Lede il decoro

Se questa notizia fosse uscita un anno prima, il mio libro sulle dinamiche per cui nei giornali italiani si pubblicano tante notizie false nella totale indifferenza alla questione sarebbe stato del tutto superfluo. Per fortuna è arrivata solo ora e qualche copia sono riuscito a venderla: adesso al posto di 300 pagine bastano poche righe.

Oggi il Comitato di Redazione (l’organo sindacale dei giornalisti) del Giornale dell’Umbria ha reso pubblico il seguente comunicato:

«Il comitato di redazione anche sulla scorta delle numerose e vivaci segnalazioni giunte da parte dei colleghi, censura in maniera totale la decisione assunta dalla Direzione in data 12 ottobre 2015 – per altro in via autonoma e senza previo confronto con il Cdr stesso – di attivare l’iniziativa “Caccia all’errore”. La suddetta iniziativa, secondo il Cdr, lede in maniera evidente la professionalità, l’onorabilità e il decoro del corpo giornalistico della testata e rischia di arrecare un grave pregiudizio alla stessa. Per questi motivi viene chiesta l’immediata cessazione della rubrica da parte della direzione».

L’iniziativa che “lede in maniera evidente la professionalità, l’onorabilità e il decoro” dei giornalisti mette in palio ogni giorno cinque abbonamenti annuali in favore dei lettori che trovano e segnalano errori e refusi stampati sul giornale.

Anche il sindacato umbro dei giornalisti si è unito al CdR del giornale affermando che si tratta della “iniziativa più  offensiva e dequalificante per i giornalisti di una testata che ci sia mai capitato  di vedere”, che “sa tanto di caccia alle streghe, di gogna, di lista di proscrizione”.

Ne scrive ancora Mario Tedeschini Lalli, docente di Giornalismo digitale all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino e responsabile per l’Italia della Online News Association, a cui lascio il commento.

In altri Paesi esistono ombudsmen, “difensori dei lettori” o “public editor“, pagati dall’azienda stessa, ma indipendenti dalla direzione e dalla redazione, chiamati a far le pulci alla testata raccogliendo le segnalazioni dei lettori. Ci sono ogni giorno decine di correzioni di errori segnalati dai lettori pubblicate in apposite rubriche nei giornali di carta e riportate in coda agli articoli online.
Non entro nella vicenda metodologica (il mancato confronto con la direzione, la crisi della testata segnalata dal sindacato regionale) ma ammettere che errori si fanno, che i lettori ci possono aiutare ad identificarli e che una volta identificati si devono correggere apertamente, senza nasconderli sotto il tappeto, è l’esaltazione della professionalità giornalistica, non una sua lesione.

Altre cose:

14 commenti su “Lede il decoro

  1. AndreaElle

    Salve, sono Andrea Luccioli, uno dei giornalisti del Giornale dell’Umbria e membro del Cdr della testata. Vorrei solo sottolineare una cosa, attenzione a commentare e argomentare in maniera frettolosa questa vicenda. Vi assicuro che i giornalisti del Giornale dell’Umbria, da mesi e mesi, stanno attraversando una tempesta fatta di insicurezze, possibili chiusure e via dicendo. Mi rendo conto che voi non potete sapere cosa avviene all’interno della redazione, quali siano le tensioni, le paure e soprattutto come si stia comportando la nuova proprietà. Siamo noi i primi a pensare che un confronto con il lettore e le segnalazioni di eventuali errori possano essere un ottimo momento di crescita, ma attenzione, ben altra cosa è una lotteria non concordata e che rischia di trasformarsi in un’ottima attività di dossieraggio per chissà quali ulteriori iniziative da parte dell’azienda stessa. Spero di aver reso bene il concetto. Per qualsiasi cosa mi trovate qui: andrealuccioli@gmail.com Saluti!

  2. gianmario nava

    caro lucci,
    dossieraggio? per chissà quali iniziative? lotteria? NON CONCORDATA?
    hai reso bene il concetto
    mi spiace per la vostra situazione lavorativa
    ma l’orgoglio autoreferenziale e le schie chimiche non vi aiuteranno a vendere più copie
    i lettori sì invece
    acettate la sfida e i lettori si fideranno di voi
    e compreranno il giornale

  3. fulgenzio

    Luccioli fammi capire. voi finora avete avuto uno stipendio regolare per anni e anni, cosa negata a moltissime ottime penne che vivono nel precariato più totale. Adesso, come tutti, siete in crisi, forse anche perchè il livello della vostra informazione è discutibile (altrimenti non avreste problemi ad accettare il giudizio del pubblico) e cercate di svicolare dalle vostre responsabilità scaricando il peso degli errori che fate sulla vostra dirigenza? Se scrivete notizie fasulle, artefatte o sbagliate, molto semplicemente state facendo male il vostro lavoro e meritate di essere licenziati o sostituiti. Magari quell’iniziativa la facessero tutti i quotidiani, dei giornalisti che ci scrivono oggi ne resterebbe una percentuale particellare.

  4. andrea61

    Da almeno 30 ci spiegano in tutte le salse che la qualitá del prodotto è la prima condizione per sperare di tenere in peidi un’azienda e qui ci troviamo davanti a dei dipendenti, si suppone altamente scolarizzati, che rivendicano il diritto a rifilare pacchi ai clienti ?
    Ma questi non hanno un minimo di dignitá professionale ?
    Neanche nei momenti oeggiori dell’Alfasud si sentivano rivendicazioni così assurde.

  5. FrancisTurner

    Se quello che sostiene Luccioli corrisponde al vero, la colpa del CdR è doppia: da un lato omette il vero problema, dall’altro manda un messaggio totalmente sbagliato ai lettori. Anche a me dispiace la situazione, ma il comunicato del CdR e le dichiarazioni del sindacato sembrano proprio voler giustificare una condotta quantomeno opinabile. Comunque la si veda resta una brutta pagina di giornalismo. Stando così le cose, si dá soltanto un motivo in più per non comprare il Giornale dell’Umbria.

  6. grandesacchetto

    Il paragone tra l’ombudsperson e questa sorta di concorso a premi non è molto correta secondo me. Il primo è un professionista indipendente, mentre il secondo metodo suona come un invito a “spernacchiare” errori di ogni tipo con un’aria saccante, col risultato di ledere irremediabilmente l’immagine del giornale senza dare possibilità di migliorare. Anche il fatto di porre un premio in “denaro” rema contro l’idea di creare una community attorno al giornale (così come le “buonty” a premio per i bug sui software tendono a creare una community malsana).
    Un problema di metodo, insomma.

  7. AndreaElle

    Esatto grandesacchetto, il concetto è proprio quello. L’iniziativa in questione, per come impostata, è un boomerang. Mi sorprende come in alcuni commenti qui sopra dei mirabili soloni si permettano di disquisire su ciò che non conoscono. C’è addirittura chi si permette di dare giudizi sulla qualità di un prodotto che neanche conosce. Mi pare di leggere tutti professorini che forse farebbero meglio a mangiare un po’ di strada come fanno, quotidianamente, i miei colleghi. Siamo gente che lavora anche 12 ore al giorno con passione, lealtà e attaccamento a questa professione. E questo ci è stato sempre riconosciuto. Ma tanto in questo Paese lo sport preferito è proprio questo: giudicare ciò che non si conosce. Ho postato il primo commento per aprire un confronto leale, non per permettere a qualche sconosciuto di denigrare il lavoro, onesto e professionale, del sottoscritto e dei suoi colleghi. Tolgo il disturbo

  8. gianmario nava

    caro andreaelle, alla prima critica ti ritiri?
    quando c’è una crisi occorre trasformarla in opportunità, non c’è via d’uscita
    o, come nel judo, usare la forza dell’avversario per batterlo
    il giornale vende o no?
    se non vende e i vostri stipendi sono in pericolo il dato è oggettivo
    professorini e soloni non c’entrano
    se non vendete per impostazione della proprietà e della direzione un concorsino in più o in meno non cambierà certo le cose
    e se vogliono usare il concorsino per epurare la redazione sai bene che è un pretesto e dunque ininfluente
    professionalità o meno, tutte le sante volte che ho visto su un giornale un articolo su un argomento che conoscevo bene (per mia professionalità e passione e dedizione…) mi sono messo le mani nei capelli
    e tutte le sante volte che sento una conferenza stampa in italia ascolto domande inessenziali, sul retrobottega, su scenari immaginari
    e non prendertela se dico queste cose perchè sono un lettore e questa è la mia professionalità di lettore
    quindi, ripeto, accettare la sfida, magari mettendola alla berlina, magari autodenunciandovi o facendovi le pulci a vicenda (grooming) non può che attirare la simpatia e l’apprezzamento dei lettori

    una ultima cosa: se date la notizia del vostro comunicato è chiaro che sollecitate un giudizio favorevole sulla vostra posizione, perchè mai dovremmo giudicare (in vostro favore) su fatti che non conosciamo?

  9. FrancisTurner

    Io credo che lo sport preferito in questo paese sia quello di offendere una persona (mirabili soloni, professorini..) quando questa critica qualcosa nel merito (e non si hanno altri argomenti per attaccarla). Luccioli, sinceramente ti faccio un grande in bocca al lupo affinché la tua professionalità e quella dei tuoi colleghi venga sempre riconosciuta. Per il resto non mi permetto di dare un giudizio sulla persona così come hai fatto tu. Buona vita, professionale e non.

  10. Qfwfq71

    Da quel poco che ho capito questa volta sono personalmente solidale con i giornalisti.
    Un conto è aprire il giornale alle critiche e impostare un meccanismo virtuoso di miglioramento.
    Ben altra cosa è trattare la cosa come un gioco a premi.

  11. AndreaElle

    Francisturner, ovviamente quegli epiteti non erano rivolti a te ma a chi si è permesso di attaccare senza motivo e su più piani, tra cui anche quello personale, il sottoscritto e i suoi colleghi. Ti chiedo scusa, ma ripeto, non erano termini rivolti a te. Ti assicuro che di argomenti per affrontare la questione ne abbiamo eccome. Saluti!

  12. sergio1963

    credo che la questione sia semplice. un’iniziativa di questo genere va concordata tra proprietà e cdr. punto. fuori da questa logica si presta il fianco a qualsiasi illazione. anche alla più infame come quella di un possibile dossieraggio come dice il giornalista direttamente coinviolto. il giornalismo rimane una professione delicata perché coinvolge molte persone, proprietà, giornalisti, fotografi, grafici e lettori, e nel caso, anche stampatori come ancora ricorda la legge. ci deve essere una base comune su cui impostare il lavoro. la eventuale ‘battaglia’ tra le parti per stabilire nuove modalità, regole o compensi si fa con la contrattazione. che significa appunto concordare qualcosa. l’unilateralità porta allo schianto

Commenti chiusi