Il vecchio sound di Bristol

Che effetto fa, a sentirlo oggi, “Dummy” dei Portishead? Uscì vent’anni fa esatti, e se c’eravate vi ricorderete che quella musica là allora fece un effetto di una cosa che non si era mai sentita prima, ed eravamo già in anni in cui sembrava di avere sentito tutto. C’erano già stati i Massive Attack, a lavorare in quel senso lì, ma tra la fine del 1994 e l’inizio del 1995 questo disco – insieme a “Protection” dei Massive Attack e a quello di Tricky, che gli somigliava fino ad alcuni campionamenti – fece diventare mainstream quella cosa che allora venne chiamata “il sound di Bristol” (chi l’avrebbe detto che Bristol sarebbe entrata nel gruppo delle città che hanno avuto un loro sound, come Detroit o Seattle) oppure con una di quelle formule più enigmatiche che allora andavano per la maggiore, “trip hop”. Era una cosa di suoni industriali, elettronica, campionamenti, citazioni soul e – nel caso dei Portishead – la voce melodiosa e inquietante di Beth Gibbons: diventò colonna sonora perfetta di mille cose e di alcuni spot pubblicitari che spopolarono (soprattutto la canzone “Glory Box”). Dopo, quei suoni lì si sparsero nella musica per anni, e in questi giorni tutti lodano il disco di FKA Twigs, giovane inglese figlia di immigrati, disco che sembra arrivare da là: dopo vent’anni. Oggi di nuovo sembra di avere sentito tutto.

Altre cose:

Un commento su “Il vecchio sound di Bristol

  1. ualatze

    “Uscì vent’anni fa esatti, e se c’eravate vi ricorderete che quella musica là allora fece un effetto di una cosa che non si era mai sentita prima, ed eravamo già in anni in cui sembrava di avere sentito tutto.” C’ero e ricordo allo stesso modo.

Commenti chiusi