Un altro Ablyazov ancora

La versione francese del caso Ablyazov, meno scandalosa e maldestra della nostra – anche perché la signora Shalabayeva ormai l’avevamo già consegnata noi – ha pure degli aspetti particolari su cui fare delle riflessioni, per quello che se ne sa.
Ablyazov è stato arrestato una settimana fa in una delle sue famigerate innumerevoli ville (è una storia tutta di ville, questa, hanno sempre tutti delle gran ville) in Provenza, vicino a Grasse. L’arresto era una notizia notevole, con quello che è successo qui e con quello che vale Ablyazov come ricercato in diversi paesi coinvolti: ma per qualche giorno non se ne è saputo quasi niente, e non si è saputo quale ruolo – dopo l’imbarazzante precedente italiano – avesse avuto il governo kazako nell’incentivare e ottenere l’arresto, o quanto c’entrassero le richieste di estradizione di Russia e Ucraina, o quanto fossero tutto la stessa cosa (per non dire del mandato d’arresto britannico).
Poi negli ultimi due giorni sono invece arrivate ai giornali cataste di dettagli sull’arresto. Divise sostanzialmente in due filoni: letteratura minuziosa a livelli accuratissimi (il furgone dei giardinieri, le altre ville, i codici di accesso, l’innaffiare i fiori, e ancora mille particolari; e sputtanamento di Ablyazov stesso in larghe e superflue quantità. L’amante ucraina, lui in mutande, la notte di lei passata nella villa, il marito di lei (“banchiere con villa nel Surrey”), la “bionda” amante ucraina, la bionda avvocato ucraina, amante. Cherchezlafemme a palate.

Nel giro di due giorni il quadro della storia presentato ai lettori distratti – non quelli che avevano approfondito le complessità della figura di Ablyazov – si è quindi trasformato. Era “dissidente fautore della libertà nel suo paese è perseguitato dal dittatore che ottiene dagli italiani servi di avere in ostaggio la sua famiglia, moglie e bambina”. Adesso è “ricco calvo e in mutande riceve di nascosto – mentre moglie e bambina sono prigioniere – l’amante bionda, ucraina e moglie di banchiere, ma una coordinata ed efficientissima azione di polizia lo scopre, arresta e sbugiarda”.

Ora, naturalmente la verità non sta in nessuna delle due versioni, oppure in entrambe e in molte altre. Va’ a sapere la complicazione delle cose. Quello che è interessante è appunto l’arrivo simultaneo e improvviso ai giornali di un report sull’arresto con dettagli persino eccessivi (e nel frattempo, niente sulla genesi politico-diplomatica dell’arresto) e con l’evidente – e superflua, ai fini della spiegazione dell’indagine – sottolineatura della relazione di Ablyazov con l’avvocato. Sarebbe bello conoscere i percorsi e le origini di quel report.

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