La grande Cazzata Accidentale

Michele Serra oggi commenta la storia dell’assessore lombardo che ha combinato un guaio e rovinato una tela del Settecento, per sbaglio. Dove l’uso dell’espressione “per sbaglio” ha un senso diverso da “per caso”, e non insignificante: Serra saggiamente spiega come molte cose anche gravi accadano a uomini senza colpa, per distrazioni ineludibili o aliti di vento. Sarebbe però interessante discutere se sia realistica l’eventualità che un analogo stappatore di bottiglia potesse guardarsi intorno e fare più attenzione, e se questo non indichi che ogni “caso” sia uno “sbaglio” (o una responsabilità di qualcuno, comunque), con tutta l’indulgenza che si può avere per uno sbaglio: o se oppure ci siano circostanze prevedibili e circostanze imprevedibili e quali siano. E che il non averle previste non ti renda così innocente. Se sia giusto sgridare il figlio sbadato e goffo che per la centesima volta rovescia il sugo sulla tovaglia, e non il padre a cui ogni tanto capita pure a lui. Per non dire dei calcoli sugli esodati da parte del governo. Insomma, intorno alla Cazzata Accidentale gira una conversazione da bar che ci mette un attimo a raggiungere i massimi sistemi.

Cassago è il tipico artefice della Cazzata Accidentale, una sorta di evento astrale (voglio dire, indipendente dalla volontà umana) che arriva a coprirci di ridicolo senza tenere in alcun conto meriti e demeriti. Non conta che egli sia un genio o un cretino, uno scrupoloso servitore del popolo o un cinico demagogo: conta che il Caso abbia deciso di ridicolizzare proprio lui, non altri, con la stessa distratta casualità con la quale quel tappo, piuttosto che rimbalzare su una parete, ha violato un dipinto. Credo fino a un certo punto nell’origine inconsciamente dolosa del lapsus, dell’incidente, del gesto maldestro. Credo nella sovranità del Caso, dunque del caos. Può capitare a chiunque: al giornalista cui sfugge una minchiata in buona fede, al politico che proprio durante il comizio decisivo ha la cerniera lampo abbassata, all’innamorato colto da dissenteria proprio la sera dell’appuntamento fatale. Siamo fragili. Siamo ridicoli. Proprio per questo meritevoli di compassione.

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12 commenti su “La grande Cazzata Accidentale

  1. massimo58

    Per carita, sara brava e degna persona, chi lo mette in dubbio, e una cazzata puo capitare a tutti. Piuttosto rifletterei un attimo sul ruolo di questa persona, Assessore ai Sistemi Informatici e sulla sua eta’ 71 anni….

  2. werner58

    Che ne sai, magari ha lavorato alla Sperry Rand fin dai tempi delle schede perforate.
    (Probabilmente non è così, ma piano col definire i settantenni inutili per assioma, dai.)

  3. uqbal

    Se non fai volare i tappi, i quadri non si strappano. A me sembra abbastanza lineare. Proprio perché il caos e il caso regnano su di noi, sarebbe il caso di non dargli una mano.
    Ha fatto una Cazzata Evitabile, più che accidentale, e infatti giustamente e onestamente si sta assumendo l’onere della riparazione.
    Son di quelle cose che si insegnano alle elementari (lo dico senza ironia) e sulle quali mi sembra difficile si possa andare oltre un collaudato buon senso.

  4. massimo58

    Non ho detto che un settantenne sia inutile, me ne guarderei bene, dico mi pare imporbabile sia la persona adatta a quel ruolo.

  5. fp57

    Un post sugli imprevisti, sulle cose che capitano. E, alla fine, diciamocelo, ci sono imprevisti peggiori.
    A meno che tu non sia @uqbal la cui “attenzione” e’ al 100 per 100 in ogni singolo momento della vita.
    Dice che glielo ha insegnato la maestra. Come se l’attenzione si potesse apprendere da bambini.

  6. angelo t

    lo so che bisogna fare yoga, stare calmi, pensare e non giudicare mai. Perchè? Io invece penso che stappare una bottiglia di vino frizzante (già detto tutto) in un luogo che non ha mdf in terra e mensole con libri contabili alle pareti ma quadri che non sono tuoi….non sei a casa tua. Punto. Bisogna saperci fare. E giudicare, non mi piace più serra, giustifica tutti, che palle. A me la dissenteria non mi è mai venuta ad un appuntamento, ma che immagini ha in testa quest’uomo?

  7. luigi052

    @angelo t
    Quindi stappare una boccia di frizzante nell’ufficio contabilità va bene ?

  8. Livernet

    Diciamo che in paesi diversi dall’Italia il punto e’ che non si bevono alcolici sul luogo di lavoro e di conseguenza non si stappano bottiglie.

  9. Massimo65

    @Livernet: una settimana fa nell´università in cui lavoro (non in Italia) un professore ha festeggiato il proprio compleanno e ha offerto a tutti i colleghi e i collaboratori, segretarie comprese, un rinfreschino, alcolici inclusi. Eravamo in pieno orario di lavoro.

  10. akiro

    ma è obbligatorio farlo volare il tappo?
    Certo che non sapendo com’è fatta la stanza non si può avere un’idea della cazzata.

    Comunque 71 anni ed in ambito informatico in cui devi riaggiornarti ogni 3 mesi per stare al passo, deve avere proprio una mente eccezionale veramente…

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