Wrecking ball

Ci sono oggetti o cose il cui uso concreto è stato da tempo soppiantato da quello metaforico, e con cui non abbiamo nessuna familiarità reale malgrado li citiamo spesso in frasi fatte e modi di dire: mi affascinano soprattutto quelli dell’ambito di ferramenta e utensili tecnici, come il grimaldello. Oppure, un oggetto che una volta era noto e buffo a tutti i bambini anche se non ne avevano mai visto uno davvero, solo disegnato: l’incudine. Era in tutti i cartoni animati e quello che sapevamo era è che serviva a cadere con frequenza sulla testa di qualcuno e schiacciarlo fino a farlo diventare bidimensionale, si trattasse di Vilcoyote o gatto Silvestro. Altri usi dell’incudine, li ignoravamo. Ultimamente, nella musica americana – e quindi fino da noi – è diventato molto presente un altro strumento ancora più pesante e devastante, la “wrecking ball”. Che è la palla di ferro appesa alla gru che prima o poi si è usata per demolire gli edifici: in realtà non l’ha mai vista quasi nessuno, salvo che nel video di Miley Cyrus, appunto (anche se nessuno guardava la palla). Non so nemmeno come si chiami in italiano. Poco prima l’aveva cantata anche Bruce Springsteen in un suo disco recente, e ora è il titolo di una bella ballata dolce nel disco nuovo di Ryan Adams che esce a settembre. Sempre metaforicamente, e perché in inglese suona bene, evidentemente. Da noi, anche “incudine” è sempre stato termine troppo spigoloso per essere usato in una canzone memorabile.

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