Alcuni uni sono più uni degli altri

Chi abbia voluto disporsi con indulgenza e curiosità nei confronti della squadra dei parlamentari del M5S, prescindendo dalle modalità, i linguaggi e gli argomenti con cui erano stati eletti, è andato via via facendo delle crocette accanto a ogni nome che lo deludesse da subito: ed è cominciata presto – tra i microchip e tutto il resto – e non accenna a smettere.
Sabato è stata la volta dell’onorevole Gessica Rostellato, che con fiero cipiglio infantile ha annunciato su Facebook la sua coraggiosa scelta di non salutare Rosy Bindi, malgrado l’invito di quest’ultima. E non c’è niente di straordinario a fare capricci di questo genere, ognuno ha i suoi e se ne vedono tanti di simili: magari non si va a fare il deputato accusando gli altri di scarsa responsabilità e senso del ruolo.
La cosa che mi pare più interessante – mi incuriosisce da un po’ il repertorio di linguaggi e tic del movimento, molto rigido e ripetitivo, e completamente incoerente – è la smentita palese del bluff che “uno vale uno”: motto che si dimostra di nuovo non uno slogan di presunta umiltà, ma di superiorità presunta. Rosy Bindi, evidentemente, non vale uno.

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4 commenti su “Alcuni uni sono più uni degli altri

  1. Michele Mauri

    A proposito di capricci, Gad Lerner non molto tempo fa ha spiegato che nel 1997, quando era ministro della Sanità del governo Prodi, Rosy Bindi pretese che fosse revocato l’invito al governatore lombardo Formigoni altrimenti lei non sarebbe andata ospite alla trasmissione (non ricordo quale fosse). Insomma, va bene dare addosso ai comportamenti stravaganti dei Grillini, ma la Bindi è indifendibile da questo punto di vista. Le sue innumerevoli comparse in Tv sono costellate di espressioni non propriamente simpatiche (arroganti?) che esibisce immancabilmente mentre parlano gli avversari politici. Chi semina vento…

  2. gaetanom

    D’accordo, ma Bindi o chicchessia sarebbe stato uguale, temo. E’ questo il punto.

  3. shenanigan

    Comunque questa deputata deve essere stata molto fortunata nella sua vita ad aver lavorato in ambiente dove poteva liberamente disprezzare le persone che lavoravano con lei. Perche’ quando si lavora non stiamo parlando di intrattenere dei rapporti di amicizia, e si frequentano anche persone che non ci “piacciono”, e lo si fa sempre con rispetto. A meno che non sei tu il datore di lavoro, ma non mi pare questo il caso.

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