Complesso del Primo Maggio

“La musica balcanica ci ha rotto i coglioni” si inserisce dentro la tradizione di “la musica andina che noia bestiale” di Lucio Dalla, e della corazzata Kotemkin di Fantozzi. Poi è fantastico tutto il resto (montagne di citazioni fino alla fine), Elio e le Storie Tese.

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10 commenti su “Complesso del Primo Maggio

  1. uqbal

    A me la musica andina mi piace. Punto.
    Sul genio degli Elii poi è inutile aggiungere nulla, perché…perché…che vuoi dire più!?

  2. odus

    A proposito di “montagne di citazioni”, si può sapere qual’è il vero nome della famosa corazzata? Kotemkin, Kotiomkin come dice Fantozzi o Potëmkin?
    Quanto alla nuova canzone di Elio, sarà un capolavoro (la canzone italiana in questo periodo non offre altre minestre), ma a me sembra il doppione della canzone mononota o monotona di Sanremo.
    Cioè: la musica balcanica sarà un rottura di coglioni. Ma allora queste?

  3. Steve Romano

    La c.d. «musica balcanica» e «musica andina» sono merde, ok; ma la corazzata Potemkin è un capolavoro del cinema. Non credo che nemmeno quel grandissimo coglione montato di Paolo Villaggio intendesse dire il contrario – si limitava a prendere in giro una certa pseudo-intellighentzia dei primi anni Settanta.

  4. Steve Romano

    Quanto a Elio e le Storie Tese, sono dei discreti comici; li si può considerare «geni» o «mitici» giusto nella temperie culturale odierna.

  5. MAGO

    il complesso del primo maggio mi sembra un tema importante… peccato parlare di quel concerto o degli Elio o di musica in gereale…

  6. aldamar

    @Steve Romano, certo che Villaggio non ce l’aveva con la Corazzata, ma con il “Corazzatismo”.
    Il suo dileggio voleva essere la declinazione nazionalpopolare del proverbiale “No! Il dibattito no…” (da “Io sono un autarchico”, film d’esordio di Nanni moretti, girato in Super8 nel 76, lo stesso anno in cui Salce girava, con il massimo rispetto, la PARODIA del capolavori di Eisenstein).
    Da Wiki: “… in fase di sceneggiatura si decise di farne una parodia; anche il nome del regista venne opportunamente modificato: Sergej M. Ėjzenštejn divenne “Serghei M. Einstein”. Per questo le scene della gradinata di Odessa visibili nel film furono girate dal regista Luciano Salce sulla Scalea Bruno Zevi, di fronte alla Galleria di arte moderna, e la pellicola venne maltrattata per ottenere un effetto di invecchiamento. Il famigerato “occhio della madre” è pertanto quello dell’attrice italiana Alba Maiolini.
    Inoltre il film russo non è lungo come si lascia intendere: per dare più credibilità all’esasperazione degli impiegati, La corazzata Kotiomkin è composta da ben diciotto interminabili bobine, quando in realtà La corazzata Potëmkin dura soltanto 75 minuti … “

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