Specchio riflesso

Non me ne voglia Paolo Valentino, autore dell’articolo sul Corriere della Sera, ma dite a cosa pensate più immediatamente che si riferisca il seguente periodo.

difetto

Di cosa sta parlando? Dov’è che vi risulta più ovvio pensare a questo “difetto”?

In realtà l’articolo di Valentino è dedicato invece ai declini e sventatezze di Wikileaks, spiegati con equilibrio e accuratezza. Il suo limite è proprio nel finale, dove secondo Valentino i tratti sopracitati sarebbero da riconoscere nelle attività di Wikileaks, e confrontare con il giornalismo professionale, che evidentemente ne sarebbe esente.

Il difetto è nell’assenza di verifiche, contestualizzazioni, rispetto per la privacy, attenzione alle conseguenze non volute della pubblicazione di ogni notizia e materiale, cioè il sangue e la carne di un giornalismo che non passa mai di moda.

Ecco, ferma restando l’analisi sui difetti di Wikileaks, forse un pensiero se i suddetti tratti si attaglino anche a un giornalismo di moda attualmente, la renderebbe più credibile e completa.

Altre cose:

2 commenti su “Specchio riflesso

  1. Julian B. Nortier

    A parte poche eccezioni,da circa un ventannio-cioè da quando il web è diventato un fenomeno di massa-la carta stampata-meno il giornalismo tv,che se ne serve-ha dichiarato guerra al “giornalismo web”.Le accuse sono sempre le stesse:pressappochismo e ricerca del “click”,insomma un sensazionalismo 2.0 ,per accalappiare il lettore gonzo e/o curioso.Insomma,le stesse identiche critiche che,oggi come ieri e più di ieri,possono farsi-e debbano farsi-ai giornali.
    Con la differenza che il giornalismo web,per sua vocazione ha una carica di autocritica nettamente maggiore-e ci vuol poco-di quella dei cartacei.
    Ma l’acrimonia dei media tradzionali(originari,direi) è semplice da comprendere:da quando c’è il web le loro vendite sono crollate.Personalmente,da 3-4 volte a settimana,nell’epoca web acquisisco il “mio” quitidiano_La Repubblica,Il fatto o uno “sportivo”-si e no due volte al mese,e mi sto tenendo largo.Insomma,simbolicamente,la reazione della carta stampata verso Wikileaks e compagnia bella,è la stessa di una donna invecchiata male che guarda con invidia le sue giovani concorrenti,denigrandole perchè sa di non poter mai essere così.E l’invidia è un sentimento che molto molto raramente conosce l’autocritica pura.

  2. froom5

    Da associare all’altra grande piaga recente: il giornalismo che rilancia le accuse provenienti “dal web” come fossero notizie.

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