Scabbia a giorni alterni

Vi ricordate l’allarme Fluad?
Repubblica, giovedì, cronaca di Milano.

Non ha dubbi Marco Cusini, responsabile degli ambulatori di dermatologia del Policlinico: “Non c’è nessun allarme scabbia a Milano, né tantomeno il rischio di un’epidemia collegata all’arrivo dei profughi.

Repubblica, venerdì, pagina 10 nazionale.

scabbia2

Repubblica, sabato, pagina 4 nazionale.

scabbia1

(poi ci sono gli altri quotidiani)

Altre cose:

10 commenti su “Scabbia a giorni alterni

  1. Bond

    Sofri, visto che la scabbia non è un problema, perché non parli con Daria e li prendi a casa tua questi presunti profughi ?

  2. momo

    @Bond: non credo che il tuo suggerimento possa risolvere il problema dei profughi. Un abbraccio

  3. Pingback: Immigrazione e intolleranza Media | Associazioni Riunite

  4. Luca Sofri

    Ho da parte di scrivere una cosa su questa fiera scemenza condivisa da alcuni che si sentono furbissimi (e hanno di certo a casa molti terremotati, di cui pensano sia giusto occuparsi, per esempio). Toccherà.

  5. fafner

    Che i giornali e i giornalisti siano un disastro, sono d’accordo. Ma passare il tempo a fare la collazione delle fonti altrui è una professione altrettanto disastrosa.

    Pensa che c’è gente che passa il tempo a commentare i blog di chi fa la collazione bla bla…

  6. Bond

    @momo ne sono assolutamente consapevole, e ra l’altro Sofri mi ha fatto l’onore di dedicarmi quasi in esclusiva l’articolo successivo.
    Però, trovo le sue risposte evasive e “troppo facili”: se questa sinistra buonista provoca il diluvio di profughi con le sue folli politiche sull’immigrazione, non può inalberarsi se gli si dice “prenditeli tu a casa”.
    Caro momo, la soluzione è molto semplice: non farli arrivare. Fare l’esame delle domande di asilo già in Libia, e poi far entrare i VERI profughi, dandogli diritti e doveri. Gli altri, VIA.
    Con buona pace delle anime belle…

  7. momo

    @Bond (poi forse è meglio non occupare questo blog con le nostre diatribe:-)): controllare le domande in loco, secondo me, sarebbe troppo oneroso ed inefficiente. I posti da cui partono sono troppo instabili politicamente, ammesso poi che partano solo dalla Libia (sicuri poi che non inizierebbero a partire da un altro luogo se poi iniziamo a controllare proprio lì?). Fermo restando che sarebbe auspicabile una soluzione europea, la soluzione più semplice sarebbe quella di rinforzare il settore italiano che esegue i controlli per i richiedenti asilo, con tempi più brevi per l’accettazione delle domande. Sui diritti e doveri, quelli li abbiamo tutti, profughi e cittadini italiani, sarebbe bello che li seguissimo tutti.

  8. Budde

    L’alternativa ad una politica di integrazione è — in un caso — del tutto irrealizzabile, mentre — nell ‘ altro caso — controproducente.

    “Non lasciamoli partire” & “controlliamoli lì” fanno parte di possibili ricette politiche funzionali a Paperopoli… forse. Nel mondo reale un po’ meno.

    Per quanto riguarda politiche di chiusura “paurosa” verso l’ esterno, possiamo empiricamente affermare che non funzionano. La bossi-fini è lì a dimostrarlo.

    Insomma, la politica populista della destra italiana ed europea è stata un fallimento; anche se sul creare ghetti e sfruttamento magari no.

    Per quanto riguarda il prendere “a casa propria” i migranti di oggi, credo che sia solo questione di tempo, poi — fortunatamente, bene o male — si integreranno. Così magari qualche volta saremo noi a farci invitare a casa loro, qui in Italia, per una pizzata fra amici.

  9. Qfwfq71

    @bond : fermare il flusso all’origine è un’ottima idea, complimenti, in effetti è così facile, che ci vuole? basta chiedere permesso, con educazione però, si aprono un paio di uffici a tripoli e il flussi magicamente si interrompono, come avranno fatto tutti gli altri a non pensarci prima.
    è così facile che mi domando perchè non ci vai tu in Libia a fare la selezione dei profughi?

  10. Pingback: Perché non siamo mai stati peggiori di così | Tutto Regolare – You are a shark and I'm swimming

Commenti chiusi