La versione dell’Espresso

L’Espresso ha pubblicato una breve propria ricostruzione della successione di scelte che hanno portato alla pubblicazione del testo della presunta intercettazione Tutino-Crocetta. Non aggiunge molto a quel che si sa, e non si spinge per niente nella direzione di chiarire o di chiedersi come mai l’intercettazione non sia agli atti e quale sia stata la sua genesi e le motivazioni e integrità di chi l’ha compiuta e fornita. Dice solo una cosa un po’ inquietante che suggerisce che le proprie fonti non fossero del tutto neutrali e le proprie scelte non completamente autonome.

Lunedì 13 luglio, alla vigilia della pubblicazione del settimanale, Messina e Zoppi incontrano un autorevole inquirente a cui sottopongono parola per parola il testo dell’intercettazione tra Tutino e Crocetta. Ricevono una conferma totale e chiara, assieme all’invito a procedere con la pubblicazione: «Questa volta si va fino in fondo».

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2 commenti su “La versione dell’Espresso

  1. archi

    In realtà l’autore ha fatto agli inquirenti il nome di chi gli ha fornito la telefonata (data e ora della telefonata al giornalista) immagino che non servirà molto tempo per risalire all’autore, ammesso che non avesse preso precauzioni.

  2. archi

    Quello che sembra emergere tra le righe è piuttosto che la trascrizione della telefonata sia cambiata nel tempo (da “va fatta fuori” a “va fatta fuori come il padre”) e che sembra non ci sia stata alcuna verifica da parte del giornalista della legittimità dell’intercettazione, cosa assai discutibile, visto che c’erano diversi indizi che avrebbero dovuto far alzare le orecchie.
    Ma sono solo elucubrazioni gratuite, il tempo ci darà risposte a questi punti visto che le carte si vanno via via scoprendo.

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