Contropelo

Di queste cose che ha scritto Matteo Renzi ieri, su alcuni giornali presi nelle proprie bolle si fa scandalo o meraviglia. Intanto però, in giro, sono le cose che pensano in tanti da un pezzo, e che per questo sono contenti che ora le condivida un Presidente del Consiglio. Il quale evidentemente ha deciso di non lisciare più i soliti peli: magari di coltivarne altri, nuovi, e farli crescere. E questa è comunque una notizia, per i giovani peli.

Questa retorica della società civile da contrapporre al partito (come se il Pd fosse la società incivile) per me è insopportabile. Non è che se uno non si è mai iscritto a un partito è società civile e invece chi fa il militante alle feste dell’Unità o ha una tessera in tasca è incivile. Per anni anche i nostri leader hanno fatto passare questo messaggio, persino nel cda della Rai dove si sono scelte persone non esperte di comunicazione che avevano come grande merito essere appoggiate da movimenti e associazioni di società civile. (…) Prima di tutto viene la competenza, dunque.

Altre cose:

3 commenti su “Contropelo

  1. Raffaele Della Ragione

    A proposito delle competenze alla base delle attuali scelte nelle nomine del cda RAI:

    Consigliera Borioni, lei che si autodefinisce «una tecnica» quale tecnica userà per battere la concorrenza di Sky?
    «Sky?».

    Sì, quella televisione che si chiama così.
    «Io non ce l’ho Sky».

    In che senso, scusi?
    «Non ho la parabola».

    Sta dicendo che si concorre meglio contro l’avversario, non conoscendolo?
    «Ha anche un costo l’abbonamento a Sky».

    Eccessivo?
    «Non dico questo, ma in tempi di ristrettezze economiche per tutti….».

    Insomma non vede Sky?
    «Ogni tanto mi capita. Per esempio a casa di mio fratello. Comunque ora l’abbonamento lo farò».

    E il digitale terrestre lo sa che cos’è?
    «Io mi occupo di cultura».

  2. Luca Sofri

    Il cda Rai è stato composto ancora su logiche di Cencelli di partiti: pessime. Renzi si riferisce alle scelte del PD e salva le sue come “esperti di comunicazione” (almeno sono una spanna sopra alle altre). Ma condivisi questi dubbi, non ricordo un presidente e un direttore generale così addentro alle cose della televisione come questi due, da decenni. Chiusa parentesi per me, il post era sull’argomento esposto da Renzi, non sulla Rai.

  3. Luigi Muzii

    Una che non guarda la TV, ma si occupa di cultura è competente, quindi.
    Uno che ha portato sull’orlo del fallimento le aziende che ha governato è competente, quindi.
    Una che ha dovuto lisciare peli per affermare le proprie competenze e ricevere la nomina a condurre testate che hanno raccolto insieme meno di quanto facevano singolarmente è competente, quindi.
    Continuiamo così, facciamoci del male.

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