La prima volta che parlammo in questa rubrica di “social tv”, ovvero di una crescente tendenza a guardare la televisione condividendo contemporaneamente commenti e impressioni sui social network era quattro anni fa, novembre 2009. Nel frattempo, come sapete, la questione è divenuta molto altro: l’abitudine si è estesa tantissimo, il chiacchiericcio parallelo online è diventato parte dell’esperienza televisiva e anche parte degli stessi prodotti televisivi, e di recente si sono letti articoli che riflettevano sui risultati spesso contraddittori di alcuni programmi, che sembrano molto seguiti su Twitter, ma poco premiati da Auditel, o viceversa. C’è stato forse un eccesso di sopravvalutazione – come ai media accade spesso – e ora si discute di quell’eccesso (anche questo i media lo fanno spesso, andata e ritorno).
Invece è interessante notare uno spostamento ulteriore – per ora più limitato – nelle potenziali abitudini: da quando internet ha sostituito la tv come passatempo serale di moltissime persone (i dati di traffico la sera ormai sono uguali a quelli del giorno), c’è persino chi segue i programmi tv su Twitter senza guardarli alla tv: e va a vedere cosa succede solo nei momenti di particolari segnalazioni, oppure neanche. Magari tra quattro anni sarà così: uno guarda la tv e twitta per tutti, gli altri guardano gli highligts segnalati su YouTube, il giorno dopo.