Cioccolatai

Anche questo è un nuovo e attualissimo esempio di una categoria nota di Notizie che non lo erano: “sondaggi o ricerche patacca spacciati ai giornali che non vedono l’ora di pubblicarli” (il cui campione è la notizia famigerata sugli “Otto milioni di ipnotizzati“). Questa volta a rivelare la patacca è il deliberato autore della patacca (categoria umana che non fa mai tanto simpatia, quella degli “ho fatto un imbroglio per dimostrare le inefficienze del sistema”): un giornalista americano che ha fatto una ricerca scientifica “dimostrando” che la cioccolata fondente fa dimagrire. Come spiega lui, la ricerca è stata fatta realmente, ma il punto che voleva mostrare è che nessuna delle ricerche compiute su campioni limitati è affidabile, malgrado affollino le pagine dei quotidiani e dei siti di news.

Here’s a dirty little science secret: If you measure a large number of things about a small number of people, you are almost guaranteed to get a “statistically significant” result. Our study included 18 different measurements—weight, cholesterol, sodium, blood protein levels, sleep quality, well-being, etc.—from 15 people. (One subject was dropped.) That study design is a recipe for false positives.

Comunque, l’autore ha costruito tutto il repertorio consueto di accessori di simili notizie e patacche – l’università autrice della ricerca, il professor tal dei tali, la rivista scientifica posticcia, il risultato spiazzante o allarmante – e ha ottenuto attenzione dai media di tutto il mondo. In Italia, tra gli altri (tuttora online): Ansa, Mattino, Secolo XIX, LiberoRepubblica, Espresso,
(poi sorvoliamo sul fatto che nessuno realizzi che la città di Mainz in italiano si chiami Magonza).

L’autore della falsa ricerca racconta anche alcuni altri meccanismi mentali tipici nelle redazioni, per esempio sulla scelta del tema della ricerca (che ciclicamente appare in forme variabili, malgrado ci siano siti che cercano di spiegarla e smontarla):

Testing bitter chocolate as a dietary supplement was his idea. When I asked him why, Frank said it was a favorite of the “whole food” fanatics. “Bitter chocolate tastes bad, therefore it must be good for you,” he said. “It’s like a religion.”

E infine è familiare a tutti la grande categoria di “rivelazioni alimentari” in cui è andato a infilarsi questo scherzo: quella per cui i giorni pari il sale fa male e i giorni dispari fa bene, e l’aspartame, e il glutine, e la pastasciutta, e il vino, eccetera.

So why should you care? People who are desperate for reliable information face a bewildering array of diet guidance—salt is bad, salt is good, protein is good, protein is bad, fat is bad, fat is good—that changes like the weather. But science will figure it out, right? Now that we’re calling obesity an epidemic, funding will flow to the best scientists and all of this noise will die down, leaving us with clear answers to the causes and treatments.
Or maybe not. Even the well-funded, serious research into weight-loss science is confusing and inconclusive.

We journalists have to feed the daily news beast, and diet science is our horn of plenty. Readers just can’t get enough stories about the benefits of red wine or the dangers of fructose. Not only is it universally relevant—it pertains to decisions we all make at least three times a day—but it’s science! We don’t even have to leave home to do any reporting. We just dip our cups into the daily stream of scientific press releases flowing through our inboxes. Tack on a snappy stock photo and you’re done.

Detto tutto questo, i primi ad avere contestato le notizie sulla cioccolata che fa dimagrire sui siti di news sono stati alcuni lettori e commentatori. Poi dice le bufale di internet e meno male che c’è la professionalità di noi della categoria eccetera.

Altre cose:

6 commenti su “Cioccolatai

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  2. Mike

    > Detto tutto questo, i primi ad avere contestato le notizie sulla cioccolata che fa dimagrire
    > sui siti di news sono stati alcuni lettori e commentatori.

    Pensa, quindi i commenti servono a qualcosa? E io che avevo capito che fossero il male e andassero chiusi.

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