Storie dei Blow Monkeys

Quando poche settimane fa è morta l’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher in molti hanno ricordato le tante canzoni che aveva ispirato alla musica pop e rock del suo paese, tutte critiche sulle sue politiche e anche piuttosto aggressive. La formula con cui spesso era citata in Gran Bretagna – “la figlia del droghiere”, qual era – fu anche usata per il titolo del disco di una band che nella seconda metà degli anni Ottanta ebbe un discreto successo, i Blow Monkeys (il nome del disco era “ She Was Only a Grocer’s Daughter”). Esistevano già da qualche anno, ma fecero il botto nel 1986 con “Digging your scene”, una canzone divertente e creativa nei suoni – ma il testo parlava dell’AIDS – che aveva insieme un po’ di dance anni Ottanta, parecchie citazioni soul, un po’ di post new wave del tempo e i falsetti alternati alle profondità del cantante che si faceva chiamare Dr. Robert. Stavano insomma dentro quel solco “patinato” ed elegante del pop anni Ottanta, poi presero una piega ancora più dance e poi videro che il loro momento era passato e si sciolsero.
Ora, come molti altri di quei tempi (Alison Moyet, persino), hanno fatto un disco nuovo, “Feels like a new morning”. Cose di cui diffidare, di solito, ed è sempre quel genere lì, forse un po’ più tranquillo, ma invecchiato con eleganza: e insomma, non è niente male.

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