Scegliere tra Saviano e Brunetta

Io ho questa curiosità, moderatamente polemica: i commentatori, i politici, i giornali stessi, che a sinistra stanno costruendo una campagna contro la parola “pacificazione” togliendole ogni significato costruttivo e progettuale e aderendo a quello chi-ha-avuto-ha-avuto proposto della destra (in un’ennesima adesione all’agenda proposta dalla destra), come si pongono rispetto al ragionamento sulla pacificazione che ha fatto Roberto Saviano, di cui sono soliti condividere, esaltare e pubblicare il pensiero e gli scritti? È un ragionamento anche loro, in contraddizione con quello che scrivono, oppure gli è estraneo, e non hanno coraggio di dirlo, di contestarlo?

«O si riparte dal sogno, o si riparte dalla possibilità di un mondo altro, o non c’è possibilità di convincere. Puoi solo contrastare, puoi solo pensare di essere migliore, in quanto diverso, dell’altro. Ma se invece vuoi andare a stanarlo, a convincerlo, devi rinunciare anche a una parte di te. (…) Entri nella contraddizione ma cerchi di prendere l’altro e di portarlo»

La risposta sensata, secondo me, è che la pacificazione di Saviano non è la pacificazione di Brunetta: e la conseguenza della risposta sensata, secondo me, sarebbe aderire al progetto suggerito da Saviano invece che precipitarsi a caricare i pezzi da otto contro Brunetta (il quale schiva e gongola), gettando il bambino nell’acqua sporca.
Ma caricare i pezzi da otto è l’unica cosa che sappiamo fare, quaggiù. E a gettare bambini nell’acqua sporca degli anziani, poi, abbiamo un record.

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8 commenti su “Scegliere tra Saviano e Brunetta

  1. ilfrance

    perchè la pacificazione a cui pensa Brunetta, in italiano si traduce con resa incondizionata

  2. odus

    Quello che attua Brunetta e quello che propone Saviano.
    Secondo la stragrande maggioranza degli autodefinentisi “i mejjo der bigoncio” di sinistra, Brunetta è ispirato da satana.
    Saviano, invece, è l’ispiratore di papa Francesco?
    Ciò detto, è indubbio che parlare di “pacificazione” tra italiani, o meglio, tra abitatori della entità geografica chiamata Italia, è da mentecatti.
    Senza una guerra o guerricciola civile – non siamo certo come in Irlanda del nord o come nel paese Basco – gli abitatori di questa entità geografica non sanno vivere, da millenni.
    Già da prima del ratto delle sabine.

  3. brago

    “Pacificazione”? Perchè non usiamo le parole giuste? Perchè non diciamo semplicemente “alleanza con Berlusconi”? Dire pacificazione è comodo. Poi che cosa vuol dire scegliere tra Saviano e Brunetta? Chi deve scegliere? Anche ammettendo di voler scegliere il metodo Saviano, comunque di là c’è Brunetta, e non solo.

  4. lorenzo68

    Ogni tanto sarebbe bene ricordare che i partiti che governano oggi l’Italia sono quelli che hanno perso le elezioni.

  5. Fagal

    Rari nantes in gulgite vasto….Purtroppo l’idea della pacificazione é, ahimé dal mio punto di vista, ancora lontana da venire…Manca uno “psicopompo”…Da wikipedia: La figura dello psicopompo è una figura centrale di molte mitologie e religioni antiche, e trova anche corrispondenze nelle religioni monoteistiche (talvolta per integrazione di miti antecedenti; si pensi per esempio al Caronte dantesco). Sovente è in coppia con un’altra divinità maggiore creatrice del mondo nella misura in cui lo psicopompo è un’entità neutrale, un messaggero dell’aldilà, una sorta di demiurgo tra il mondo sensibile ed il mondo sovrasensibile. Lo psicopompo non è quindi una divinità in senso proprio, poiché non giudica gli uomini ma si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno.

    Manca qualcuno che consenta di rinnovare la scena politica smettendo i panni del “noi e loro” ma che usi il termine “voi”. Lo psicopompo é rappresentato nella mitologia dal corvo, foriero di speranza. Ricordate la scena mitica del film con Brandon Lee in cui dice “non può piovere per sempre”…. Ecco questa é la funzione dello psicopompo….

    Politicamente, piaccia o no, un percorso simile l’aveva intrapreso Matteo Renzi. Parlando di “andare oltre”, almeno come impostazione dialogica, confrontandosi sui contenuti, e non sui pregiudizi. Debbo però dire che ultimamente, il “corvo si é messo il mantello” e usare il tempo imperfetto mi pare corretto. Con ciò fa sorgere il dubbio che il messaggio sia più forte del contenuto…..

  6. Lazarus

    Tutto sto argomentare sulla pacificazione per far dimenticare la sonora sconfitta alle elezioni e giustificare l’indegna alleanza con chi fino al giorno prima era infamato e delegittimato in tutti i modi possibili (ricordate: “mai l’alleanza con il pdl”?). Ma perchè in questo paese non si chiamano mai le cose con il loro nome e soprattutto perchè si perdono secoli a discettare di questioni inutili e del tutto accademiche e si tralasciano i veri problemi? Forse perchè così gli sconfitti e i perdenti storici possono continuare come se niente fosse successo a gestire il potere?

  7. odus

    La pacificazione.
    Mediante un governo tra separati in casa con uno dei due che dorme sul divano.

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