Sfidare a duello

Mercoledì Gian Antonio Stella ha scritto sul Corriere di una questione in cui una reazione gli pareva fuor di misura (e io sono d’accordo): la “Fondazione Roma” ha denunciato il critico d’arte Tomaso Montanari, che su Repubblica aveva criticato con aggressivo sarcasmo una mostra organizzata dalla fondazione. Denunciato, con avvocati, e richiesta danni.

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari, ostile al prestito da parte della Galleria Borghese alla Fondazione Roma del famoso busto di Scipione Borghese scolpito da Gian Lorenzo Bernini usa parole sferzanti: «tornato a Roma da pochi giorni» dopo un altro prestito, il busto «ora lascia di nuovo il museo, per andare a pochi isolati di distanza, al cosiddetto Museo della Fondazione Roma presieduta da Emmanuele Emanuele: dove si tiene una mostra nientemeno che sul “Barocco a Roma. La meraviglia delle arti”. Tutto il Barocco in due camere e cucina, insomma: una specie di bignamino figurato…». Giorni dopo torna sul tema: «non ha senso smontare la Galleria Borghese per una mostricciuola privata…».
Dove lo scrive, in prima pagina sul New York Times ? No, sul suo blog di Repubblica . Letto se va bene da qualche migliaio di persone. Quelli della Fondazione, però, vivono certe parole («cosiddetto», «due camere e cucina», «mostricciuola») come insulti sanguinosi. E querelano chiedendo un milione (un milione!) di danni.

Presentare una querela per una critica da parte di un critico è una cosa ridicola, sperando non diventi seria, e ha ragione Stella a scriverlo. Fino a che non si sostenga o dimostri che uno ha scritto cose false sui fatti, le opinioni che sono palesemente opinioni non si querelano, e ci mancherebbe. E Stella dice questo, e spiega che nel merito “Montanari può anche avere torto marcio” e “non sono giudizi insindacabili”. Insomma, l’articolo di Stella prescinde completamente dal merito della questione, e consente che le critiche possano essere sbagliate o sciocche, e che possano ferire o offendere, o fare arrabbiare. Non è questo il punto – il punto è andar per tribunali perché ti hanno dato della “mostricciuola” – ed è chiaro nel suo articolo.

O almeno, sembrava chiaro. Perché venerdì il Corriere pubblica invece una lettera dell’avvocato della fondazione seccata e roboante, che invece di rispondere o obiettare sulla questione della querela e della reazione spropositata di cui Stella aveva scritto, chiede con tono furbissimo a Stella se lui non si offenderebbe se scrivessero cose altrettanto sprezzanti del suo lavoro, dei suoi libri. Come se c’entrasse qualcosa, e come l’offesa giustificasse ogni reazione, pure chiedere un milione.
Beh, la risposta di Stella vale il prezzo del giornale.

stella

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Un commento su “Sfidare a duello

  1. Qfwfq71

    Galleria Corsini
    un piccolo gioiello a via della lungara
    dove si possono trovare, accostati tra loro come se fossero l’arredo di casa (così in effetti era all’origine la collezione, il patrimonio personale di Corsini),
    al prezzo modico di 5 euri, quando non gratis se sei docente o studente in materie artistiche.
    Tra i pezzi più importanti ci sarebbero Rubens, Caravaggio però non è possibile vederli perchè sono perennemente in giro per il mondo……
    La galleria merita comunque la vistia

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