La televisiùn…

Circola un dibattito sul futuro della tv – “sottotraccia”, come si dice, mentre sul ponte si balla – che parte da una domanda candida ma non eludibile: perché la televisione non dovrebbe seguire il destino dei giornali, rispetto alla sua perdita di senso editoriale e commerciale?
Della progressiva erosione del ruolo della tv da parte di internet in questa rubrica abbiamo scritto in tempi non sospetti, ma adesso i tempi stanno diventando sospetti. Molti sostengono che la tv si trovi nella condizione dei giornali cinque anni fa: quella di “a noi non capiterà”. I soldi della pubblicità continuano a entrare, il pubblico diminuisce ma non in quantità preoccupanti. Ma è solo questione di tempo, sostengono gli stessi: i contenuti video sono meno “leggeri” e versatili dei testi, ma il loro spostamento in rete sta subendo grosse accelerazioni. Solo che, come per i giornali, questo trasloco non genera adeguati profitti, al momento. E per la prima volta nel suo mezzo secolo di trionfi, la televisione ha un serio concorrente come fornitore di contenuti, di informazioni, di svago.
Le iniziative della tv per convivere con la rete finora somigliano molto a quelle dei giornali, fallite in termini di business. E invenzioni tecniche come quella del digitale terrestre sembrano irrilevanti in questo scenario.
Non sempre i paragoni funzionano: a volte i paradigmi cambiano. Se sarà il caso della tv, lo vedremo entro cinque anni.

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