Umilianti “voti zero”

Ho da parte da qualche giorno questa cosa, che un po’ mi fa ridere un po’ mi sembra una formidabile allegoria di certe inclinazioni correnti delle nostre società, quelle che a volte con un termine sbrigativo chiamiamo “populismo”: quell’idea che “il popolo” (poi bisogna capire chi sia, “il popolo”: ma diciamo le masse anonime piuttosto che i singoli) sia sempre capace di decisioni sagge e corrette per il bene comune, e vada interpellato per ottenere la scelta migliore. Qui c’è una storia di lasagne che ne parla, per capirsi meglio.

Insomma la storia è questa, come la riporta il Times di Londra.

Lasciare che decida la gente non ha funzionato e la reputazione del Regno Unito all’Eurofestival è precipitata ai livelli minimi di sempre. Ma niente paura, ci aiuteranno i tedeschi.
La scelta per la canzone britannica che sarà candidata l’anno prossimo all’Eurofestival sarà affidata a una casa discografica di Berlino dopo che BBC ha deciso di eliminare la giuria popolare che ha portato a una serie di umilianti “voti zero”*.

Certo, si parla di musica, è un’altra cosa. Si sa che noi masse siamo ovviamente più competenti sulle questioni parlamentari e costituzionali che non sulle canzonette.
Ma me la appunto qui. Soprattutto il passaggio successivo, spero preveggente, che dice.

Mel Balac di BBC Studios ha detto che spera che il nuovo sistema [quello di affidarsi a élite di professionisti competenti e attenti al risultato, ndr] segni “l’inizio di un eccitante nuovo capitolo”.

Chissà se vivrò abbastanza.

 

*sulla traduzione di “nul points” e il suo uso, si veda qui.

 

 

 

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