron

    è anche facile capire che le primarie ci saranno, e il candidato di Bersani e Casini sarà Monti.

  7. fausto57

    Calma ragazzi.
    Supponiamo si voti nel 2013.
    Le eventulai primarie dell’eventuale centrosinistra saranno verso fine novembre, primi di dicembre (basta fare due conti calendario alla mano). Mancherebbero 5 mesi e c’è ancora da fare il programma base dell’alleanza (alleanza ovviamente eventuale).
    UDC che farebbe se la sua eventuale alleanza con il PD va avanti? Partecipa alle primarie? Sottoscrive il programma base ma non partecipa? Aspetta l’esito e poi decide se andare avanti con l’alleanza, che a quel punto non sarebbe più con il PD ma con il centrosinistra che nel frattempo avrebbe tenuto le eventuali primarie per il candidato presidente del consiglio? Eventualmente, se UDC entrasse in gioco dopo le eventuali primarie dell’eventuale centrosinistra e ponesse come condizione, poniamo, eventualmente, che si cambia il candidato presidente del consiglio uscito dalle eventuali primarie, in questo caso, eventualmente dico, chi glielo spiega agli eventuali elettori partecipanti alle primarie medesime di cui sopra?

    Oppure no, eventualmente si fa in estate l’alleanza PD-UDC e saltano le primarie? Sempre eventualmente, s’intende.
    E se il Pd vuol fare le primarie del centrosinistra anche senza UDC dentro centrosinistra e primarie, Vendola che dice? Che se non ci fosse Vendola non ci sarebbe più il centrosinistra. Sarebbero eventuali primarie del PD.
    Devo andare avanti?
    Quanti eventuale!
    Siamo ancora alle tattiche. Le strategie sono ancora ben coperte.
    Per ora direi di lasciarli dire. Eventualmente.
    Calma ragazzi.

  8. fausto57

    Dimenticavo.
    Che se poi imvece si votasse in autunno 2012 cambierebbe tutto. Eventualmente, dico.

  9. Lazarus

    E le primarie, e renzi, e civati, e i gggiovani del pd e i rottamatori e la foto di vasto e casini sì e casino no e casini forse e votare prima e votare dopo e votare durante. Ragazzi che spreco di risorse e di parole per nulla.

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