Domenica mattina

Ieri su internet ho visto:
– uno proporre seriamente di fare una colletta per prendere una barca e andare ad affondare la nave che salva la vita alle persone nel Mediterraneo; dopo, altri coprirlo di insulti e proporre una colletta per andare ad affondare lui.
– una preoccuparsi di come certe ragazzine minorenni vengano messe alla gogna online, e venire travolta da una serie di auspici di stupro e trivialità sui suoi appetiti o bisogni sessuali.
Poi stamattina ho letto i quotidiani, e non so da dove cominciare tra ciò che raccontano e come lo raccontano.
Qualche giorno fa ero in un bar di Milano dove mi ero parcheggiato a scrivere in attesa di un appuntamento, era l’ora dell’aperitivo e dietro di me dei signori stavano tenendo una conversazione sulla nobiltà di certi leader fascisti, e uno a un certo punto ha detto “io i partigiani li ammazzerei tutti”.
“Guardi, ci hanno già pensato altri, o il tempo, mentre noi eravamo qui a ordinare degli spritz”, gli ho detto alzandomi (perché dovevo andare, non era un gesto di protesta), e andando via mi sono un po’ vergognato di attaccare briga con gli sconosciuti nei bar. Tra non molto proporrò anch’io una colletta per affondare lui e il suo gommone a Sestri Levante.

Spesso scrivo delle cose di analisi del panorama desolante un po’ più articolate di questa, e c’è sempre qualcuno che mi risponde “e quindi?”, o più cortesemente “come se ne esce?”. E io non lo so, come se ne esce, malgrado ci pensi parecchio. Oggi mi ha scritto una signora gentile e preparata per consigliarmi dei libri e dei podcast e dirmi che “la chiave è la calma”: le ho risposto che la calma è l’obiettivo, non il mezzo, la chiave. La chiave manca, quella con cui si torna calmi, e ragionevoli.
È domenica, c’è il sole, potrebbe andare peggio. Non lo so come se ne esce, facciamo le cose che ci sembrano migliori, nel nostro pezzetto: cerchiamo di non diventare come quello che ci delude e che sosteniamo di voler combattere, la violenza, il disprezzo, l’egoismo, la stupidità. Non è facile, ci si mette un attimo a diventare stupidi, e capita ogni giorno. Quelli che ti sembrano dalla tua parte sono continuamente stupidi pure loro. Loro poi lo pensano di te.
La calma.
Comportarsi bene. Non la chiamerei “resistenza”, mi ha sempre fatto tristezza l’implicazione autocompiaciuta e sterile di quelli che parlano di “resistere” (persino la Resistenza, con la erre maiuscola, col cavolo che fu semplicemente “resistere”: e le sue derive peggiori, quelle che ancora le rinfacciano e usano per screditarla, furono di cedere ai metodi che combatteva).
Ieri sera ho finito Chernobyl, bello, si capiscono molte cose, anche su come funziona un reattore nucleare. C’è una cosa sulla verità e le bugie, un po’ enfatica, ma oggi ha un aggiornamento: a diffondere bugie siamo un po’ tutti, non un grande potere assoluto di cui siamo succubi. Non lo so come se ne esce, ma se se ne esce è capendo meglio le cose, e spiegandole meglio. Non dicendo o diffondendo bugie. C’è un governo di incapaci e arrivisti, che non sta facendo niente di buono, e questo è palese anche ai suoi sostenitori, salvo quelli ciechi e indottrinati: l’argomento principale a cui si aggrappano i suoi sostenitori è “gli altri erano peggio”. Non è vero, ma gli altri ci mettono del loro ad alimentare quest’argomento. Capita di essere stupidi, ma ad alcuni capita di più.
Non lo so come se ne esce. Capendo meglio le cose e spiegandole meglio. Forse pure parlando con gli sconosciuti.
La calma.
C’è gente meravigliosa, in giro. E il solito sole.

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