Il mio nemico

C’è una cosa che accomuna i tre partiti che hanno preso più voti nelle elezioni di ieri: hanno tutti disegnato un nemico interno da battere, hanno tutti messo italiani contro italiani, e hanno tutti preso di conseguenza un pezzetto di voti, che non supera per nessuno il 25%. Se chiedi a un italiano su quattro di votarti perché gli altri tre sono dei delinquenti, è inevitabile che gli altri tre non ti votino: e prendi il 25%, ben che vada.
Il Movimento 5 Stelle ha costruito tutta la sua comunicazione sul nemico, macchiettizzando un po’ per strategia e un po’ per superficialità le categorie più varie da additare ai suoi elettori. Poi si sono lamentati che in pochi guardassero i programmi, ma non hanno fatto niente per farli prevalere, i programmi, sul messaggio di “a casa!” eccetera. E persino oggi sembrano intenzionati a ritenere nemico il partito di maggioranza con cui potrebbero governare e fare le cose che avevano promesso di fare.
Di Berlusconi e della sua proposta concentrata tutta sulla minaccia delle “sinistre” arricchita dalla minaccia di Monti e poi dalla minaccia Merkel, e via dicendo, non c’è bisogno di dire.
Il PD ha tenuto lo stesso atteggiamento in misura minore, senza dubbio, ma non se ne è sottratto: prima costruendo il “nemico interno” e avallando largamente l’accusa a Renzi di essere addirittura un uomo del centrodestra o un secondo Berlusconi, con un approccio hooliganiano alla politica che a sinistra circola quanto a  destra. E poi cedendo spesso alle pressioni di commentatori, intellettuali, opinionisti, giornali, che chiedevano di riportare al centro della comunicazione il nemico Berlusconi, e riportandocelo.
Il risultato è che se stai sempre a indicare nemici, alla fine ti ritrovi molti nemici, e pochi amici. Oggi in Italia tutti e tre i maggiori partiti sono disprezzati dai loro detrattori più di quanto siano amati dai loro sostenitori. Una peculiarità della politica italiana non nuova, e sottolineata con grande chiarezza e candore dalla corrispondente del New York Times qualche giorno fa:

Both Mr. Berlusconi and Mr. Bersani appear to speak more to their own constituencies than to the nation as a whole, long a characteristic of Italian politics.

Vincere, in politica, è guadagnare consenso, convincere. Diventare maggioranza. Qualcosa cambierà quando in Italia cambierà questo. Quando qualcuno farà un progetto che pensi a tutti gli altri italiani come suoi potenziali partecipanti, quando qualcuno farà un progetto non per far vincere la sua solita curva, ma per far giocare la nazionale, quando qualcuno penserà alla condivisione del progetto con più persone come a un tesoro e non come a una minaccia, quando il nemico non sarà più una priorità né una necessità: quando la priorità sarà pensarlo amico, e farlo diventare amico. Quando nessuno troverà insopportabile questa ovvia ambizione, definendola ingenua, collaborazionista e via dicendo solo perché non ci è abituato o perché ha poco coraggio: o cambia abitudini e ci fa un pensiero, o è corresponsabile di questo fallimento. E se le cambia, siamo già sulle buona strada.

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22 commenti su “Il mio nemico

  1. Massimo72

    concordo in pieno, è ora che i partiti cerchino di convincere e prendere elettori invece delusi da altre aree, invece di cercare di fare il pieno dei propri e poi fare accordi con gli altri partiti.
    è ora di smetterla con la tattica e pensare alla strategia.
    negli altri paesi il famigerato centro è un’area in cui i partiti di destra e sinistra si danno battaglia per convincere quegli elettori a votarli, in Italia invece si lascia vivacchiare qualche partito (terzo polo, ecc.) senza smuovere e disturbare troppo quell’elettorato e poi fare alleanze impossibili da gestire.
    è ora che torni la vocazione maggioritaria e che si torni ad un sistema realmente maggioritario.
    se i politici centristi vogliono contare qualcosa, abbandonino il partitino di centro e si uniscano a partiti di destra e sinistra, allora sì che avremo una democrazia che funzioni di più

  2. marcof

    “Quando qualcuno farà un progetto che pensi a tutti gli altri italiani come suoi potenziali partecipanti…” Commento scontato, ma uno così ce l’avevamo. Matteo Renzi.

  3. democraziaesviluppo

    Ho votato PD ma se guardi dentro le pieghe del M5S quel che dici è già realtà: il nemico da battere è il vecchio, non gli italiani che lo sostengono; il M5S predica partecipazione quasi come un dogma, pur tra mille errori e andando avanti a tentativi. Il pericolo è che i partiti non si rendano conto che gli italiani vogliono più politica, più partecipazione e non vogliono più delegare terzi per difendere (ma quando mai?) i loro interessi e le loro idee. E che un grande partito di massa come il PD deve riprendersi le piazze, parlare alla gente con i megafoni e non dai salottini tv, imitare Grillo e non scimmiottare Berlusconi, altrimenti rischia davvero l’estinzione e il futuro sarà uno scontro tra movimenti realmente partecipati piuttosto che tra partiti diventati solo strumenti oligarchici in mano a piccole lobby che mirano unicamente a reggersi a galla.
    Il che, in fondo, non è proprio una prospettiva così pessima.

  4. ro55ma

    In tanti (ma non abbastanza..) siamo d’accordo con te e con il pensiero di puntare “alla nazionale” e non alla curva in cui sfogare le nostre piccole o grandi frustazioni.
    Ma se non succede oggi, dopo questi ceffoni e dopo aver preferito smacchiare il giaguarino di Arcore (che così i barricaderi interni erano soddisfatti), allora sì che siamo messi male.
    Bisognava urlare nelle piazze e in televisione che il Guru-Grillo era ed è molto peggio (politicamente e socialmente) di Berlusconi e invece si è scelto di combattere i partiti-individuo chè la “leadership è antidemocratica come ha dimostrato Berlusconi” (e Renzi chè non capiva…) che invece ci ha messo la faccia, i soldi e i voti ricevuti e non ha raccontato estasiato, di baratti pauperisti per pagarsi il pieno al camper (o di lettere dell’avvocato da firmare in bianco per candidarsi…).
    Adesso bisognerebbe farlo e alla svelta.
    Bisognerebbe ammettere di aver sbagliato un sacco di cose nella gestione del partito e prendere due terzi del programma di Renzi per proporlo nei prossimi cento giorni a chi ci stà.
    Bisognerebbe..

  5. minimAL

    Ma allora provochi!
    Ma se tutta la campagna di Renzi è stata un continuo attaccare Bersani e ammiccare al berlusconismo!
    Ah Sofri, ma ci fai o ci sei? Ma con quale faccia scrivi simili scempiaggini in malafede!?
    Boh… per fortuna che le sparate tue e di Renzi sono tutte in rete: chissà chi se le andrà a rileggere, però.

  6. Lazarus

    In teoria più che giusto ciò che scrive Sofri, ma per fare un progetto rivolto davvero a tutti gli italiani e non solo agli ultra della curva sarebbe necessario prima comprendere, capire e interpretare il sentir vero degli italiani (compresa la loro attuale rabbia). Un partito in cui la maggioranza credeva già di avere la vittoria sicura in tasca, che vedeva Berlusconi come un bollito oramai pronto per la pensione, che ha liquidato Grillo come un guitto senza futuro e che, SOPRATTUTTO, ha rinunciato in partenza, e con tanta spocchia lasciatemelo dire, all’unico vero cavallo vincente che aveva (il buon Renzi), un partito così mi pare che non sarà mai in grado di capire la società che viviamo e di rappresentare qualcun altro al di fuori della curva.

  7. giaimeddu

    Marcof, Minimal, Lazarus e uqbal: forse è il caso, davvero di calmarsi tutti quanti. Renzi le primarie le ha perse e il PD ha perso le elezioni. Quindi è perfettamente inutile cercare di capire chi aveva ragione. Che con Renzi la sinistra avrebbe vinto in carrozza è da dimostrare. E non è possibile. Che Bersani abbia sbagliato tutto lo sbagliabile, è altrettato vero.
    Sarebbe per tutti il caso di fare un bel bagno di umiltà e parlarsi senza paraocchi. Trovare una soluzione e ripartire. Vogliamo provare con Renzi? E proviamo. Vogliamo fare un congresso anticipato? E facciamolo, che mi importa? Tanto, peggio di così è difficile.
    Certamente, bisogna smettere di litigare all’interno e parlare con le persone, ma finché non sappiamo cosa dirgli, è perfettamente inutile.
    Il problema è di visione. Che Italia si ha in mente?

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  9. spago

    @MinimAL.. Renzi è contro Berlusconi e i renziani sono contro i berlusconiani, non ha mai ammiccato a Berlusconi e non è un Berluschino.. vedi le cose in modo distorto..

    pensa

    agli immigrati: Renzi si è battuto con convinzione per lo ius soli.. ti pare la posizione di Pdl e Lega?
    ai precari e al lavoro: Renzi si è battuto per l’estensione a tutti i lavoratori di un nucleo forte di diritti iniziali, crescente nel tempo, e per un’estensione universale del welfare che copra precari e disoccupati tutti, ti pare la posizione di Pdl Lega?
    al conflitto d’interessi: Renzi ha preso una posizione ben più definita e forte di quella di Bersani su questo
    alla questione femminile: Renzi ha indicato negli sgravi per chi assume donne e nelle quote rosa a tempo, oltre che negli asili nido e nelle strutture aziendali, alcune cose da fare.. tu l’hai vista la questione femminile trattata da Berlusconi? lei viene? quante volte viene?
    all’Europa: rispetto agli antieuropeisti Pdl e Lega, Renzi ha aperto le primarie citando gli Stati Uniti d’Europa e il Manifesto di Ventotene, l’europeismo di marca prodiana è un suo cavallo di battaglia
    etc.. etc..

    Pensa anche solo alla “narrazione” diversa e contrapposta a quella Berlusconiana.. Berlusconi è sceso in campo dicendo ci sono due Italie, una delll’amore e una dell’odio, noi siamo moderati, loro sono comunisti violenti, chi vota sinistra è un coglione.. Renzi è sceso in campo dicendo che l’Italia è una, un solo paese, e che si deve parlare a tutti gli elettori e rispettarli.. l’esatto opposto!

    Pensa al rifiuto totale di allerasi con Casini oposto da Renzi e non da Bersani, che corrisponde all’idea di rivolgersi agli elettori e non risolvere tutto con alleanze interne fra partiti!

    Ha alcune cose che richiamano Silvio.. ha grinta, ambizione, vuole vincere, sa comunicare, si sforza di essere mediaticamente efficace, cerca anche di emozionare,.. beh che male c’è? vincere è di destra? saper comunicare è di destra? l’importante è cosa si comunica, con che programma si vince! voleva i voti di persone provenienti dall’esterno della solita area Pd? certo! Ma per fare cosa? il suo programma era liberale e di sinistra.. avesse preso i voti da Casa Pound (esempio estremo) sarebbero stati voti per quel programma e per fare quelle cose..

    Evidenziava alcuni punti cui l’elettorato d centrodestra è sensibile? diminuzione delle tasse, sburocratizzazione, riduzione dei costi della politica? e allora? sono cose positive, cose di cui il paese ha effettivamente bisogno, necessarie a rilanciare il lavoro, tanto caro a tutti! tutti noi che l’abbiamo sostenuto l’abbiamo fatto contro Belrusconi, per asfaltare Berlusconi, per mandare a scatafascio il Pdl, per cambiare finalmente sto maledetto paese, perchè avevamo paura che Bersani, il caro buonvecchio Bersani, facesse quel che ha fatto! Perchè sappiamo che Bersani e gli altri suoi amici sono corresponsabili del declino dell’Italia! Veltroni era responsabile comunicazione del PCI quando Berlusconi costruiva il suo impero mediatico in modo del tutto illegale.. è anche merito del compagno, mai stato comunista, Veltroni se siamo dove siamo! Io non ho mai creduto in renzi come a un messia, ma nelle sue idee, nella sua proposta, nel rinnovamento totale del partito e del paese,!

  10. gillo

    Minimal

    Quelli che ragionano come te hanno già fatto la loro campagna elettorale. Hanno perso. Ora basta.

  11. parmi

    sono io fuori fase?
    Non è possibile accumunare il 25% del M5S a quello di PDL e PD…la cifra sembra uguale ma le valutazioni devono essere differenti. Smarcando subito il PDL: il 25% del PDL era impensabile ai più fino al risultato delle primarie del CSX, da lì, qualcuno ci ha creduto e ha lavorato, a suo modo, per raggiungere questo risultato…e ha quasi portato a casa il bottino pieno.
    Ma parliamo del M5S, in due punti:
    25% per un partito (movimento…) alle prime elezioni nazionali direi che è sensazionale, o no?come l’ha raggiunto? differenziandosi da TUTTI quelli che c’erano già, dai vecchi che erano già lì, contro cui tutti (anche noi), in un modo o nell’altro, inveivano, a cui tutti chiedevano uno scatto di decenza, di politica, di dignità…sono “vergini” e proclamano la propria verginità, contro l’esistente: semplicistico definirlo “un nemico da battere”, era ed è una vera e propria strategia politica per emergere (e, fermandosi a riflettere, la strategia di Renzi si basava su simile consapevolezza…da approfondire in separata sede, ok?).
    secondo: come si fa a dire “E persino oggi sembrano intenzionati a ritenere nemico il partito di maggioranza con cui potrebbero governare e fare le cose che avevano promesso di fare.” e cosa dovrebbero fare? politicamente la mossa è perfetta: se oggi si appoggiano a qualcuno degli esistenti ne vengono affossati, altrochè realizzare il programma; se se ne stanno fuori, appoggiando posizioni di buon senso, arrivano “da eroi” alle prossime elezioni di fine anno, dove i ruoli si saranno ribaltati: avranno la maggioranza assoluta alla camera e uno dei “grandi” partiti li appoggerà al Senato…

  12. Luca Farina

    Un’ovvia ambizione?
    Come ovvio sarebbe stato che PD e PDL rispettassero gli esiti referendari?
    Come ovvio sarebbe stato che PD e PDL trovassero un accordo per rimpiazzare il porcellum?
    Come ovvio sarebbe stato che PD e PDL aiutassero Monti sulla strada delle riforme e dei tagli alle spese?

    A quanto pare anche i giornalisti e gli opinionisti pensano ancora, come i politici di lungo corso, che i cittadini abbiano la memoria corta. Sarebbe così se non fosse che ci si è messa la rete a ricordare e denunciare, tutte le storture della politica “all’italiana”.

    Se ci fosse stato Renzi l’esito non sarebbe cambiato.
    Perchè quel 25% che ha dato il voto al M5S di sicuro non si è scordato dello scandalo MPS…
    Pensate che le centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori con il conto in MPS siano corsi a dare il voto a Bersani?

  13. jamesnach

    Il PD si è costruito il “nemico interno”. Eh già.
    Ricordare che Renzi ha passato l’anno precedente a insultare Bersani, dandogli del ferrovecchio da rottamare, sarebbe troppo.

    Quanta onestà caro Sofri, quanta onestà…

  14. JCellini

    Gli ultimi due post sono lucidi e taglienti, ci vorrebbe però anche una piccola riflessione sull’elettorato. Questa è la mia: il Pd, Bersani e compagnia sono andati contro un treno e guardando dall’altra parte, siamo d’accordo. Ma mi sembra almeno ingeneroso accostarli, anche se con distinzione, a Pdl e M5S: da una parte c’è stata una campagna elettorale modesta, tutta giocata sul semso di responsabilità, sulla concretezza, sulla necessità di stare con i piedi per terra in un momento di crisi forte. Non c’era il sogno di Obama, ma neppure il muro contro muro, a parte in qualche gruppo ultrà, com’è naturale in ogni grande aggregato politico (anche i democratici americani tiravano delle bordate mica male). Se ci limitiamo al leader, non credo si possa accusare il povero Pierluigi – penso che ora ci soffra veramente, ed io con lui – di avere giocato sulla retorica della contrapposizone e del nemico. (Peraltro c’erano anche state le primarie, e pure per i parlamentari, anche se raffazzonate, se uno proprio proprio voleva scegliersi la classe dirigente. Se tutti quelli che sento dire ora Renzi lo avrei votato, lo avessero votato davvero tre mesi fa, il problema non si poneva).
    Dall’altra parte, l’hai descritto tu. Quindi bisogna fare i conti col dato di fatto che per due terzi degli italiani hanno fatto più presa le urla, le pallettes, le offerte di breve respiro, o l’appagamento di una protesta esercitata una tantum e che teneva insieme cose talmente diverse da essere evidentemente incompatibili con l’esercizio della funzione di governo. In una parola, ha vinto la deresponsabilizzazione. Magari con Renzi una buona parte di questi elettori sarebbe stata ricondotta ai lumi della ragione ed affascinata da un discorso di prospettiva, che parlava di futuro in maniera comprensibile e moderna, ed anche attuabile e ragionevole. Non lo so. Forse sì, forse lo vedremo, forse potevo accorgermene prima anch’io. Però dopo aver preso a picconate un’idea modesta, che ha fallito, spenderei un po’ di tempo anche a ridimensionare la statura di un elettorato che non ha ancora dato prova di esistere, ovvero che premia un’idea progressista ed “occidentale” del paese.
    Sarà lo sconforto del momento, ma proprio non lo vedo.

  15. emmons_avenue

    A me sembra che è l’elettore PD è il nemico di tanti italiani. L’elettorato PD è strutturato in questa maniera: su una famiglia composta da 5 persone, è sicuro che questi lavorano tutti e 5 a discapito di chi simpatizzava a sinistra e che si è ritrovato sempre in una situazione precaria. Il PD non scenderà mai sotto il 15%. E di questi 5 di molte famiglie, tanti sono impiegati in posti “strategici”, mentre altri in occupazioni dove si grattano solo gli attributi. Poi restano i fedelissimi, soprattutto quelli del 77, ad esempio tanti insegnanti il cui stipendio lo sappiamo, che si muovono in “ fiat punto” e che fanno le vacanze estive in qualche campeggio e che staticamente non hanno nemmeno più l’ambizione di passare dalla punto a una golf. Gente cecata che ha dimenticato che la leadership invece è totalmente coinvolta in mansioni di puro capitalismo.
    Rammento le parole di un vecchio operaio, sempre iscritto al PCI fin dal 1950 che qualche tempo fa disse: quando è stata sciolta la sezione cittadina del vecchio PCI (subito dopo la metamorfosi a PDS) il capo sezione ha fatto sparire anche i rotoli di carta igienica dal cesso. Sono come le pulci nella farina. Rammento tangentopoli… allora sparivano i miliardi, ora anche, ma sono di euro! E poi, permettimi di dire che sono dei dilettanti a lanciare messaggi agli indecisi. Berlusconi ha promesso certi rimborsi, bastava contrastare ciò semplicemente dicendo alla gente la stessa cosa poiché mi dispiace dirlo, è inutile sostenere certe battaglie per diritti civili quando la gente è abbagliata da 500 miserabili euro di rimborso senza considerare che poi ne sborserà 5 volte tanto per i “semplici” rincari di vita quotidiana. Sintetizzo l’elettorato di Berlusconi: gente da gratta e vinci. E’ normale che il popolo è il nemico di se stesso; la nonnetta (con tutto il rispetto poiché è gente che fatto l’Italia nel dopoguerra) sta ferma a casa. Sono io e tanti altri giovani che girano in auto ben sapendo che il rimborso IMU darà modo a Berlusconi e corredo di aumentare carburanti e resto.

  16. Giordano

    @Luca Farina
    Forse se ci fosse stato Renzi avremmo comunque avuto un M5S al 25% ma, oso sperare, non un PDL al 28%.
    C’è gente la fuori che, pur di non votare Bersani, ha rivotato Berlusconi.
    Ma ce li avranno anche a destra quelli che votano col naso turato o sono tutti dalla nostra parte?

  17. massimo58

    Sembra che il New York Times non abbai mai sentito i discorsi di Obama. OPpure faccia finta di non averli mai sentiti.

  18. jamesnach

    “Pensate che le centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori con il conto in MPS siano corsi a dare il voto a Bersani?”
    Le centinaia di piccoli risparmiatori con il conto in MPS non corrono nessun rischio, perchè sui conti correnti garantisce lo Stato, che la banca si chiami MPS o Mediolanum.
    Per la cronaca.

  19. spago

    @ jamesnach.. tra una ovvietà e l’altra tu hai usato l’argomento “Le primarie sono state concesse da Bersani nonostante non fossero nello statuto” per contestare chi dice che sono state fatte per far perdere Renzi. Ora le due cose non sono logicamente legate. Potrebbe aver fatto le primarie anche se non erano nello statuto e aver fatto le regole per far perdere Renzi. Siccome la tua precedente argomentazione per spazzare dal campo questa possibilità non ha senso, ti tocca leggere ancora chi la pensa così. L’onere della prova spetta a chi muove l’accusa? ok.
    Sia i bersaniani che i renziani proposero le loro idee sulle regole per le primarie. Quelle che passarono furono le regole bersaniane, contestate dai renziani. Dopo un’assemblea nazionale furono approvate regole così vaghe che dovette immediatamente nascere un comitato interpretativo, che diede un’interpretazione 100% bersaniana. E già il fatto che Bersani scrivesse le regole per la gara cui partecipava e imponesse di fatto quelle che voleva lui mi pare discutibile.
    Il punto è che le proposte renziane avevano uno spirito di fondo: l’apertura. Nessuna selezione all’ingresso, venga chi vuole, son già stati selezionati candidati e programmi, venga pure la Santanchè se ci tiene, voterà un candidato e un programma di centrosinistra. E quelle bersaniane ne avevano un altro: la chiusura. Per Bersani e i suoi il punto era mettere un bel po’ di ostacoli agli elettori così che solo i più determinati , superate tutte le prove, arrivassero a votare. L’obbiettivo era restringere l’elettorato per quanto possibile ai soli elettori di centrosinistra di razza ariana.
    Alle primarie si misuravano due idee molto diverse di Pd, e una delle differenza d’opinione era proprio questa: un partito che punti sull’apertura o sul consolidamento della propria identità? le regole delle primarie rispondevano in modo troppo esclusivo alla visione politica di Bersani. Ecco perché hanno prodotto la vittoria di Bersani. Solo che un conto è vincere in un elettorato selezionato, un conto è misurarsi con l’elettorato vero, nazionale..
    Visioni ideali a parte.. bastava aver guardato le indagini e i sondaggi. Renzi mieteva consensi a iosa fuori dall’elettorato classico riconoscentesi come appartenente al centrosinistra, dove invece era più forte il sospetto verso di lui, e Bersani era visto come una garanzia di coerenza (appunto). Quindi regole che sbarrassero la strada ai nuovi arrivati erano regole che miravano a tagliare fuori parte dell’elettorato di Renzi, dopo aver visto dove prendeva consensi.
    Anzichè scegliere di facilitare in ogni modo il voto, aprire a quanti più elettori possibili, la scelta è stata chiudere, restringere, esaminare il dna.. bisognava a evitare che tutte quelle persone che non si riconoscevano come appartenenti al centrosinistra, ma avevano simpatia per Renzi, credevano in lui, nel suo progetto, nelle sue proposte, idee, valori, etc.. potessero votare tranquillamente alle primarie.
    I renziani rifiutavano le alleanze e in particolare quella con Vendola? e Bersani prima delle primarie firma la Carta d’intenti, un vuoto, vago, inutile, documento politichese, che sancisce però l’alleanza con Vendola. Era una delle cose che ci si doveva giocare alle primarie, dovevano ancora pronunciarsi gli elettori.. alla faccia della correttezza! ai bersaniani parrà indifferente, ma chi voleva Renzi non voleva Vendola e questa mossa è servita, combinata col resto, a respingere proprio questi ultimi.
    E poi l’obbligo di registrarsi in un luogo diverso da quello dove si votava.. Lo spirito delle regole era: creare difficoltà agli elettori, mettergli un sacco di ostacoli. Ovvio che già questo favorisce i militanti del partito rispetto a chi vorrebbe semplicemente votare Renzi. Già questo è uno spirito conservatore. Registrarsi prima di andare a votare, in un luogo diverso da quello dove si vota, è solo questo: creare difficoltà inutili. Perchè non lo potevi fare il giorno stesso? perchè non on line? mia madre (a Milano, non a Castel di Sangro) è andata per registrarsi e ha trovato un cartello “aperto martedì mattina e sabato pomeriggio”. Alla faccia!
    E chiedere di firmare un impegno a sostenere in ogni caso il centrosinistra, vincesse pure Bersani, che senso aveva? c’erano sul tavolo due idee di partito molto diverse, come si fa a chiedere un obbligo del genere? gli elettori delle primarie erano cittadini, simpatizzanti, interessati, non militanti di partito, come fai a proporgli un obbligo del genere? che rispetto ai per loro? che messaggio da questa scelta? ma forse è perché volevi tenere i militanti e respingere i cittadini semplicemente simpatizzanti.. come si fa a chiedere d’impegnarsi a votare Pd alle nazionali anche se vien fuori un Pd che è l’opposto di quel che si vorrebbe? e rinunciando a ogni valutazione ulteriore dalle primarie alle nazionali? qualsiasi cosa fosse successa dovevi venderti il tuo voto in quel momento? una cosa irricevibile, una porcata vera e propria, una follia assoluta. Ma non casuale. Volta a scoraggiare chi voleva Renzi, ma non avendo simpatie per il Pd di sempre, avrebbe –legittimamente!-votato il Pd di Renzi, e non quello uguale a sempre di Bersani.
    Queste regole hanno predeterminato il risultato. Quando si votò per Prodi non ci fu niente del genere, perché non ce n’era bisogno: il risultato era scontato. Ma qui i giochi potevano essere aperti ecco che bisognava correre ai ripari (altrimenti arrivava il Rottamatore!). Ma queste regole il risultato l’hanno anche falsato. Bersani ne ha ricavato una percezione fasulla della propria forza. Quando si è presentato all’elettorato vero è colato a picco. E il fatto che i bersaniani si mettano a gridare ai renziani “Voi avevate firmato” è solo prova che sono ancora in una fase di dissociazione dalla realtà. Vorrei dirgli: avete fatto come volevate e avete perso. Non avete convinto molte persone e queste persone non vi hanno seguito: è colpa vostra e non loro. Non vi appartengono, non avete diritti precostituiti su di loro, sono persone libere che liberamente scelgono: e a voi vi schifano.

    Da sostenitore di Renzi questo è come io vedo el cose, so che altri “renziani” le vedono in modo simile.. ora ci si può dire che siamo pazzi, oppure i “bersaniani” possono inizare a chiedersi se c’è qualcosa di vero in ciò che vediamo noi.

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