Com’è andata a finire

Oggi Annalisa Cuzzocrea scrive su Repubblica – dopo che la questione era stata progressivamente sancita già in diverse occasioni – della riconversione del M5S rispetto ai boicottaggi televisivi e in generale alla loro battaglia contro il giornalismo italiano. Dopo i proclami dei primi mesi, alla fine anche quel partito è entrato nell’ordine di idee che dei media ha bisogno, e che da solo non ce la fa non solo a sconfiggere il sistema giornalistico che critica, ma nemmeno a farne a meno. “Voi andate e venite“.
Non vi suoni “ve l’avevo detto” (marzo 2013: suona, lo so), ma solo come dimostrazione della forza del sistema:

Le conseguenze di questa situazione sono due. La prima è che in questo momento Grillo sta vincendo anche questa sua seconda battaglia, e si sta godendo lo spettacolo di un sistema che lui disprezza e che lo rincorre umiliandosi. E ho l’impressione che questo porterà a un ulteriore abbassamento degli standard informativi, piuttosto che a un loro emendamento in meglio.
La seconda è che questa battaglia la puoi anche vincere fingendo che tu non abbia bisogno dei giornalisti, fino a che loro hanno bisogno di te. Poi le cose cambiano, e non appena Grillo e i suoi si trovassero non più sulla cresta dell’onda e della curiosità generale, non so se gli basteranno più il blog e i suoi commenti per riguadagnarla. E lì si vedrà se saranno di più i cronisti che gliela faranno pagare o quelli che preferiranno dimenticare in cambio di un insulto all’ultimo dei montiani, una capriola, il verso dell’orso, o che so io.

Io continuo a pensare che alla fine i giornalisti vincono sempre, e che se vogliono migliorare il modo in cui fanno il loro lavoro ci devono pensare da soli.

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