Pompa e circostanza

Reduce dalla felice esperienza della sera prima – una puntata di Porta a Porta che finalmente valorizzava le attitudini concrete delle donne (c’erano più ospiti femminili di quante se ne fossero viste in tutta la stagione precedente) per parlare di miracoli, Lourdes e apparizioni della Madonna – mi sono disposto, la sera della sentenza sul lodo Alfano, a seguire i telegiornali. Tra tutti, l’approccio più interessante mi pare sia stato quello del Tg2, la cui inviata in piazza Venezia ha immediatamente preso la linea per annunciare che Silvio Berlusconi si era appena recato alla “solenne inaugurazione di una mostra molto importante” nel palazzo alle sue spalle. Evidentemente voleva trattarsi di una nota di colore, un dettaglio, un suono d’ambiente per informare comunque gli italiani di cosa stesse facendo il loro PresDelCons in quel delicato momento. Ma la scelta degli aggettivi mi ha colpito. Com’è un’inaugurazione “solenne”, rispetto a una non solenne? Quale pensiero stava nella testa della cronista quando si è risolta ad aggiungere l’aggettivo “solenne” a quel sostantivo che già da solo diceva tutto quel che doveva dire? Un timore che potessimo pensare si trattasse di un’inaugurazione qualsiasi?
Più affascinante ancora la definizione della mostra come “importante”. Non era una mostra da quattro soldi, e va bene. Ma qual era quindi questa mostra “importante”? Ecco qua: “Il potere e la grazia. I santi patroni d’Europa a Palazzo Venezia”. Titolo un po’ lungo da ricordare, e quindi “importante” facilitava le cose. E poi, la vera notizia: in sostanza, dei giudici solenni avevano bocciato una legge importante.