Non c’è, il presidente di tutti

C’è una cosa che da diversi giorni vorrei dire a chi ha orecchie per ascoltare, tra le molte riflessioni che si sono aggrovigliate sulla crisi dell’elezione del Presidente della Repubblica. Ed è che mi pare che tantissime opinioni e posizioni di persone anche ragionevoli siano gravate da una partigianeria nei confronti di questo o quel nome che le rendono precarie e cieche. La dimostrazione è data dalla meraviglia con cui molti formulano la domanda “perché non avete votato” tal dei tali, ognuno con un tal dei tali diverso, ognuno convinto che il suo tal dei tali fosse indiscutibilmente il presidente migliore.

Le cose su cui suggerirei una riflessione sono due: la prima è che se tanti altri sostengono che il presidente migliore fosse “indiscutibilmente” un altro dal nostro, probabilmente nessuno di questi è “indiscutibilmente” il presidente migliore. Probabilmente ognuno di loro ha dei limiti, dei difetti, delle controindicazioni che altri conoscono meglio di noi oppure giudicano più rilevanti di quanto facciamo noi. La seconda è che se anche questa apertura di vedute – che noto poco in giro – ci mantenesse nella convinzione che il presidente migliore sia il nostro, per quanto non “indiscutibilmente”, il fatto che raccolga anche tanti dissensi (ne hanno raccolti tanti Prodi, Bonino, Rodotà, Cancellieri, per fare i nomi i cui sostenitori sembrano più convinti dell’unanime consenso nei loro confronti) è un dato che non si può ignorare. Poi si può decidere lo stesso che quello fosse il presidente migliore, ma senza raccontarsi che tutto il paese lo voleva, o tutta la base lo voleva, o tutta la sinistra lo voleva, e vissero tutti felici e contenti eccetera.

Il presidente migliore, cercato con l’ottica del consenso popolare preventivo, non c’era e non c’è: alla fine è davvero Napolitano, con tutte le dichiarazioni di fallimento del caso. Gli altri sarebbero stati scelti scontentando molti – come è giusto e normale – e ragionando invece su quale di loro in prospettiva sarebbe diventato via via più popolare anche in considerazione della sua autorevolezza e capacità di ricoprire il ruolo e interpretare il famoso articolo 87.
Ma smettiamo di pensare che il disastro di questi giorni sia che non ha vinto il nostro: perché quando si va a vedere, il nostro è diverso per ognuno e allora non siamo così differenti dai grandi elettori.

Altre cose:

21 commenti su “Non c’è, il presidente di tutti

  1. Fam

    Ma, infatti, il problema non era accontentare tutti. Il problema, per il Pd, è stato decidere chi non scontentare. Nel caso specifico si è andati nella direzione delle larghe intese, che poi è il contrario di quanto predicato fino a un minuto prima.

  2. lorenzo68

    E’ la logica partitica da primi della classe: mai che si debba ragionare in funzione del popolo.
    Partiti che non hanno saputo formare negli anni una classe dirigente capace, partiti che hanno divorato l’impossibile lasciando il popolo sull’orlo del baratro dove i ricchi sono più ricchi e i poveri sempre più poveri,
    partiti che nonostante gli ultimi appelli pre elettivi per una attesa riforma elettorale hanno mostrato il più bieco menefreghismo ed egoismo, partiti dal contenitore vuoto e

    ps … D’Alema ma dove sei finito?

  3. lorenzo68

    E’ la logica partitica da primi della classe: mai che si debba ragionare in funzione del popolo.
    Partiti che non hanno saputo formare negli anni una classe dirigente capace, partiti che hanno divorato l’impossibile lasciando il popolo sull’orlo del baratro dove i ricchi sono più ricchi e i poveri sempre più poveri,
    partiti che nonostante gli ultimi appelli pre elettivi per una attesa riforma elettorale hanno mostrato il più bieco menefreghismo ed egoismo, partiti dal contenitore vuoto che non capiscono che è il momento di proporre qualcosa di nuovo e di concreto senza la necessità di legittimare e di condividere delle idee con un comico.

    ps … D’Alema ma dove sei finito?

  4. splarz

    Il disastro di questi giorni è che hanno vinto le vecchie dirigenze arroccate attorno a Napolitano.
    Vorrei un presidente condiviso da una destra normale, non dall’impresentabile B (devo snocciolare tutti i motivi, squisitamente prepolitici, che lo rendono tale? Spero di no). La Bonino può piacere a destra, sì? Potevano spingere su di lei. Non l’hanno fatto.
    Noto con dispiacere che dalle parti del Post è partita una campagna di rovesciamento dei fatti che è uno straw man argument continuo; nella fattispecie nessuno ha mai pensato che “il disastro di questi giorni sia che non ha vinto il nostro”.

  5. bizio123

    Sofri, la partigianeria quando raccoglierebbe 2/3 degli italiani intorno a un nome io la chiamo volontà popolare. Poi fai tu…

  6. Valeria

    Per quanto mi riguarda, non ho ancora sentito alcuna spiegazione convincente sul mancato tentativo di eleggere Rodotà. Se non sbaglio Moretti ha detto che non avrebbe avuto voti sufficienti, con lo stesso ragionamento avrebbero potuto evitare di proporre Marini, lo stesso Prodi ha riservato sorprese. La mia sensazione è che a un certo punto tutto sia precipitato, con una fretta che sembra più dovuta a varie paure – ogni schieramento la sua – che a pensieri lucidi. È abbastanza normale che ci siano “opinioni e posizioni”, tutti aspettavamo una decisione che di fatto non c’è stata.

  7. pinosp

    hai ragione Luca, non c’era un presidente di tutti. ma quante volte prima delle elezioni presidenziali c’era pronto pronto “il presidente di tutti”? forse mai o quasi mai. i presidenti sono saltati fuori dallo scontro dentro e fuori il parlamento. l’unica novità adesso è che anche i cittadini possono dire la loro, grazie a tutti questi benedetti mezzi tecnologici. e concordo con chi ha detto che è infinitamente minimo il numero di coloro che oggi si lamentano perchè non è stato scelto il proprio presidente. la questione vera è che è sembrato fortemente “eterodiretto” o comunque assurdo per insipienza l’andamento delle proposte e delle votazioni. Napolitano aveva detto che la sua rielezione avrebbe rasentato il ridicolo: così è stato!
    continuo a non capirenon tanto perchè non sia stato eletto questo o quello ma perchè i grandi elettori non abbiano utilizzato la loro radicale libertà (libertà di mandato!) per continuare a votare, votare, votare, sino a trovare un candidato che andasse bene almeno alla maggioranza dei votanti! magari con pazienza si sarebbe scoperto, come è già successo, per esempio con Pertini, che esistono in Italia i possibili presidenti di tutti: perchè “presidenti di tutti” si diventa!!!

  8. antopicci84

    Luca Sofri, ricordo tempo addietro una tua risposta all’editoriale di un giornalista del Corriere (Battista, Cazzullo, Polito, non ricordo) il quale, per dirla rozzamente, se la prendeva con la partigianeria e l’irragionevolezza del grosso dei militanti di sinistra. Beh all’epoca hai sostenuto, anche un po’ piccato, di non conoscerne alcuno, o giù di lì. Mi chiedo se nel frattempo ti sei guardato intorno, magari hai visto il video di quei civilissimi elettori che hanno insultato Franceschini (no, non erano 5 stelle), o degli altrettanto civili militanti che hanno chiamato “m****a” Civati, che poi sono gli stessi straccioni che sputarono in faccia a Panella, e la pensano paro paro al 90% di quelli che commentano sul tuo giornale. Per cui sì: che non ci sia un presidente “indiscutibilimente” migliore è un’ovvieta, ma vale la pena chiedersi perché una verità tanto semplice sia incomprensibile al “popolo di sinistra”. Una risposta l’ha data il tuo amico Christian Rocca sul suo blog e, secondo me, ti riguarda in prima persona. E non perché non apprezzi il tuo giornale (per quanto capisco che te ne fregherà meno di zero), ma perché non hai capito che ad una pedagogia sbagliata e pericolosa non puoi opporre un fasullo politically correct. Difatti il tuo giornale è invaso dai grillini, e mi dispiace dev’essere stato un duro colpo. Spero almeno facciano molte visite.

  9. lino68

    Io vorrei capire da chi avrebbe voluto Rodotà, perchè considera più democratico individuare un presidente della Repubblica facendo un sondaggio on line, tra un gruppo di militanti di 5*, che non si sa in quanti abbiano partecipato nè in quanti abbiano votato Rodotà, piuttosto che individuarlo come scelta dei parlamentari eletti.
    Vorrei anche capire in cosa starebbe la grande rottura di Rodotà rispetto a tutte le altre proposte e rispetto a Napolitano. Rodotà è stato presidente del PDS, dell’antitrust e della privacy (a lui dobbiamo tutte le scartoffie che dobbiamo firmare, grazie), parlamentare dal 1979, parlamentare europeo. Ha 80 anni. E’ il nuovo che avanza? Beh certo poi è tanto una brava persona.

  10. Gracchus

    Mah.
    Gino Strada ha affermato in tv che lui non sarebbe il Presidente di Tutti. Eppure si batte per dare cure mediche a tutti.
    Un paradosso dialettico?

  11. Valeria

    Io non avrei voluto Rodotà, mi sarebbe solo piaciuto leggere qualcosa di sensato e consistente, da parte del PD, che spiegasse perché no. O forse mi è sfuggito qualcosa; se qualcuno ha capito, accetto punti di vista diversi ben volentieri. Ma un po’ di reticenza sull’argomento, da parte del PD, la sento solo io?

  12. reta

    io rodotà non lo avrei voluto presidente. e lo stimo anche meno dopo le sue rancorose esternazioni.

  13. emmons_avenue

    Un’operazione da leccarsi i baffi, non c’è che dire! A questo punto è palese l’incapacità di chi ci rappresenta. Dopo 20 anni di praticantato… sono tutti dei dilettanti e lo dimostra il fatto che non hanno nemmeno saputo eleggere un presidente diverso della repubblica. Questo non mi disturba, mi turba di più il fatto che gli Italiani a questo punto, da incompetenti eleggono persone così maldestre.

  14. Fagal

    Riprendo il commento al post “chi ha perso davvero”. In un sistema formalmente parlamentare, la figura del presidente della repubblica é di mera garanzia del funzionamento delle istituzioni. Quindi deve garantire coloro che fanno parte dei poteri dello stato. E’ un arbitro interno. Per questo, fino agli anni 90, il presidente della repubblica é sempre stato un parlamentare che svolgeva politica attiva (forse fatta eccezione per l’elezione di Pertini, proprio in coincidenza della prima crisi storica dei partiti italiani), prestato al ruolo di garante. A partire dal collasso del sistema dei partiti di inizio anni 90, nessun candidato che facesse politica attiva é mai stato eletto. Sintomo di una mancanza di fiducia tra gli eletti. Se sommiamo la crisi dei partiti, l’assenza di governo eletto, é ovvio che la contingenza abbia portato a scaricare le tensioni sulla prima decisione istituzionale che contasse. Se si fosse fatto un governo prima della scelta del presidente, forse ciò non sarebbe accaduto. Che poi il presidente della repubblica possa e debba essere eletto a maggioranza dai cittadini, potrebbe anche essere una soluzione, visto che la costituzione materiale e la sostanza delle cose assegnano un ruolo significativo a quell’istituzione. Ma per fare ciò occorre una modifica costituzionale. Il “presidente di tutti” o almeno “il presidente dei più” passa attraverso una modifica dell’assetto costituzionale che riduca i poteri del parlamento, cioé degli eletti, a vantaggio degli elettori. Scherzando con colleghi stamane, ho buttato lì la questione e mi é stato risposto: vatti a fidare degli elettori, chissà chi eleggono….In realtà il parlamento riproduce le lacerazioni sociali che abbiamo accumulato nel tempo. Un tempo i governi venivano sfornati più celermente dei modelli Fiat, le legislature non duravano e le camere venivano sciolte. Resistevano i partiti, cinghia di trasmissione tra il potere pubblico ed i cittadini e le istituzioni private. Venuti meno quelli (forse con il PD oggi pure l’ultimo baluardo), bisogna reinventarsi qualcosa di simile ma diverso….

  15. stecol

    Da uno che non e’ mai stato elettore di sinistra e che non si e’ mai entusiasmato per la destra, insomma un senza tetto politico, posso dire che mi pare ovvio che dopo la vittoria risicata e monca del PD, eleggere un duro e puro come il bravuomo Rodota’ sarebbe stato un errore politico marchiano, specie considerando l’elezione di Grasso e Boldrini. Il peso istituzionale senza quello elettorale diventa presto insostenibile e persino pericoloso. Figuriamoci poi se si fosse aggiunta anche la presidenza del consiglio dei ministri.
    L’elezione di Napolitano evita questo ammasso di potere senza il dovuto supporto elettorale; pone il problema di una chiarifica interna al PD (o di una scissione); di una legge elettorale decente; lascia decantare gli umori di una piazza che ha trovato nei grillini la sua anima critica senza trovarvi un programma e personalita’ che sappiano proporre oltre che criticare.
    Mica poco. Rodota’ avrebbe invece esacerbato tutti questi problemi, buonuomo e tutto.

  16. almotasim

    Leggere questi commenti mi fa male al cuore: dimostrano come sia vero che l’elettore medio (e il lettore medio) abbia la memoria corta e l’ira miope.

    E’ bastato un anno di governo di Monti per farci dimenticare 4 anni di fallimenti, imbarazzi e scandali di Berlusconi. Sono bastati due mesi di campagna elettorale fallimentare della sinistra per farci dimenticare l’appoggio che anche la destra ha dato al governo Monti, più i 4 anni di governo Berlusconi. Sono bastati 40 giorni di capricci del M5S per farci dimenticare la campagna elettorale fallimentare della sinistra, l’appoggio di destra e sinistra al governo Monti e 4 anni di governo Berlusconi.

    Tra tre mesi, immagino, rieleggeremo a furor di popolo il peggior malandrino della storia della repubblica, che, dosando abilmente populismo, demagogia, affermazioni fasulle di senso di responsabilità e promesse più o meno sottobanco di favori riuscirà nuovamente a farsi passare per il salvatore della patria.

    Credo che siamo senza speranza.

  17. HRose

    Non e’ cosi’ e anche tu, Luca, pecchi di partigianeria e semplicemente razionalizzi quella stessa partigianeria.

    Se si fosse fato un sondaggio, o votato, e’ chiaro che Napolitano non sarebbe stato il nome scelto oggi dal paese. Il presidente “migliore” non c’e’ perche’ va giudicato in base all’azione. Ma c’era DI SICURO un presidente che avrebbe visto un consenso diffuso nel paese, nello stesso identico modo come l’elezione della Boldrini ha ottenuto esattamente quel tipo di consenso.

    L’errore, infatti, NON STA NEL NOME. Ma nel senso di quel nome. Laura Boldrini ha portato con se un senso di rinnovamento percepito dal paese. Il Presidente della Repubblica andava eletto CON QUELLO SPIRITO, qualunque fosse il nome, qualunque la provenienza politica, professione o quant’altro.

    Prodi e Marini non erano nella maniera piu’ assoluta assimilabili ad uno spirito di rinnovamento, ma invece indirizzati da una parte (Prodi) a ricomporre una frattura politica, dall’altra (Marini) a far pace con la Destra in prospettiva di Governissimo. Entrambi uniti nella SCONFITTA del idea di rinnovamento.

    A me non importa se il nome giusto fosse stato Bonino, Rodota’, Zagrebelsky. Ma e’ chiaro che questi tre nomi (e tanti altri) avrebbero portato con se quell’idea di rinnovamento che era assolutamente indispensabile.

    E chi non riconosce questo punto e’ soltanto un ipocrita.

  18. piero.vereni

    Cito il commento di Splarz:
    Noto con dispiacere che dalle parti del Post è partita una campagna di rovesciamento dei fatti che è uno straw man argument continuo; nella fattispecie nessuno ha mai pensato che “il disastro di questi giorni sia che non ha vinto il nostro”.
    Credo che a questo argomento il Peraltro Direttore debba provare a dare una risposta, dato che è il SUO argomento principe che gli si ritorce contro. Molti dei commenti sembrano confermare il fatto che non era il nome che ciascuno di noi considera(va) migliore ad essere la fonte della frustrazione, come se ciascuno di noi avesse avuto solo l’ennesimo sbocco di narcisismo ferito (“ecco, non mi ascoltano, non capiscono che IO ho ragione quando indico QUEL nome”). Quel che CI (noi, prego, notare) ha fatto male è che il PD prima ha proposto un nome solo per blandire Berlusconi, poi ne ha fatto un altro solo per blandire il partito, e non ha neanche provato a fare un nome per dare un Presidente alla Repubblica. Tutto, ma proprio tutto, si è giocato sul piccolo cabotaggio, navigando a vista, senza uno straccio di ideale, di politica, chiamalo come vuoi. Una fottuta passione, che è quella che ci dovrebbe portare da quelle parti che chiamiamo “cosa pubblica”. A questo, ti prego Sofri, prova a rispondere per una volta. Capisco gli impegni, capisco anche la giusta sprezzatura per la massa, ma siamo noi che ti leggiamo che vogliamo una risposta, non la massa, grazie.

  19. odus

    Il miglior presidente, potrebbe e dovrebbe essere colui che ottiene il maggor numero di voti da parte di tutti i cittadini. Il concetto di “grandi elettori” nominati e nominandi i quali, stando alle regole della costituzione per produrre l’uovo devono assolutamente inciuciarsi appartenendo a partiti diversi e contrapposti perché i voti di un solo partito non sono mai sufficienti, a me sembra altamente antidemocratico. Se poi si aggiunge che i “grandi-piccoli elettori” sono partigiani all’interno di correnti di partito o di coalizione tipo PD o centrosinistra, allora la nomina del presidente, che appaia a ciascuno il proprio migliore di quello sostenuto da un altro, va a finire che invece di “grandi-piccoli elettori” diventano “minuscoli elettori” di una persona comunque normale e comune ad un elevato incarico.
    Invece la scelta tra persone che si propongono con trasparenza a tutti i cittadini deve essere di tutti i cittadini o, per meglio dire, della maggioranza dei cittadini elettori. Se questo vale per un sindaco, a maggior ragione deve valere per il capo di uno stato (tutto volutamente minuscolo).
    Invece costui viene miseramente nominato da un conclave. E poi detta legge perché dice: “Mi avete voluto? Mi avete pregato? Adesso fate come voglio e dico io.”
    Violando la costituzione.

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