Bulletti

L’ex magistrato Giancarlo Caselli era stato invitato a parlare oggi all’università di Firenze da parte di due associazioni di studenti di sinistra. Ha deciso di non andare, perché un “Collettivo Politico Scienze Politiche” da giorni ha annunciato di volergli impedire di parlare, con formule minacciose quanto sfacciate, in termini di prepotenza e violenza:

Non possiamo permettere a questo individuo di parlare liberamente all’interno di un università!

Rileggete, perché è interessante: si rivendica di non voler permettere a qualcuno “di parlare liberamente” e per giunta “all’interno dell’università”, ovvero il contrario di quello che non solo un pensiero democratico ma anche il minimo condiviso di civiltà ha costruito nei nostri pensieri. In quelli della maggior parte di noi.

Direte che si tratta di quattro bulletti in cerca di senso per se stessi, ignoranti (degli apostrofi, tra l’altro) e irrilevanti, che scrivono cose sciocche e imparate su manualini di rivoluzione ridicoli già quando vennero scritti: e forse avrete ragione. Ma è successo spesso che bulletti ignoranti e irrilevanti – anche proprio per questi loro tratti – facessero male al prossimo, persino un prossimo che normalmente ci immaginiamo privilegiato e protetto come Giancarlo Caselli. Il risultato, per ora, è che hanno ottenuto di non far parlare Caselli e umiliato i loro compagni di università che lo avevano invitato, nonché tutti noi e i fiorentini, abitanti di una città in cui si può minacciare qualcuno di non farlo parlare e vincere.

Spero che qualcuno dica qualcosa (e mi meraviglio non sia stato detto in tempo per evitare tutto questo): non contro i bulletti, che esistono sempre e di solito non vincono. Né in difesa di Caselli (che qui ne ha scritto), il quale nella vita ha avuto intimidazioni peggiori. Ma per noialtri che pensiamo si debba permettere a qualunque individuo di parlare dentro un’università.

7 commenti su “Bulletti

  1. gfranco

    ovviamente condivido in pieno ogni parola. ho letto anche le motivazioni del dott, caselli. ma ritengo sbagliato “accettare” queste intimidazioni demenziali e anacronistiche decidendo alla fine di rinunciare e non partecipare all’evento. e con tutto il rispetto dovuto al dott. caselli (a cui và tutta la mia solidarietà) credo che buona parte della “responsabilità” in questo senso aspetti agli organizzatori e alla maggioranza degli studenti che quella università frequentano. mi auguro faranno sentire forte la loro voce tutti. al di là degli schieramenti di parte e delle posizioni ideologiche.

  2. Goemon

    Tutti devono avere il diritto di parlare, anche se dicono cazzate. Hanno sbagliato questi studenti bulletti, sono passati dalla parte del torto e si comportano come i fascisti che, immagino, loro osteggiano. Invece è legittimo contestare Caselli per le sue posizioni oltranziste pro-TAV e pure Giampaolo Pansa per la sua svolta revisionista anti-partigiana.

  3. gianmario nava

    per goemon:
    caselli ha accusato dei sabotatori di avere finalità e modalità terroristiche
    il tribunale ha deciso diversamente
    l’oltranzismo non c’entra nulla
    salvo per l’accanimento legislativo sulla detenzione preventiva
    e quello dei bulli che si fissano su un solo tema

    (e pansa non lo si contesta per la “svolta” ma – eventualmente – per gli argomenti che usa)

  4. Qfwfq71

    Se l’atteggimento dei bulletti appare antico e anacronistico, non per questo la risposta dovrebbe essere simmetrica (e quindi anacronistica essa stessa).
    Prutroppo la deriva terroristica degli anni settanta è stata anche in risposta alla superficialità con cui determinate istanze venivano affrontate.
    Se oggi rinascono movimenti antagonisti, con le stesse parole d’ordine, è anche perchè una volta repressi i movimenti sessantottini, le problematiche che avevano generato quelle proteste non sono mai state realmente affrontate; sono state semmai sepolte sotto il tappeto.
    Quindi da una parte trovo indecente che quattro ragazzini impediscano a Caselli di parlare all’Università (daltronde si tratta di un luogo istituzionale che ospita un’istituzione)
    Dall’altra forse la lettura (anche non faziosa come quella dei movimenti) della storia di Caselli dovrebbe spingerci a riflettere su quanti sono i nodi non risolti della nostra repubblica; nodi che hanno comportato troppe deroghe al diritto democratico.
    Finché permarrando quei nodi, ci saranno bulletti che si riterranno autorizzati a stare fuori dal diritto democratico e a esercitare violenza contro quelle istituzioni che non riescono ad essere credibili quando sostengono di difendere le libertà democratiche.

  5. dalecooper

    Pure al Papa?
    Pure a Papa BXVI?

    Non mi dire che ai tempi dell’ostracismo alla Sapienza hai detto qualcosa contro i prof. bulletti che lo volevano zittire. Mi stupirebbe positivamente.

  6. Lazarus

    Tutte queste polemiche e la solidarietà espressa dalle istituzioni e dai privati suonano davvero ipocrite. Quelli che vengono chiamati bulletti che starebbero fuori dal diritto democratico sono invece ben inseriti nel contesto, hanno infatti in concessione per la loro sede due stanze all’interno dell’Università, stanze ben arredate e con tutti i servizi a disposizione. Ieri alla facoltà (un luogo pubblico, non un pub privato) si è tenuta una festa organizzata dai cosiddetti bulletti irrilevanti ed è stata un grande successo. Il tutto con la solita compiacenza delle autorità che hanno finto di scandalizzarsi tanto per la mancata presenza di Caselli. Tra l’altro le minacce erano iniziate una settimana prima, tutti sapevano ma nessuno mi pare ha fatto qualcosa, tranne poi cadere dalle nuvole (ma guarda un po’ non hanno fatto parlare Caselli, strano) come se i “bulletti” fossero marziani improvvisamente comparsi dal nulla.

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