Signori, delle tessere

Io ero rimasto che quando ci sono le primarie, le iscrizioni al Partito Democratico salgono straordinariamente: sia perché le primarie implicano un intenso lavoro di votazioni ed elezioni di rappresentanti all’Assemblea a livello locale, con le varie elezioni nei circoli, e le mozioni, eccetera; sia perché le primarie stesse sono una robusta campagna di tesseramento, durante le quali le consuete medie di iscrizioni salgono molto. E i quotidiani raccontano ogni volta di gran manovre per fare iscrizioni e distribuire tessere.

l’orrendo pasticcio del tesseramento selvaggio ad un partito al quale, fino a pochi mesi fa, nessuno sembrava volersi iscrivere: a settembre, solo 250mila avevano deciso di farlo, la metà dell’anno precedente

Però nell’articolo di Repubblica sul preteso calo delle iscrizioni al PD – trascuro le articolazioni di dibattito sul catastrofismo della notizia: ammettiamo pure sia un grave problema per la sinistra – non vedo alcuna menzione del fatto che il 2013, anno a cui vengono paragonate le iscrizioni del 2014, sia stato un anno di primarie.

Quindi magari mi sbaglio io, e il fattore è del tutto irrilevante, sia per la notizia che per i lettori.

Altre cose:

18 commenti su “Signori, delle tessere

  1. Francesco

    Non so, ma io ho subito pensato: “toh, mancheranno tutti i finti tesserati delle lotte tra correnti”

  2. marquinho2

    Come si vede nel brano citato nel settembre 2013 (prima del boom congressuale) avevano rinnovato la tessera in 250.000 oggi solo 100.000 quindi il calo non è per niente fisiologico. Inoltre consiglio di andare a parlare del fatto con un qualsiasi segretario di circolo, del nord o del sud, metropolitano e provinciale e la risposta sarà sempre la medesima: “i dati non tengono conto del fatto che la campagna tesseramento è in ritardo, ci sono stati altri impegni come le elezioni le feste ma effettivamente abbiamo perso diversi militanti.
    Il 41% è come la neve, copre tutto, ma in queste condizioni il PD potrebbe non sopravvivere al primo rovescio elettorale.

  3. aghi_di_pino

    L’inquinamento relativo alle “iscrizioni congressuali” è certamente un fatto, ma altrettanto indiscutibile è il dato politico. Nel 2009 gli iscritti erano oltre 800.000, è impossibile non rilevare la crisi di rappresentanza intermedia che ha colpito anche il PD. Anche se non è imputabile a Renzi (o comunque non “solo” a Renzi) , come sembrerebbe suggerire Repubblica.

  4. Robdale

    Mi dispiace per Repubblica che è tra i giornali che leggo più volentieri, ma deve darsi una sveglia, smetterla di prestassi a questi giochini e ricoprire un ruolo più funzionale in questa critica fase di trasformazione, sia della politica che della bistra società.

    Se vogliamo metterci a fare i conti ed usare sempre dei modelli di comportamento del passato allora che dobbiamo dire dei seminari, delle vocazioni e del cattolicesimo? Che tenderà a scomparire?

  5. armilio

    Come ho scritto sotto l’articolo di un altro blogger del Post – ma vorrei ripeterlo qua perché mi sembra una questione centrale misteriosamente ignorata – il tesseramento chiude a Dicembre, e le tessere sono arrivate a Giugno, cioè appena dopo le elezioni europee+comunali (ed il lavoro per una tornata elettorale ha degli strascichi anche dopo le elezioni) e appena prima dell’estate in cui tutto va a rilento. Nella sezione del mio paese non è stato consegnato nessun dato al coordinamento provinciale, perché c’era altro da fare, la gente era in vacanza, si aspettano i ritardatari che rinnovano a Novembre o Dicembre.

    Poi probabilmente ci sarà un calo, è nel trend degli ultimi anni e Renzi farà scappare qualche vecchio tesserato. Ma dubito che si passi da 400mila a 100mila iscritti.

  6. Marco Mytwocents

    Trattandosi di pretesto da parte della minoranza per montare la polemica con il premier, obiettare più che difficile risulta inutile.

    Personalmente trovo… surreale che un esponente di primissimo piano del partito dica che il PD “vive un momento di grossa difficoltà” (Fassina) a qualche mese dai… buoni risultati elettorali.

    Tafazi aleggia…

  7. metiu

    2009: 831.042 iscritti
    2010: 620.000 iscritti circa
    2011: 609.667 iscritti
    2012: 500.163 iscritti
    2013: 539.354 iscritti
    2014: 100.000 iscritti circa

    Credo che comparare gli iscritti solo con l’anno delle primarie sia fuorviante. I dati parlano molto chiaro.

  8. Robdale

    @metiu
    Sarà sicuramente così, ma allora mi chiedo quali siano state le mirabolanti performance del Pd dal 2009 al 2013, e quali al contrario i gravissimi errori del 2014, per giustificare una così grande differenza in termini di iscritti?

    Forse che alla base non è piaciuto il modo un po’ troppo ostentato di fare opposizione da parte di Fassina et al?

    E poi aggiungo che, se fossi un elettore di area PD, mi fregherei meno degli iscritti e più della percentuale di voti. Perché alla fine è quello che conta.

  9. @cronacheorg

    I dati postati da metiu parlano chiaro. Inoltre vorrei far rilevare che l’influenza delle primarie sulle iscrizioni è piuttosto limitata dato che alle primarie votano anche (se non soprattutto) i non tesserati. Nel 2013 ci sarà stato sicuramente un effetto congressuale, però appunto – come mostrano i dati – si limita a un 39mila e briscola tessere in più rispetto all’anno precedente.

  10. uqbal

    Ai dati di Metiu mancano in ogni caso almeno 3 o mesi. Mesi in cui sono in parecchi ad iscriversi, se i 250.000 a settembre 2013 poi sono diventati 539.000.

    La fonte dei dati per il 2014 non mi è ancora chiaro quale sia. Molti presidenti di circolo stanno dicendo che loro dati non ne hanno comunicati.

    In ogni caso è chiaro che il trend storico dal 2008 al 2013 è calante.

    La facilità poi con cui molti dirigenti stanno riuscendo a dimentarsi di un risultato elettorale incredibile di pochi mesi fa riesce davvero sbalorditiva.

  11. metiu

    “Forse che alla base non è piaciuto il modo un po’ troppo ostentato di fare opposizione da parte di Fassina et al?”

    Che alla base cominci ad essere chiara la deriva sempre piu’ di destra e liberista delle sue paventate riforme e’ una ipotesi da non scartare. Insomma una buona percentuale della “vecchia” base (oserei dire la grande maggioranza) era sicuramente di stampo socialdemocratico (insomma il PD e’ sempre stato un partito di sinistra) e, passata l’euforia del “finalmente vinciamo noi”, probabilmente hanno capito che con Renzi al comando non avranno mai voce e vedono l’azione di Fassina/ Civati and co come inutile e frustrante.

    @uqbal
    Come giustamente citato nel post di Sofri, l’anno scorso c’e’ stato l’effetto primarie, che si sono tenute a dicembre, quindi e’ piu’ che plausibile che lo stesso aumento di iscrizioni tra settembre e dicembre quest’anno non si verifichi.

  12. uqbal

    Anche al netto del contributo-primarie, il dato è prematura. Poi ribadisco: i dati elettorali non interessano più? Contano niente?

  13. Robdale

    Con quella frase, forse poco chiara, volevo dire che se Bersani usa come sponda i dati sul tesseramento pubblicati da Repubblica sbaglia due volte: nel metodo e nei fatti. Fino a prova contraria R e B sono due esponenti importanti dello stesso partito che sta al governo, i dati non sono ancora definitivi e vanno interpretati all’interno di uno scenario politico e sociale che in questi due ultimi anni ha subito diversi scossoni (ad es.vedi il fenomeno Grillo, la divisone del PdL). E cmq, alla fine quello che conta di più sono i numeri per governare.
    Marco Mytwocents ha chiuso il suo commento in un modo fantastico e se non si dispiace lo voglio citare:

    “Personalmente trovo… surreale che un esponente di primissimo piano del partito dica che il PD “vive un momento di grossa difficoltà” (Fassina) a qualche mese dai… buoni risultati elettorali.”

  14. pifo

    Difficile quantificarlo e prematuro farlo adesso ma, come sa bene chiunque frequenti un circolo, il calo consistente ci sará perche´sta cambiando il profilo dell´attivista e quello dell´iscritto. Il Renzismo sta avendo due effetti: 1. Disaffezionare gli attivisti storici, certamente delusi, disorientati e a volte letteralmente esclusi dal nuovo corso. 2. Attrarre nuovi simpatizzanti che peró diffidano ancora del rituale tessera e che si limitano a ruotare intorno alle attivitá del circolo come in un atteggiamento di attesa.
    Il partito come era prima non esiste piú.
    Trasformazione? Mutazione? Estinzione? E´ inopportuno parlarne adesso come é inopportuno alludere ai “Signori delle tessere”.

  15. George

    L’idea di tesserarsi per partecipare all’attività di un circolo credo interessi ormai poche persone. La mia tessera l’ho fatta online e il circolo a cui risulto iscritto non so nemmeno dove abbia la sede. Lo stesso vale per l’altra associazione alla quale sono iscritto, l’UAAR: ho la tessera ma non ho mai partecipato ad una riunione. Avessi tempo libero parteciperei anche, ma la vita non mi lascia quel tempo. Quindi per me è essenzialmente una forma di sostegno economico per organizzazioni che più o meno mi rappresentano, ed è molto diverso da cos’era in passato iscriversi a partiti, associazioni, circoli. Credo che questo si rifletta sul numero dei tesserati.

  16. Dweezilmonster

    Ho partecipato ad una riunione nelle sezioni riunite della zona san vitale a bologna prima delle primarie per l’elezione del presidente della regione, e i “compagni” si stupivano della notevole partecipazione di pubblico. Quindi nei periodi di maggiore iscrizione al partito poi si partecipava di meno alla vita di partito. E’ questo che vogliono?

  17. jackofalltrades

    Vanno bene tutte le spiegazioni sui motivi percui non si fanno le tessere, e tuttavia aull’importanza del tema c’è una testimonianza che mi pare autorevole…:

    “Gli iscritti al PD sono 250 mila, ma erano oltre ottocentomila nel 2009. Avevamo detto di dimezzare i parlamentari, non di dimezzare gli iscritti. I dirigenti centrali che spiegavano come fosse meglio un partito pesante rispetto a quello leggero hanno finito con il lasciarci
    un partito gassoso…” – Ottobre 2013 dal documento congressuale di Matteo Renzi.

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